JORDAN B. PETERSON.
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12 REGOLE PER LA VITA.
UN ANTIDOTO AL CAOS.
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Parte 3.
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Titolo originale: 12 Rules for Life.  
Traduzione di: Arianna Bevilacqua.
2018. My Life, Coriano di Rimini (RAVENNA).
ISBN 978-88-6386-476-2.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Indice di questa parte.
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Regola 9. Pensa sempre che la persona con cui parli pu sapere qualcosa che tu non sai.
Regola 10. Parla con precisione.
Regola 11. Lascia in pace i ragazzi che fanno skate.
Regola 12. Se incontri un gatto per strada, fermati ad accarezzarlo.
Conclusione.
Ringraziamenti.
Note.
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Fine Indice.
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REGOLA 9.
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PENSA SEMPRE CHE LA PERSONA CON CUI PARLI PU SAPERE QUALCOSA CHE TU NON SAI.
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NON  UN CONSIGLIO.
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La psicoterapia non  un insieme di suggerimenti. Di solito si riceve un consiglio da una persona che desidera soprattutto zittirci e allontanarsi da noi, quando le raccontiamo qualcosa di orribile e complicato. Riceviamo un consiglio quando la persona con cui stiamo parlando vuole mettere in mostra la propria superiorit o la propria intelligenza. Se non fossi tanto stupido, dopo tutto, non avresti gli stupidi problemi che hai.
La psicoterapia  una conversazione sincera:  indagine, articolazione e progettazione. In una conversazione sincera, ascolti e parli, ma soprattutto ascolti. Ascoltare significa prestare attenzione.  sorprendente ci che le persone ti dicono, se le ascolti. Se le ascolti, a volte ti diranno persino che cosa non va in loro. E anche come pensano di risolvere il problema. E spesso ci ti aiuta a risolvere qualcosa che non va anche nella tua vita. In una sorprendente occasione, una delle tante in cui si sono verificate simili circostanze, stavo ascoltando una persona molto attentamente e, in pochi minuti, lei mi disse che: 1) era una strega 2) la sua congrega passava molto tempo a immaginarsi la pace nel mondo. Quella donna era un funzionario di basso livello in qualche ufficio burocratico. Non avrei mai detto che fosse una strega. Non sapevo nemmeno che le congreghe di streghe impiegassero il loro tempo a immaginare la pace nel mondo. Non sapevo neanche che farmene di quell'informazione, ma non era noiosa, e questo era gi qualcosa.
Nella mia pratica clinica, parlo e ascolto. Con alcune persone parlo di pi, con altre preferisco ascoltare. Alcune sono veramente sole al mondo. Ci sono molte pi persone sole di quante tu ne possa immaginare. Non le incontri perch sono sole. Altre sono attorniate da tiranni, narcisisti, alcolizzati, persone traumatizzate o vittime di professione. Alcune non riescono a esprimersi. Partono per la tangente, ripetono le stesse cose, forniscono informazioni vaghe e contraddittorie.  difficile ascoltarle. Intorno a loro accadono cose terribili: hanno genitori con l'Alzheimer o figli malati. Non hanno molto tempo per occuparsi dei propri problemi.
Una volta si present nel mio studio una paziente che seguivo gi da qualche mese. Arriv all'appuntamento e mi disse: Credo di essere stata violentata. Non  facile rispondere a un'affermazione del genere, anche se spesso c' del mistero intorno a questo tipo di avvenimenti. A volte c' di mezzo l'alcol, come nella maggior parte delle aggressioni sessuali. L'alcol genera ambiguit. In parte  proprio questo il motivo per cui le persone bevono. L'alcol solleva momentaneamente le persone dal peso della consapevolezza di s: sanno che ci sar un futuro, ma non se ne preoccupano.  entusiasmante.  esilarante. Le persone ubriache possono far festa come se non ci fosse un domani. Ma dal momento che quasi sempre esiste un domani, si trovano anche nei guai. Perdono conoscenza. Vanno in posti pericolosi in compagnia di persone che non hanno riguardi nei loro confronti. Si divertono. Ma a volte vengono molestate. Cos, pensai subito che potesse essere successo qualcosa di simile. Come interpretare in altro modo quel penso? Ma la storia continua. Quella donna aggiunse un altro dettaglio: Cinque volte. La prima affermazione era stata piuttosto terribile, ma la seconda risult incomprensibile. Cinque volte? Che cosa poteva mai significare?
La paziente mi raccont che si recava in un locale dove beveva qualche drink. Qualcuno si metteva a parlare con lei e poi entrambi andavano a casa di lei o di lui. La serata proseguiva, inevitabilmente, fino al momento dell'atto sessuale. Il giorno seguente lei si svegliava incerta di quanto accaduto, interrogandosi sulle proprie motivazioni, su quelle dell'altra persona e sul mondo. La signorina S., come la chiameremo, era talmente vaga da non avere un'esistenza propria. Era un fantasma di persona. Si vestiva, per, come una professionista. Sapeva come presentarsi al primo incontro. Per questo era riuscita a farsi strada in un comitato consultivo governativo che si occupava di valutare la costruzione di infrastrutture per i trasporti, anche se non sapeva nulla n di amministrazione, n di comitati consultivi n di costruzioni. Conduceva, inoltre, un programma radiofonico locale dedicato alle piccole imprese, anche se non aveva mai avuto un vero lavoro e non sapeva nulla di imprenditorialit. Riceveva il sussidio sociale da quando era diventata adulta.
I genitori non le avevano mai dedicato un minuto d'attenzione. Aveva quattro fratelli che la trattavano male. Al momento non aveva amici, n li aveva mai avuti in passato. Non aveva un compagno: nessuno con cui parlare, e non sapeva come pensare a se stessa, situazione non rara. Non aveva un s. Era invece una cacofonia ambulante di esperienze disarmoniche. In precedenza avevo cercato di aiutarla a trovare un lavoro. Le domandai se avesse un CV. Mi rispose affermativamente, cos le chiesi di portarmelo, cosa che fece all'appuntamento successivo. Era lungo cinquanta pagine. Lo teneva in un raccoglitore ed era diviso in sezioni da alcuni separatori, di quelli colorati che spuntano sulla destra dei fogli. Le sezioni includevano argomenti come I miei sogni e Libri che ho letto. In quelle sezioni aveva riportato decine di sogni notturni e fornito brevi riassunti e recensioni delle proprie letture. Era ci che aveva intenzione di inviare ai potenziali datori di lavoro o che forse aveva gi inviato?  impossibile capire quanto qualcuno sia isolato, sradicato e confuso al punto da vivere in un mondo dove un raccoglitore contenente cinquanta pagine indicizzate di sogni e riassunti di romanzi costituisce un CV. La signorina S. non sapeva nulla di s. Non sapeva nulla degli altri, n del mondo. Era un film sfuocato. E aspettava disperatamente una storia che la riguardasse perch tutto prendesse un senso.
Se metti un po' di zucchero in acqua fredda e mescoli, lo zucchero si scioglier. Se riscaldi l'acqua, ne puoi disciogliere una quantit maggiore. Se porti l'acqua a ebollizione, puoi aggiungere molto pi zucchero e sciogliere anche quello. Se poi prendi quell'acqua zuccherata bollente e la lasci raffreddare lentamente, senza rovesciarla n mescolarla, puoi far s che l'acqua contenga molto pi zucchero disciolto di quanto sarebbe stato possibile se fosse rimasta sempre fredda.  detta soluzione sovrassatura. Se lasci cadere un singolo cristallo di zucchero in quella soluzione sovrassatura, tutto lo zucchero in eccesso si cristallizzer, all'improvviso e in maniera percepibile.  come se chiedesse a gran voce di trovare un ordine. Cos era la mia paziente. Le persone come lei sono il motivo per cui le molte forme di psicoterapia al momento praticate funzionano tutte. La loro psiche trover un ordine e la loro vita migliorer semplicemente se adottano un qualunque sistema di interpretazione ragionevolmente ordinato. Ci significa mettere insieme i disparati elementi delle loro vite in maniera disciplinata, in una qualsiasi maniera disciplinata. Quindi, se sei crollato a pezzi o se non sei mai stato integro, puoi ristrutturare la tua vita secondo i principi freudiani, junghiani, adleriani, rogersiani o comportamentisti. Almeno dopo avrai un senso. Almeno, dopo, sarai coerente. Almeno potrai riuscire in qualcosa, se non in tutto. Con una scure non puoi aggiustare un'auto, ma puoi tagliare un albero.  gi qualcosa.
Pi o meno nello stesso periodo in cui ricevevo quella paziente, i media parlavano in continuazione di persone che avevano recuperato ricordi perduti, in particolare di aggressioni sessuali. Il dibattito si accese in fretta: erano resoconti autentici di un trauma passato? Oppure erano costrutti successivi, elaborati in conseguenza della pressione esercitata, intenzionalmente o no, da terapeuti incauti cui pazienti troppo desiderosi di trovare una ragione semplice a tutti i loro problemi cercavano disperatamente di aggrapparsi? A volte forse valeva la prima ipotesi, mentre altre la seconda. Compresi per molto pi chiaramente e precisamente come potesse essere facile instillare un falso ricordo nel paesaggio mentale di una persona quando la mia paziente mi disse che non era certa di aver vissuto davvero le proprie esperienze sessuali. Il passato sembra immobile, ma non  cos, non in un fondamentale senso psicologico. C' tantissimo nel nostro passato, dopo tutto, e la maniera in cui l'organizziamo pu essere soggetta a una revisione drastica.
Immagina, per esempio, un film dove succedono solo cose orribili. Alla fine, per, tutto si sistema. Tutto  risolto. Un fine sufficientemente lieto pu cambiare il significato di tutti gli eventi precedenti. Possiamo pensare che ne sia valsa la pena, considerato quel finale. Adesso immagina un altro film, in cui succedono un sacco di cose, tutte entusiasmanti e interessanti. Ma sono tantissime. Dopo novanta minuti cominci a preoccuparti.  un bel film pensi, ma succedono un sacco di cose. Spero proprio che il regista riesca a metterle tutte insieme. Questo, per, non accade. La storia invece finisce all'improvviso, irrisolta, oppure accade qualcosa di banale e stereotipato. Esci dal cinema molto annoiato e insoddisfatto, senza accorgerti che sei stato pienamente coinvolto e che sei stato intrattenuto per quasi tutto il tempo che hai trascorso in sala. Il presente pu cambiare il passato, e il futuro pu cambiare il presente.
Quando ti ricordi del passato, inoltre, ti rammenti solo di alcune parti e dimentichi le altre. Hai ricordi chiari di alcune cose accadute ma non di altre che hanno potenzialmente la stessa importanza, proprio come nel presente sei consapevole di alcuni aspetti di ci che ti circonda e inconsapevole di altri. Categorizzi l'esperienza, raggruppando insieme alcuni elementi e separandoli dal resto. C' una misteriosa arbitrariet in tutto questo. Non  una registrazione completa e oggettiva. Non sei in grado di farla, perch non sai abbastanza, non percepisci abbastanza. E non sei oggettivo. Sei vivo. Sei soggettivo. Hai interessi particolari, almeno nei tuoi confronti, almeno di solito. Che cosa esattamente dovrebbe far parte della storia? Dove finisce precisamente un evento e ne comincia un altro?
L'abuso sessuale infantile  pericolosamente diffuso.156 Non  per tanto diffuso come pensano gli psicoterapeuti mal preparati e non sempre porta alla formazione di una personalit adulta terribilmente danneggiata.157 Le persone hanno diverse capacit di resilienza. L'evento che annienta una persona pu scivolare addosso a un'altra. Ma i terapeuti che hanno una conoscenza di seconda mano delle teorie freudiane suppongono, spesso assiomaticamente, che l'adulto disagiato che incontrano nella loro pratica debba aver avuto esperienza di abusi sessuali, quando era bambino. Quale altro potrebbe essere il motivo del suo disagio? Quindi, scavano e inferiscono e intimano e suggeriscono e reagiscono in maniera eccessiva, condizionano e hanno pregiudizi. Esagerano l'importanza di alcuni eventi e sminuiscono quella di altri. Adattano i fatti alla loro teoria.158 E portano i propri clienti a credere di essere stati abusati sessualmente, anche se non lo ricordano. E allora il paziente comincia a ricordare, e poi ad accusare. A volte quanto ricordano non  mai accaduto e le persone accusate sono innocenti. La buona notizia? Almeno la teoria del terapeuta rimane intatta.  una buona notizia, per il terapeuta. Ma non mancano certo i danni collaterali. Molti per, sono disposti a provocare un sacco di danni collaterali, se si tratta dell'unico modo per mantenere in piedi la propria teoria.
Sapevo tutto questo quando la signorina S. mi parl delle proprie esperienze sessuali. Quando mi raccont delle uscite nei locali per single e del ripetersi degli eventi successivi, mi si affollarono nella mente molti pensieri in una volta sola. Riflettei: Sei tanto vaga e indistinta. Vivi nel caos e nel mondo sotterraneo. Sei in dieci luoghi diversi nello stesso momento. Chiunque pu prenderti per mano e portarti sulla strada che vuole. Dopotutto, non sei il protagonista del tuo dramma, ma  come se fossi un personaggio della rappresentazione di qualcun altro e ti potrebbe venire assegnato un ruolo penoso, solitario e tragico. Dopo che la signorina S. ebbe raccontato la sua storia, rimanemmo seduti in silenzio. Pensai: Hai desideri sessuali normali. Sei estremamente sola e insoddisfatta sessualmente. Sei spaventata dagli uomini e non sai nulla del mondo n di te stessa. Vaghi come aspettando che accada qualcosa: qualcosa accade e questa  la tua vita.
E ancora: Una parte di te vuole essere presa. Una parte di te vuole essere una bambina. Sei stata vittima di abusi da parte dei tuoi fratelli e ignorata da tuo padre, quindi una parte di te desidera vendicarsi degli uomini. Una parte di te si sente in colpa, un'altra prova vergogna. Un'altra parte  elettrizzata ed eccitata. Chi sei tu? Che cosa hai fatto? Che cosa  accaduto?. Qual era la verit oggettiva? Non c'era modo di saperlo. E non ci sar mai. Non c'era un osservatore oggettivo e non ci sar mai. Mancava un racconto completo e accurato. Una cosa simile non esisteva e non poteva esistere. C'erano, e ci sono, solo racconti parziali e punti di vista frammentari. Ma alcuni sono comunque migliori di altri. Un ricordo non  una descrizione di un passato oggettivo. Il ricordo  uno strumento. Il ricordo  la guida del passato per il futuro. Se ricordi che qualcosa di brutto  accaduto e riesci a capirne il perch, allora puoi cercare di evitare che quanto  successo si ripeta. Ecco a che cosa servono i ricordi. Non si tratta tanto di ricordare il passato, ma di evitare che lo stesso evento terribile si ripeta, ancora e ancora.
Pensai: Potrei semplificare la vita della signorina S. Potrei dirle che i sospetti di essere stata violentata sono pienamente giustificati e che la sua insicurezza relativa all'accaduto non  altro che un'ulteriore prova del suo essere una vittima, da molto tempo e completamente. Potrei sottolineare che i suoi partner sessuali avevano l'obbligo legale di assicurarsi che lei non fosse alterata dall'alcol nel momento in cui accettava le loro avances. Potrei dirle che  stata incontestabilmente soggetta ad atti violenti e illeciti, a meno che lei non abbia acconsentito a ogni atto esplicitamente e verbalmente. Potrei dirle che  stata una vittima innocente. Avrei potuto riferirle tutto questo. E sarebbe stato vero. E lei l'avrebbe accettato come vero e ricordato in questo modo per il resto della sua vita. Sarebbe diventata una persona nuova, con una storia nuova e un destino nuovo.
Ma pensai anche: Potrei dire alla signorina S. che  un disastro ambulante. Potrei dirle che si aggira in un locale come una cortigiana in coma, che costituisce un pericolo per se stessa e per gli altri, che  ora che si svegli e che se va nei locali per single, beve troppo, va a casa di qualcuno e fa sesso sfrenato, o anche tenero, che cosa mai si aspetta?. In altre parole, avrei potuto dirle, in termini pi filosofici, che lei era un esempio del pallido delinquente nietzschiano, la persona che in un momento osa infrangere la legge sacra e subito dopo trema all'idea di pagarne il prezzo. E anche questo sarebbe stato vero, e lei l'avrebbe presa e ricordata cos.
Se avessi aderito a un'ideologia di giustizia sociale di sinistra, le avrei raccontato la prima storia. Se avessi aderito a un'ideologia conservatrice, le avrei raccontato la seconda. E le sue risposte dopo aver ascoltato l'una o l'altra storia avrebbero provato, in modo soddisfacente per entrambi, che la mia analisi era vera, assolutamente, irrefutabilmente, vera. Questo sarebbe stato un consiglio.
Arrivaci da solo
Scelsi, invece, di ascoltare. Ho imparato a non rubare i problemi ai miei clienti e a non cercare di risolverli al posto loro. Non voglio essere l'eroe salvifico n il deus ex machina, non nella storia di qualcun altro. Non voglio le loro vite. Cos le chiesi di dirmi che cosa pensava e ascoltai. Parl un sacco. Quando finimmo, ancora non sapeva se fosse stata violentata e lo ignoravo anch'io. La vita  molto complicata.
A volte  necessario cambiare il modo in cui cerchi di capire ogni cosa, per comprendere correttamente qualcosa. Sono stata violentata? pu essere una domanda molto complicata. Il semplice fatto che la domanda si presenti in quella forma evidenzia l'esistenza di infiniti livelli di complessit, per non parlare del per cinque volte. C' una miriade di interrogativi nascosti in quella domanda: che cos' una violenza? Che cosa significa essere consenzienti? Che cos' una precauzione sessuale appropriata? Come dovrebbe difendersi una persona? Dove sta il suo errore? Sono stata violentata?  un'idra. Se tagli la testa di un'idra, ne crescono altre sette.  la vita. La signorina S. avrebbe dovuto parlare per vent'anni per capire se fosse stata violentata. E qualcuno avrebbe dovuto prestarle ascolto. Cominciai a farlo, ma le circostanze mi resero impossibile portare a termine l'opera. Abbandon la terapia quando era solo un po' meno disinformata e vaga della prima volta in cui c'eravamo incontrati. Ma almeno non se ne and da incarnazione vivente di una mia dannata ideologia.
Le persone che ascolto hanno bisogno di parlare, perch  cos che le persone pensano. Le persone hanno bisogno di pensare. Altrimenti vagano alla cieca nei posti peggiori. Quando le persone riflettono, simulano il mondo e pianificano come agire al suo interno. Se svolgono un buon lavoro di simulazione, possono capire quali cose stupide evitare. E possono scegliere di non farle. Cos non devono pagarne le conseguenze. Ecco perch si pensa. Ma non possiamo farlo da soli. Noi simuliamo il mondo e pianifichiamo come agire. Solo gli esseri umani si comportano cos.  la nostra intelligenza. Creiamo piccoli avatar di noi stessi che mettiamo all'interno di mondi immaginari. Poi stiamo a vedere che cosa accade. Se il nostro avatar se la cava bene, allora ci comportiamo come lui nel mondo reale. Cos, abbiamo successo, o speriamo di averlo. Se il nostro avatar fallisce, e abbiamo un briciolo di buon senso, non lo imitiamo. Lasciamo che muoia nel nostro mondo immaginario, cos da non dover realmente morire nel presente.
Immagina due bambini che parlano. Il pi piccolo dice: Non sarebbe divertente arrampicarsi sul tetto?. Ha appena messo un suo avatar in un mondo immaginario. Ma la sorella pi grande ribatte:  stupido: e se cadessimo dal tetto? E se pap ci scopre?. Allora il bambino pi piccolo pu modificare la simulazione, trarre la conclusione appropriata e lasciare il mondo immaginario alla propria sorte. Oppure no. Forse il rischio vale la pena. Ma almeno adesso pu tenerne conto. Il mondo immaginario  un po' pi completo e l'avatar un poco pi saggio.
Le persone credono di pensare, ma non  vero. In gran parte si tratta di autocritica che passa per pensiero. Il vero pensiero  raro, proprio come il vero ascolto. Pensare significa ascoltarsi.  difficile. Per pensare,  necessario essere almeno in due. Poi devi lasciare che gli altri siano in disaccordo. Il pensiero  un dialogo interno tra due o pi punti di vista diversi sul mondo. Il punto di vista 1  un avatar in un mondo immaginario. Possiede rappresentazioni del passato, del presente e del futuro e le proprie idee riguardo a come agire. Cos accade anche per il punto di vista 2, il 3 e il 4. Il pensiero  il processo in cui questi avatar interni immaginano e articolano reciprocamente i propri mondi. Non puoi neanche contrapporre tra loro argomenti fantoccio, perch cos non stai pensando. Stai razionalizzando, a posteriori. Stai costruendo argomentazioni fallaci contro un avversario debole, in modo da non dover cambiare la tua prospettiva. Fai propaganda. Usi argomentazioni subdole: ti servi delle tue conclusioni per confermare le tue prove. Ti nascondi dalla verit.
Il vero pensiero  complesso e difficile.  necessario che tu sia un eloquente oratore e un attento e saggio ascoltatore al tempo stesso. Implica il conflitto. Quindi, devi saper tollerare il conflitto, che comprende negoziazione e compromesso, oltre a imparare a dare e a prendere, a modificare premesse e calibrare i pensieri, incluse le tue percezioni del mondo. A volte il risultato  la sconfitta e l'eliminazione di uno o pi avatar interni. Nemmeno agli avatar piace essere sconfitti o eliminati. Sono difficili da costruire: hanno un valore. Sono vivi e desiderano rimanere in vita. Combatteranno per sopravvivere.  meglio che presti loro ascolto. Se non lo fai, sprofonderanno nel mondo sotterraneo dove si trasformeranno in demoni e ti tortureranno. Di conseguenza, pensare implica una sofferenza emotiva ed  anche impegnativo da un punto di vista fisico: pi di qualunque altra cosa, tranne che del non pensare. Ma perch tutto ci accada nella tua testa, dovrai saperti esprimere ed essere molto sottile. Che cosa puoi fare, allora, se non sei molto bravo a pensare, a essere due persone al tempo stesso?  facile. Parla. Ma ti occorre qualcuno che ti ascolti. Una persona che ascolta  un aiuto e un avversario.
Una persona che ascolta mette alla prova le tue parole e il tuo pensiero, senza dover dire nulla. Una persona che ascolta  rappresentativa del pensiero comune: personifica il ruolo degli altri. Adesso non  che gli altri abbiano sempre ragione, ma hanno ci che chiamiamo senso comune. Se dici qualcosa che spiazza chiunque, quindi, dovresti prendere nuovamente in considerazione quanto hai detto. Lo dico avendo ben chiaro che le opinioni controverse possono essere corrette, a volte a tal punto che la gente morir se rifiuta di ascoltarle.  per questa ragione, tra le altre, che l'individuo  moralmente obbligato a prendere posizione e a far sentire la propria voce, a dire la verit della propria esperienza personale. Ma quanto  nuovo e radicale  quasi sempre sbagliato. Ti occorrono valide, e a volte grandiose, ragioni per ignorare o per sfidare l'opinione pubblica diffusa.  la tua cultura.  una quercia possente, e tu sei appollaiato su uno dei suoi rami. Se il ramo si spezza, affronterai una lunga caduta, forse pi lunga di quanto ti aspetti. Se stai leggendo questo libro, ci sono forti probabilit che tu sia una persona privilegiata. Sai leggere e hai tempo per farlo. Sei appollaiato su uno dei rami pi alti, tra le nuvole. Occorrono innumerevoli generazioni per arrivare dove sei ora. Un po' di gratitudine dovrebbe essere d'obbligo. Se continui a insistere a cercare di piegare il mondo al tuo modo di vedere,  meglio che tu abbia le tue ragioni. Se continui a difendere le tue posizioni,  meglio che tu ci abbia riflettuto approfonditamente. Altrimenti, l'atterraggio potrebbe non essere affatto facile. Dovresti fare come gli altri, a meno che tu non abbia una ragione molto buona per non farlo. Se cammini lungo un tracciato, almeno sai che altre persone hanno gi percorso quella strada. Uscire dal tracciato troppo spesso significa andare fuori strada. E nel deserto che si apre ai lati del viadotto ci sono briganti e mostri.
Questa  saggezza.
Una persona che ascolta
Una persona che ascolta pu riflettere il pensiero della gente. Pu farlo anche senza parlare. Pu farlo semplicemente lasciando che chi parla si ascolti.  quanto raccomanda Freud. Egli faceva sdraiare i pazienti su un divano, con gli occhi al soffitto, lasciando che la loro mente vagasse e loro raccontassero qualunque cosa.  il metodo delle libere associazioni.  cos che gli psicoanalisti freudiani evitano di trasferire le proprie convinzioni e opinioni personali nel paesaggio interno del paziente. Era per queste ragioni che Freud si sedeva dietro i pazienti: non voleva che le loro riflessioni spontanee venissero influenzate dalle sue espressioni emotive, per quanto lievi. Era preoccupato che le sue opinioni e, ancora peggio, i suoi problemi irrisolti, si riflettessero incontrollabilmente nelle sue risposte e reazioni consce e inconsce. Era preoccupato di influenzare in maniera negativa lo sviluppo dei pazienti. Era per queste ragioni, inoltre, che Freud sottolineava la necessit per gli analisti di sottoporsi ad analisi. Voleva che quanti si sottoponevano al suo metodo portassero alla luce ed eliminassero alcuni dei loro peggiori punti ciechi e pregiudizi, perch non interferissero con la psicoanalisi. Freud aveva ragione. Era, dopo tutto, un genio. Lo si capisce dal fatto che ancora oggi esistono persone che lo odiano. Ma c' qualche svantaggio nell'approccio distaccato, e a volte distante, consigliato da Freud. Molte persone che si rivolgono alla terapia desiderano e hanno bisogno di una relazione pi personale, anche se questa ha i propri rischi. Ecco perch nella mia pratica ho optato per la conversazione invece che per il metodo freudiano, come ha fatto la gran parte degli psicologi, anche se comporta comunque qualche rischio.
Per i miei clienti pu essere importante notare le mie reazioni. Per proteggerli dall'inappropriata influenza che potrebbero provocare in loro cerco di stabilire con esattezza il mio obiettivo, perch le mie risposte emergano da una motivazione appropriata. Faccio ci che posso per desiderare il meglio per loro, qualunque sia. Cerco di sgombrare la mente e di lasciare da parte le mie preoccupazioni. Cos mi concentro su ci che  meglio per i clienti, mentre, al tempo stesso, sono attento a ogni indizio che riveli un eventuale fraintendimento.  qualcosa da negoziare, che non posso prevedere.  qualcosa da affrontare con molta cautela, per ridurre i rischi di una stretta interazione personale. I miei pazienti parlano. Io ascolto. A volte rispondo. Spesso la risposta  sottile, anche non verbale. I miei pazienti e io ci affrontiamo. Ci guardiamo negli occhi e possiamo vedere le espressioni dell'altro. Loro possono osservare gli effetti delle proprie parole su di me e io osservo gli effetti delle mie su di loro. Possono rispondere alle mie risposte.
Un mio paziente potrebbe dire: Odio mia moglie. Una volta detto non si pu pi negare.  emerso dal mondo sommerso, si  materializzato dal caos e manifestato.  percepibile e concreto e non pu pi facilmente essere ignorato.  diventato reale. Chi ha pronunciato quella frase ha sorpreso anche se stesso. Vede la stessa cosa riflessa nei miei occhi. Lo nota e continua sulla strada del buon senso. Aspetta dice. Facciamo un passo indietro,  troppo. A volte odio mia moglie. La odio quando non mi dice ci che vuole. Anche mia madre si comportava sempre cos. Faceva ammattire pap. Faceva ammattire tutti noi, a dire il vero. Persino se stessa. Era una persona piacevole, ma covava molto risentimento. Be', almeno mia moglie non  come mia madre. Non in tutto. Aspetta! Capisco che mia moglie in realt di solito  piuttosto brava a comunicarmi ci che vuole, ma mi arrabbio davvero quando non lo fa, perch mia madre ci ha torturati quasi a morte giocando a fare la martire. Mi faceva stare proprio male. Forse adesso, quando questo accade, anche solo in minima parte, ho una reazione eccessiva. Oh! Mi comporto proprio come pap quando mamma lo faceva arrabbiare. Ma io non sono cos. Questo non ha niente a che vedere con mia moglie.  meglio che glielo dica. Da tutto ci capisco che in precedenza il mio paziente non  riuscito a distinguere chiaramente la moglie dalla madre. E constato che inconsciamente risente dell'influenza del padre. Anche lui si accorge di tutto questo. Adesso  un po' pi chiarito, un po' meno una pietra grezza, un po' meno avvolto dalla nebbia. Ha ricucito un piccolo strappo nel suo tessuto culturale. Mi dice:  stata una bella seduta, dottor Peterson. Faccio un cenno di assenso. Si pu fare un'ottima figura semplicemente stando in silenzio.
Sono di aiuto e sono un avversario anche quando non parlo. Non posso farci niente. Le mie espressioni comunicano ci che penso, anche quando sono quasi impercettibili. Cos comunico, come sottoline giustamente Freud, anche quando resto in silenzio. Ma nelle sedute cliniche parlo anche. Come faccio a sapere quando  il momento di dire qualcosa? Prima di tutto, come ho detto, mi metto nella giusta ottica mentale. Mi propongo un obiettivo scelto con cura. Voglio che le cose migliorino. La mia mente si organizza a partire da questo obiettivo. Osservo ci che accade dentro di me. Mostro le mie reazioni. Questa  la prima regola. A volte, per esempio, un paziente dice qualcosa e nella mia mente affiora un pensiero o un'immagine. Spesso ha a che fare con qualcosa che ha detto poco prima, quello stesso giorno, o in una sessione precedente. Allora gli comunico quel pensiero o quell'immagine. In maniera disinteressata. Dico: Hai detto questo e a me  venuto in mente quest'altro. Poi ne parliamo. Cerchiamo di capire il significato della mia reazione. A volte, per esempio, si tratta di me, come diceva Freud. Altre volte  semplicemente la reazione di un essere umano distaccato ma con un'attitudine positiva nei confronti di un'affermazione rivelatrice di un altro essere umano.  importante e, a volte, anche correttivo. Alcune volte, per, sono io a venir corretto.
 necessario andare d'accordo con le altre persone. Un terapeuta  una di quelle altre persone. Un buon terapeuta ti dice la verit su ci che pensa, senza intendere che ci che pensa sia la verit. Quindi, hai almeno l'opinione onesta di una persona. Non  cosa da poco. Ha un valore.  la chiave del processo terapeutico: due persone si dicono la verit ed entrambe ascoltano.
Come ascoltare?
Carl Rogers, uno dei maggiori psicoterapeuti del ventesimo secolo, sapeva che cosa significa ascoltare. Scrisse: La maggior parte di noi non  in grado di ascoltare: ci sentiamo obbligati a giudicare, perch ascoltare  troppo pericoloso. Il primo requisito  il coraggio e non sempre ne abbiamo.159 Rogers sapeva che l'ascolto poteva trasformare le persone. A tal proposito not: Qualcuno di voi potrebbe pensare di essere in grado di ascoltare bene le persone ma di non aver mai portato a casa alcun risultato. Ci sono ottime probabilit, per, che non abbiate ascoltato nel modo che ho prescritto. Suggeriva un breve esperimento da fare quando ci si trova coinvolti in una discussione: Interrompete la discussione per un momento e stabilite questa regola Ogni persona pu dire ci che pensa solo dopo aver ripetuto con attenzione le idee e i sentimenti espressi dall'altro e con soddisfazione di quest'ultimo'. Ho trovato molto utile questa tecnica, nella mia vita privata e nella pratica. D'abitudine riassumo quanto mi hanno detto le persone e domando loro se ho capito correttamente. A volte confermano il mio riassunto, in alcuni casi invece mi viene proposta una piccola correzione. Qualche volta mi capita anche di sbagliarmi completamente.  molto interessante ricevere tutti questi riscontri.
Questo metodo offre diversi vantaggi di base. Il primo  che riesco veramente a capire quanto dice l'altra persona. A proposito di questo Rogers nota: Sembra semplice, no? Ma se ci provi, scoprirai che  una delle cose pi difficili che tu abbia mai cercato di fare. Se davvero capisci una persona in questo modo, se sei disposto a entrare nel suo mondo privato e a vedere la vita come lui o lei la vede, corri il rischio di cambiare. Puoi cominciare a vederla come quella persona e a percepirne l'influenza sui tuoi comportamenti o sulla tua personalit. Il rischio di venire cambiati  una delle prospettive pi spaventose di fronte alle quali la maggior parte di noi si pu trovare. Raramente sono state scritte parole pi sane.
Il secondo vantaggio di riassumere quanto detto dall'altro  che aiuta la persona a consolidare e a utilizzare la memoria. Considera la seguente situazione: un paziente riferisce un resoconto lungo, intricato e denso di emozioni riguardo a un periodo difficile della propria vita. Lo analizziamo e ricapitoliamo pi volte. Il racconto si accorcia. Adesso  riassunto, nei ricordi del paziente e nei nostri, nella forma che gli abbiamo dato. Per molti aspetti,  un ricordo diverso, forse un ricordo migliore.  meno pesante:  stato distillato e ridotto all'essenziale. Abbiamo tratto la morale della storia.  diventato una descrizione della causa e del risultato di quanto accaduto, formulata in maniera da ridurre la possibilit che una tale tragedia si ripresenti in futuro. Questo  quanto  accaduto. Ed  accaduto per questo motivo. Ecco quanto devo fare per evitare che queste cose accadano di nuovo. Ecco un ricordo positivo:  questo lo scopo. Noi ricordiamo il passato non per registrarlo con cura, ma per prepararci al futuro.
Il terzo vantaggio dell'impiegare il metodo rogersiano  la difficolt che crea a chi voglia contrapporre argomentazioni superficiali e fittizie. Quando qualcuno non  d'accordo con te,  forte la tentazione di semplificare, parodiare o distorcere la sua posizione.  un gioco controproducente, il cui intento  ferire chi  in disaccordo e innalzare immeritatamente il proprio status personale. Al contrario, se ti  richiesto di riassumere la posizione di qualcuno in maniera che quella persona sia d'accordo con il tuo riassunto, ti potresti ritrovare a esporre l'argomento con maggiore chiarezza e concisione rispetto a quanto ha fatto lei. Se riconosci all'interlocutore quanto gli  dovuto, osservandone le argomentazioni dalla sua prospettiva, puoi 1) capirne il valore e imparare qualcosa, 2) affinare la tua posizione nei confronti delle sue idee, se ancora ritieni che siano sbagliate, e rafforzare le tue argomentazioni. Questo ti render molto pi forte. Allora non dovrai pi distorcere la posizione del tuo interlocutore e forse ridurrai almeno un po' la distanza che c' tra voi. Inoltre affronterai meglio i tuoi stessi dubbi.
A volte occorre parecchio tempo per capire veramente che cosa intende dire una persona. Ci accade perch spesso si trova a esprimere le proprie idee per la prima volta. E non  in grado di farlo senza avventurarsi in vicoli ciechi, facendo affermazioni contraddittorie o persino insensate. Succede perch parlare e pensare spesso sono azioni che richiedono di dimenticare, pi che di ricordare. Discutere di un evento, e in particolare di qualcosa che ha una forte carica emotiva, come una morte o una malattia grave, significa scegliere poco alla volta che cosa lasciarci alle spalle. Per cominciare, per, bisogna tradurre in parole molto di quanto non  necessario. La persona che parla, gravata dalle emozioni, deve raccontare nei dettagli l'intera esperienza. Solo allora si mette a fuoco, o si consolida, la narrazione centrale, causa e conseguenza. Solo allora possiamo trarre la morale della storia.
Immagina che qualcuno abbia diverse mazzette di banconote da cento euro, alcune delle quali contraffatte. Dovremmo spargere le banconote sul tavolo, in modo da vederle tutte e da notare ogni differenza, prima di distinguere l'autentico dal falso. Ecco il genere di approccio metodico che dovremmo adottare quando ascoltiamo qualcuno che cerca di risolvere un problema o comunicarci qualcosa di importante. Se dopo aver appreso che alcune banconote sono contraffatte tu le rifiuti tutte con grande noncuranza, come faresti se fossi di fretta o non volessi dedicare attenzione al problema, quella persona non imparer mai a separare il grano dal loglio.
Se invece ascolti, senza esprimere giudizi affrettati, le persone in genere ti riveleranno tutto ci che pensano, senza ambiguit. Ti racconteranno le cose pi sorprendenti, assurde, interessanti. Molto di rado le tue conversazioni saranno noiose. Proprio cos infatti puoi capire se stai ascoltando nella maniera giusta: se la conversazione  noiosa, probabilmente no.
Dominanza, manovre gerarchiche e umorismo
Non tutte le conversazioni portano a riflettere. E non tutte le volte che le persone ascoltano stimolano una trasformazione. Ci sono altre motivazioni per cui le persone parlano e ascoltano, alcune delle quali portano a risultati meno validi, controproducenti e anche pericolosi. C' la conversazione, per esempio, in cui un partecipante parla semplicemente per stabilire o confermare il proprio posto nella gerarchia di dominanza. Una persona comincia a raccontare una storia riguardo a qualche avvenimento interessante, recente o del passato, che implica qualcosa di abbastanza bello, brutto o sorprendente da motivare l'ascolto. L'altra persona, adesso preoccupata che il suo status di individuo meno interessante sia al di sotto degli standard, pensa subito a qualcosa di migliore, peggiore o pi sorprendente da raccontare. Non  una di quelle situazioni in cui i due partecipanti si confrontano in maniera autentica, affrontando le stesse tematiche, per divertirsi entrambi e per divertire anche tutti gli altri. Sono semplici manovre per affermare la propria posizione, in maniera pura e semplice. Possiamo capire quando  in corso una simile conversazione. Di solito chi parla e chi ascolta provano un leggero imbarazzo, perch tutti sanno che quanto detto  in parte falso ed esagerato.
C' un'altra forma di conversazione strettamente affine, in cui nessuno dei due partecipanti ascolta minimamente l'altro. Ognuno, invece, impiega il tempo in cui l'altro parla per pensare a come ribattere, e spesso andr fuori tema, perch la persona che attende con ansia di parlare non sta ascoltando. Questo pu portare l'intero treno della conversazione a una brusca frenata. A questo punto, di solito, coloro che erano a bordo durante l'incidente rimangono in silenzio guardandosi a vicenda con imbarazzo, fino a quando tutti non si allontanano oppure qualcuno pensa a qualcosa di spiritoso e il treno riparte.
Poi c' la conversazione in cui un partecipante cerca di far prevalere il proprio punto di vista.  un'altra variante della conversazione per stabilire la gerarchia. Durante questo genere di conversazione, che spesso tende all'ideologia, il parlante cerca di 1) denigrare o ridicolizzare il punto di vista di chiunque abbia una posizione contraria; 2) utilizzare prove scelte per farlo e 3) impressionare gli ascoltatori, molti dei quali abbracciano gi la sua stessa ideologia, con la validit delle proprie asserzioni. L'obiettivo  conquistare un sostegno assoluto, unitario e semplicistico alla propria visione del mondo. Pertanto, lo scopo della conversazione  far s che non pensare sia il giusto approccio. La persona che parla in questa maniera crede che assumere un ruolo di preminenza nella discussione la metta dalla parte del giusto e che ci necessariamente giustifichi la struttura della gerarchia di dominanza con cui in particolare s'identifica. Spesso e in maniera che non sorprende, questa corrisponde alla gerarchia all'interno della quale ha conquistato gran parte del proprio successo o quella con cui si trova pi in linea, per temperamento. Quasi tutte le discussioni di argomento politico o economico si svolgono in questa maniera: ognuno dei partecipanti cerca di giustificare posizioni fisse e aprioristiche invece di tentare di imparare qualcosa o di adottare una prospettiva differente.  per questo motivo che sia i conservatori sia i liberali ritengono, allo stesso modo, che la loro posizione sia evidentemente vera, in particolare a mano a mano che diventano pi estremisti. Dati alcuni presupposti che si basano su sentimenti innati, ne emerge una conclusione prevedibile, ma solo se ignoriamo il fatto che tali presupposti possono cambiare.
Queste conversazioni sono molto diverse da quella in cui si ascolta l'altra persona. In un'autentica conversazione dove si presta ascolto all'altro si parla uno alla volta, mentre tutti gli altri ascoltano. Chi parla ha l'opportunit di discutere seriamente di qualche evento di solito infelice o addirittura tragico. Tutti gli altri rispondono mostrando comprensione. Queste conversazioni sono importanti perch chi parla, mentre racconta la storia, sta organizzando l'evento problematico nella propria mente. Questo punto  tanto essenziale da meritare una ripetizione: con la conversazione, le persone organizzano il proprio cervello. Se non hanno una persona a cui raccontare la propria storia, perdono la testa. Come gli accumulatori compulsivi di oggetti, non riescono a fare ordine.  necessario il contributo della comunit per l'integrit della psiche individuale. In altre parole:  necessario un villaggio per organizzare una mente.
Gran parte di quello che consideriamo un sano funzionamento mentale  il risultato della nostra capacit di usare le reazioni degli altri per mantenere in funzione il nostro complesso s. Appaltiamo il problema della nostra integrit mentale. Ecco perch la responsabilit principale dei genitori  rendere i propri figli socialmente accettabili. Se una persona ha un comportamento che pu essere tollerato da altre persone, allora tutto ci che egli deve fare  inserirsi in un contesto sociale. Poi gli altri segnaleranno con il proprio interesse o la noia verso ci che dice, ridendo o no ai suoi scherzi, prendendolo in giro o ridicolizzandolo, o persino sollevando un sopracciglio, se le sue azioni e affermazioni sono accettate. Tutti trasmettono di continuo agli altri il proprio desiderio di raggiungere l'ideale. Ci puniamo e ci ricompensiamo a vicenda precisamente nella misura in cui ognuno di noi si comporta in armonia con quel desiderio, tranne, ovviamente, quando cerchiamo di creare problemi.
Le risposte comprensive offerte durante una conversazione autentica indicano un apprezzamento per chi parla e segnalano anche che la storia raccontata  importante, seria, meritevole di considerazione e di comprensione. Gli uomini e le donne spesso si fraintendono quando queste conversazioni sono incentrate su un problema specifico. Gli uomini vengono spesso accusati di voler risolvere la questione troppo presto quando  in corso una discussione. Ci  frustrante per coloro che amano risolvere i problemi e lo fanno efficacemente e che infatti sono spesso chiamati dalle donne proprio per questo scopo. Potrebbe essere pi facile per i miei lettori maschi, per, comprendere il motivo di questo mancato funzionamento se capissero e poi ricordassero che prima di risolvere un problema  necessario metterlo a fuoco e formularlo con precisione. Spesso, quando discutono di qualcosa, le donne sono intente a formulare il problema e hanno bisogno di ascolto e anche di domande per trovare chiarezza. Dopodich, qualunque problema rimanga, se ne rimangono, pu essere risolto opportunamente. Bisogna anche notare, prima di tutto, che voler risolvere i problemi troppo in fretta pu semplicemente indicare il desiderio di evitare lo sforzo richiesto da una conversazione in cui si mettono a fuoco i problemi.
Un'altra variante di scambio verbale  costituita dalla conferenza. Una conferenza , anche se pu sorprendere, una conversazione. Il relatore parla, ma il pubblico comunica con lui in maniera silenziosa. Gran parte delle interazioni umane, per esempio la comunicazione di molti stati emotivi, si svolge cos, attraverso atteggiamenti posturali ed espressioni del volto, come abbiamo gi notato quando abbiamo parlato del metodo freudiano. Un buon conferenziere non si limita a dare informazioni, questa forse  la parte meno importante, ma racconta anche aneddoti a proposito, ponendoli esattamente al livello delle possibilit di comprensione del pubblico, misurate di volta in volta in base all'interesse dimostrato. La storia che racconta comunica ai membri del pubblico non solo quali sono i fatti ma anche perch sono rilevanti: perch cio  importante che loro sappiano alcune cose. Dimostrare l'importanza di alcuni insiemi di fatti significa comunicare alle persone del pubblico come quella conoscenza potrebbe cambiare il loro comportamento e influenzare il modo in cui interpretano il mondo, per riuscire a evitare alcuni ostacoli e procedere pi velocemente verso obiettivi migliori.
Un buon conferenziere, quindi, parla con il pubblico e non al pubblico. Per farlo, deve osservare con attenzione ogni movimento, gesto e suono della platea. Per assurdo, non  possibile fare questo semplicemente osservando gli astanti. Un buon conferenziere parla direttamente e osserva la risposta di ogni singola persona che riesce a individuare, invece di adottare uno schema precostruito come tenere un discorso in pubblico. Tutto in questa definizione  sbagliato: tu non tieni nulla, tu parli. Non esiste qualcosa come un discorso, a meno che non sia preconfezionato, e non dovrebbe essere cos. Non c' nemmeno un pubblico. Ci sono dei singoli, che devi rendere partecipi della conversazione. Un conferenziere esperto e competente si rivolge a una singola persona, ben individuabile, osserva quel singolo accennare, scuotere la testa, rabbrividire o mostrarsi confuso e risponde in maniera appropriata e diretta a quei gesti e a quelle espressioni. Poi dopo qualche frase che ha espresso qualche idea, passa a un altro membro del pubblico e ripete la stessa cosa. In questa maniera comprende la disposizione dell'intero gruppo, nella misura in cui esiste, e vi risponde.
Ci sono anche altre conversazioni che servono principalmente a mostrare il proprio senso dell'umorismo. Anche in questo caso c' un elemento di dominanza, ma l'obiettivo  riuscire a essere la persona pi divertente, un risultato di cui beneficeranno anche gli altri. L'obiettivo di queste conversazioni, come ha notato un mio amico molto spiritoso,  dire qualunque cosa sia vera o divertente. Dal momento che la verit e l'umorismo sono spesso alleati, questa combinazione funziona bene. Ho assistito a molte belle battute sarcastiche, satiriche, beffarde e in generale a scambi di comicit fuori luogo tra le persone con cui sono cresciuto nell'Alberta settentrionale e, pi tardi, tra alcuni militari delle forze speciali della Marina che ho incontrato in California, amici di un ben noto autore di romanzi commerciali. Erano tutti perfettamente felici di dire qualsiasi cosa, a prescindere da quanto fosse scioccante, purch divertente.
Non molto tempo fa, a Los Angeles, partecipai alla festa per il quarantesimo compleanno di questo scrittore. Aveva invitato uno dei suddetti militari. Pochi mesi prima, tuttavia, alla moglie era stata diagnosticata una grave malattia, che necessitava di un intervento di chirurgia cerebrale. Lo scrittore chiam il suo amico delle forze speciali, lo inform delle circostanze e gli disse che forse l'evento sarebbe stato cancellato. Questo  un problema rispose l'amico. Ho appena acquistato dei biglietti aerei non rimborsabili per la festa!. Non so quanti al mondo troverebbero questa risposta divertente. Recentemente ho raccontato l'episodio a un gruppo di nuovi conoscenti e sono rimasti pi scioccati e sconvolti che divertiti. Ho provato a giustificare la battuta come un'indicazione del rispetto di quell'uomo per la capacit della coppia di resistere e superare la tragedia, ma non ho riscosso particolare successo. Nondimeno, credo che, con la battuta, l'amico della coppia volesse mostrare proprio quel rispetto, e penso che sia risultato spiritoso in modo terribile. La battuta era audace, tanto sovversiva da risultare audace, che  esattamente il punto in cui si situa ci che  seriamente divertente. Il mio amico e la moglie hanno capito il complimento. Hanno capito che il loro amico sapeva che erano abbastanza forti da sopportare quel livello di umorismo competitivo.  stata una prova di carattere, che hanno superato a pieni voti.
Notai che questo tipo di conversazione diventava sempre meno frequente a mano a mano che mi spostavo da un'universit all'altra e ascendevo la scala della formazione e la scala sociale. Forse non si trattava di una questione di classe, anche se sospettavo che lo fosse. Forse  solo perch divento sempre pi anziano o perch alle amicizie che una persona stringe da adulto, dopo l'adolescenza, manca quella insana vicinanza competitiva e quell'assurda giocosit tipica dei primi legami tribali. Quando tornai nella mia citt natale al nord per la festa del mio cinquantesimo compleanno, per, gli amici mi fecero ridere tanto che dovetti andare, per diverse volte, in un'altra stanza, per riprendere il respiro. Quelle conversazioni sono le pi divertenti, e mi mancano. Devi stare al passo, per non correre il rischio di subire una grave umiliazione, ma non c' niente di pi gratificante che battere la storia, lo scherzo, la beffa o l'imprecazione dell'ultimo che ha parlato. Si applica solo un'unica regola: non essere noiosi.
Conversazione sulla via
C' ancora un tipo di conversazione, simile all'ascolto, ed  una forma di esplorazione reciproca. Richiede una vera reciprocit da parte sia di chi ascolta sia di chi parla. Permette a tutti i partecipanti di esprimere e organizzare i pensieri. Una conversazione di esplorazione reciproca ha un argomento, generalmente complesso, di interesse autentico per i partecipanti. Chi partecipa cerca di risolvere un problema, invece di insistere sulla validit a priori della propria posizione. Tutti agiscono a partire dalla premessa che hanno qualcosa da imparare. Questo tipo di conversazione  una filosofia attiva, la forma pi alta di pensiero e la miglior preparazione per una vita giusta.
Le persone coinvolte in una simile conversazione devono discutere delle idee che usano realmente per strutturare le proprie percezioni e per guidare le loro azioni e parole. Devono essere coinvolti a livello esistenziale nella propria filosofia: devono quindi viverla, non solo crederci o comprenderla. Devono inoltre capovolgere, almeno temporaneamente, la tipica preferenza umana per l'ordine rispetto al caos, e non intendo il caos tipico di un'irragionevole ribellione antisociale. Tutti gli altri tipi di conversazione, fatta eccezione per l'ascolto, cercano tutti di rafforzare l'ordine esistente. La conversazione di esplorazione reciproca, al contrario, richiede persone convinte che l'ignoto  meglio del conosciuto.
Dopotutto, tu sai gi ci che sai e, a meno che la tua vita sia perfetta, ci che sai non  abbastanza. Sei minacciato dalle malattie, dall'illusione, dall'infelicit, dalla malevolenza, dal tradimento, dalla corruzione, dal dolore e dalle limitazioni. Sei soggetto a tutti questi fattori, in ultima analisi, perch sei troppo ignorante per proteggerti. Se ne sapessi abbastanza, potresti essere pi sano e pi onesto. Soffriresti meno. Potresti riconoscere, resistere e anche trionfare sulla cattiveria e sul male. Non tradiresti mai un amico, non ti comporteresti in maniera falsa e ingannevole negli affari, in politica o in amore. Le tue conoscenze attuali non ti hanno reso perfetto, n ti tengono al sicuro. Quindi sono insufficienti, per definizione, radicalmente insufficienti.
Devi accettarlo prima di poter parlare filosoficamente, invece di convincere, opprimere, dominare o anche divertire. Devi accettarlo prima di poter tollerare una conversazione dove opera il Verbo che media continuamente tra ordine e caos, inteso da una prospettiva psicologica. Per avere questo tipo di conversazione  necessario rispettare l'esperienza personale delle persone con cui parli. Devi supporre che siano giunti a conclusioni attente, accurate e autentiche. Devi credere che, se condividessero le loro conclusioni con te, potresti evitare almeno parte di quella sofferenza apprendendo dall'esperienza di altri in modo pi rapido e molto meno pericoloso. Devi anche meditare, invece di cercare una strategia che ti conduca alla vittoria. Se non riesci a farlo, o ti rifiuti, allora ripeti semplicemente e automaticamente ci in cui credi gi, cercandone conferma e sottolineandone la validit. Ma, se mediti mentre conversi, allora ascolti l'altra persona e dici delle cose nuove e originali che possono nascere spontaneamente dentro di te, nel profondo.
 come se, in una simile conversazione, ascoltassi te stesso tanto quanto ascolti l'altro. In questo modo racconti come stai rispondendo alle nuove informazioni fornite da chi parla. Registri i mutamenti che quelle informazioni hanno provocato nella tua interiorit, le novit che hanno fatto apparire in te, il modo in cui i tuoi presupposti sono cambiati, le nuove domande che hanno fatto sorgere. Dici all'altra persona queste cose, in maniera diretta. Allora hanno lo stesso effetto su di voi. In questa maniera, entrambi vi muovete verso qualcosa di nuovo, pi ampio e migliore. Entrambi cambiate, mentre lasci che i tuoi vecchi presupposti muoiano, mentre abbandoni la muta e ne emergi rinnovato.
In una conversazione di questo tipo,  il desiderio di verit da parte di entrambi i partecipanti a mettersi in ascolto e parlare. Ecco perch risulta coinvolgente, vitale, interessante e significativa. Il significato  un segnale delle parti profonde e antiche del tuo essere. Sei dove dovresti essere, con un piede nell'ordine e l'altro proteso a sondare il caos e l'ignoto. Sei immerso nel Tao e segui la grande via della vita. L sei sufficientemente stabile per essere al sicuro, ma abbastanza flessibile da poter cambiare. L permetti a nuovi contenuti di informarti, di diffondersi nella tua stabilit, di ripararne e migliorarne la struttura e di espanderne il dominio. L gli elementi costitutivi del tuo essere possono trovare una forma pi elegante. Una conversazione di questo tipo ti porta nello stesso luogo in cui ti conduce l'ascolto della buona musica, e pi o meno per lo stesso motivo. Una simile conversazione ti porta nel regno dove l'anima  connessa, ed  un posto reale. Ti porta a pensare: Ne valeva proprio la pena: ci siamo davvero conosciuti. Le maschere cadono e gli esploratori si mostrano.
Quindi, ascolta te stesso e le persone con cui parli. La tua saggezza allora non sta nella conoscenza che gi possiedi ma nella ricerca continua della conoscenza, che  la forma pi elevata di saggezza.  per questa ragione che la sacerdotessa dell'oracolo di Delfi, nell'antica Grecia, parlava molto bene di Socrate, che cercava sempre la verit. Lo descrisse come il pi saggio tra gli uomini, perch sapeva di non sapere.
Pensa che la persona che ascolti possa sapere qualcosa che tu non sai.
Anche qui ho mascherato molti dettagli per mantenere la privacy delle persone coinvolte, pur conservando il significato della storia.
La strategia di parlare agli individui non solo  vitale per diffondere con efficacia ogni messaggio, ma  anche un utile antidoto per superare la paura di parlare in pubblico. Nessuno vuole stare davanti a centinaia di sguardi non amichevoli e giudicanti. Praticamente tutti, per, sono in grado di parlare a un'unica persona attenta. Quindi, se devi tenere un discorso (espressione orribile), fallo. Parla ai singoli membri del pubblico e non nasconderti: non dietro il podio, non abbassando lo sguardo, non parlando a voce troppo bassa o mugugnando, non scusandoti perch non sei brillante o sufficientemente preparato, non dietro idee che non sono le tue e non dietro clich.


REGOLA 10
PARLA CON PRECISIONE
PERCH IL MIO PORTATILE  OBSOLETO?

Che cosa vedi quando guardi un computer, e il tuo portatile in particolare? Vedi una scatola piatta e sottile di color grigio e nero. Se osservi con pi attenzione, vedi uno strumento che ti permette di scrivere e anche di leggere. Anche cos, tuttavia,  difficile che tu veda il computer, in tutte le sue caratteristiche. Per, quella scatola grigia e nera  proprio un computer, magari anche costoso. Eppure, presto sar qualcosa di cos diverso da un computer che troverai addirittura difficile regalarlo.
Ci disfiamo dei nostri pc nel giro di cinque anni, anche se funzionano ancora perfettamente, anche se gli schermi, le tastiere, i mouse e il modem svolgono il proprio compito senza intoppi. Tra cinquant'anni, saranno oggetti curiosi proprio come lo sono per noi gli strumenti scientifici in rame della fine dell'Ottocento. Questi ultimi, infatti, ci sembrano pi che altro arcane attrezzature alchemiche, progettate per misurare fenomeni che oggi non consideriamo pi. Com' possibile che strumentazioni tecnologiche, che racchiudono in s una capacit di elaborazione dati superiore a quella dell'intero programma spaziale Apollo, perdano valore in un periodo di tempo tanto breve? Come possono trasformarsi tanto rapidamente da macchinari utili, entusiasmanti e potenti in spazzatura difficile da smaltire?  a causa della natura delle nostre percezioni e dell'interazione spesso invisibile tra quelle percezioni e la complessit sotterranea del mondo.
Il tuo computer  una nota nella sinfonia suonata da un'orchestra di dimensioni incalcolabili.  una piccolissima parte di un intero molto pi grande. La gran parte della sua potenza esula dal suo involucro.  in grado di funzionare grazie a una vasta gamma di tecnologie che operano armoniosamente.  alimentato, per esempio, da una rete elettrica che dipende, invisibilmente, dalla stabilit di una miriade di complessi sistemi fisici, biologici, economici e interpersonali. Poi ci sono le fabbriche che producono i componenti. Il sistema operativo che ne consente il funzionamento si basa su quei componenti e non su altri. La scheda video permette di raggiungere le prestazioni di cui hanno bisogno i creativi che pubblicano i propri contenuti sul web. Il tuo computer  in comunicazione con un determinato e specifico ecosistema di altri dispositivi e server.
E, infine, tutto questo  reso possibile da un elemento ancora meno visibile: il contratto sociale che si basa sulla fiducia, i sistemi economici e politici interconnessi e fondamentalmente onesti che fanno s che la rete elettrica sia una realt. Quest'interdipendenza di una parte rispetto al tutto, non percepibile in sistemi che funzionano, diventa nettamente evidente in sistemi che non funzionano. I sistemi di ordine superiore che permettono l'uso del personal computer difficilmente esistono nei Paesi del terzo mondo, con i loro sistemi corrotti. Le linee elettriche, gli interruttori, le prese e tutte le altre parti cos concretamente esemplificative di tale rete sono assenti o compromesse e di fatto non riescono a fornire l'elettricit necessaria alle case e alle fabbriche. Ci fa s che i dispositivi elettronici e di altro tipo, il cui funzionamento  consentito teoricamente dall'elettricit, siano percepiti come unit separate e anche come fonti di frustrazione, come minimo, e come oggetti impossibili, nel peggiore dei casi. Ci  in parte dovuto a una carenza tecnica: i sistemi semplicemente non funzionano. Ma questo  imputabile in maniera non poco rilevante alla mancanza di fiducia tipica delle societ sistematicamente corrotte.
Per dirla in altro modo: quello che percepisci come il tuo computer  una singola foglia di un albero in un bosco, o pi precisamente, corrisponde al tocco delle tue dita che sfiorano velocemente quella foglia. Una singola foglia pu essere strappata da un ramo. Possiamo percepirla, in poche parole, come una singola entit autonoma, ma questa percezione  ingannevole. In poche settimane la foglia comincer a incresparsi per poi sbriciolarsi. Non esisterebbe per niente, senza l'albero. Non pu continuare a esistere, in assenza di esso.  questa la posizione dei nostri computer rispetto al mondo. Gran parte del loro valore va oltre la loro struttura fisica, tanto che i dispositivi dotati di schermo che teniamo sulle nostre gambe riescono a mantenere l'aspetto di un computer solo per pochi anni.
Quasi tutto ci che vediamo e possediamo  cos, anche se spesso non ce ne rendiamo conto.
Strumenti, ostacoli ed estensione nel mondo
Quando guardiamo il mondo, partiamo dal presupposto che stiamo osservando oggetti e cose, ma non  assolutamente cos. I nostri evoluti sistemi percettivi trasformano il mondo interconnesso, complesso e stratificato in cui abitiamo non tanto in cose che esistono di per s, quanto in cose utili (o nella loro nemesi, in cose che s'intromettono nella nostra vita). Questa  la trasposizione pratica e necessaria del mondo.  la trasformazione della complessit quasi infinita delle cose filtrata dalla ristretta specifica del nostro scopo. Ecco come la precisione permette al mondo di manifestarsi in maniera sensibile. E non equivale affatto a percepire degli oggetti.
Non vediamo entit prive di valore, assegnando poi un significato. Noi ne percepiamo direttamente il significato.160 Vediamo pavimenti su cui camminare, porte da attraversare e sedie su cui sederci.  per questo che una poltrona a sacco e un tronco tagliato rientrano entrambi nell'ultima categoria, nonostante oggettivamente abbiano poco in comune. Vediamo le pietre perch possiamo lanciarle, le nuvole perch possono far cadere la pioggia su di noi, le mele da mangiare e le auto degli altri che ci attraversano la strada e c'infastidiscono. Vediamo strumenti e ostacoli, non oggetti o cose. In pi, vediamo strumenti e ostacoli analizzandone la distanza da noi, il che li rende pi utili o pericolosi, considerate le nostre esigenze e abilit e i nostri limiti percettivi. Il mondo si rivela a noi come qualcosa da utilizzare e in cui navigare, non come qualcosa che semplicemente esiste.
Vediamo i volti delle persone con cui parliamo, perch abbiamo bisogno di comunicare e collaborare con loro. Non ne vediamo la struttura microcosmica, non ci accorgiamo delle loro cellule, n degli organelli, delle molecole e degli atomi che le compongono. Non vediamo nemmeno il macrocosmo che le circonda: i membri familiari e gli amici che formano le loro cerchie sociali pi prossime, le economie in cui vivono o l'ecosistema che le contiene. Da ultimo, ma ugualmente importante, non le vediamo nel tempo. Vediamo le persone nel ristretto, immediato e travolgente qui e ora, invece che circondate da un passato e da un futuro, due dimensioni che possono essere una parte di loro pi importante di qualunque aspetto contingente. E dobbiamo vedere le cose cos, per non esserne schiacciati.
Quando guardiamo il mondo, percepiamo solo ci che  sufficiente perch i nostri progetti e le nostre azioni funzionino e solo quanto basta alla nostra sopravvivenza. Il mondo in cui abitiamo, quindi,  proprio quel che  abbastanza.  una semplificazione radicale, funzionale e inconscia del mondo ed  quasi impossibile per noi non confonderla con il mondo in s. Ma gli oggetti che vediamo non si trovano semplicemente l, nel mondo, al servizio della nostra immediata percezione. Esistono in una relazione reciproca complessa e multidimensionale, non come oggetti evidentemente separati, limitati e indipendenti. Noi non percepiamo gli oggetti ma la loro utilit funzionale e, nel farlo, li semplifichiamo quanto basta per comprenderli un minimo.  per questa ragione che dobbiamo definire con precisione il nostro obiettivo. In assenza di questa condizione, affoghiamo nella complessit del mondo.
Ci  vero anche riguardo alle percezioni che abbiamo di noi stessi, della nostra persona individuale. Presupponiamo che il nostro confine sia la nostra pelle perch ci percepiamo in questo modo. Ma con poco sforzo comprendiamo che la natura di questo confine  effimera. Modifichiamo ci che  all'interno della nostra pelle, per cos dire, mentre il contesto in cui abitiamo cambia. Anche quando compiamo un gesto tanto semplice come afferrare un cacciavite, il nostro cervello sistema automaticamente ci che considera il corpo, per includere lo strumento.161 Riusciamo letteralmente a sentire le cose con la punta del cacciavite. Quando allunghiamo una mano, reggendo il cacciavite, prendiamo automaticamente in considerazione la lunghezza di quest'ultimo. Possiamo esplorare angoli e fessure con quell'appendice, e comprendere ci che stiamo esplorando. Inoltre, consideriamo istantaneamente il cacciavite che stiamo impugnando come il nostro cacciavite, e diventiamo possessivi. Facciamo lo stesso anche con gli altri strumenti molto pi complessi che utilizziamo, in situazioni molto pi elaborate. Le auto che guidiamo diventano noi stessi, in un istante e in automatico. Per questa ragione, quando qualcuno ci batte il pugno sul cofano della macchina perch per poco non lo investivamo mentre si accingeva ad attraversare la strada, la prendiamo sul personale. Questo comportamento non  sempre ragionevole. Senza il prolungamento del s nell'auto, per, sarebbe impossibile per noi guidare.
I confini estensibili del nostro s si espandono fino a includere altre persone: familiari, cari e amici. Una madre si sacrificher per i propri figli. Nostro padre, nostro figlio o nostra moglie sono meno fondamentali per noi di quanto lo sia un braccio o una gamba? Possiamo rispondere, in parte, chiedendoci: che cosa  peggio perdere? Per evitare quale perdita saremmo maggiormente disposti a sacrificarci? Esercitiamo questo prolungamento perenne, questo impegno perenne, identificandoci con i personaggi di fantasia di libri e film. Le loro tragedie e i loro trionfi diventano, rapidamente e credibilmente, i nostri. Immobili sulle nostre sedie, agiamo in una moltitudine di realt alternative, estendendoci sperimentalmente, testando diversi percorsi potenziali, prima di decidere quello che effettivamente prenderemo. Assorbiti in un mondo di fantasia, possiamo anche trasformarci in cose che non esistono realmente. In un batter d'occhio, nella magica sala di un cinema, possiamo diventare creature fantastiche. Sediamo al buio, davanti a immagini che scorrono rapidamente, e diventiamo streghe, supereroi, alieni, vampiri, leoni, elfi o marionette di legno. Proviamo tutto ci che provano loro e siamo particolarmente contenti di pagare per questo privilegio, anche quando ci che proviamo  amarezza, paura e orrore.
Qualcosa di simile, anche se pi estremo, accade quando ci identifichiamo non con un personaggio di una rappresentazione drammatica ma con un intero gruppo, in una gara. Pensa a ci che accade quando la tua squadra preferita vince o perde una partita importante contro un avversario storico. Il goal della vittoria fa saltare in piedi, spontaneamente e all'unisono, tutti i tifosi, prima che abbiano il tempo di pensarci.  come se i loro sistemi nervosi fossero direttamente connessi alla partita che si svolge davanti ai loro occhi. I tifosi prendono le vittorie e le sconfitte della propria squadra molto sul personale: indossano persino le maglie dei propri eroi e spesso celebrano vittorie e piangono le sconfitte pi di quanto facciano effettivamente nella loro vita quotidiana. L'identificazione  profonda, anche da un punto di vista biochimico e neurologico. Le esperienze riflesse di vittoria e di sconfitta, per esempio, alzano e abbassano i livelli di testosterone tra i tifosi che prendono parte alla gara.162 La nostra capacit di identificazione si manifesta a ogni livello del nostro essere.
Allo stesso modo, a seconda del nostro grado di patriottismo, il nostro Paese non  semplicemente importante per noi. Coincide con noi stessi. Potremmo persino sacrificare i nostri s individuali pi piccoli, in battaglia, per mantenere l'integrit del Paese. Per gran parte della storia, tale disponibilit a morire  stata considerata come ammirevole e coraggiosa, come parte del dovere umano. Paradossalmente,  una conseguenza diretta non della nostra aggressivit, ma della nostra estrema socievolezza e volont di cooperare. Se possiamo diventare non solo noi stessi, ma le nostre famiglie, squadre e Paesi, ci  facile collaborare, facendo affidamento sugli stessi meccanismi profondamente innati che guidano noi e le altre creature a proteggere i nostri stessi corpi.
Il mondo  semplice solo quando tutto va bene
 molto difficile trovare un senso al caos interconnesso della realt, semplicemente osservandolo.  un atto molto complicato che richiede, forse, l'impiego di met del nostro cervello. Nel mondo reale tutto cambia e si modifica. Ogni cosa ipoteticamente separata  formata da cose pi piccole e ipoteticamente separate ed , al tempo stesso, parte di cose pi ampie e ipoteticamente separate. I confini tra diversi livelli e tra differenti entit a uno stesso livello non sono chiari n evidenti, oggettivamente. Le linee di demarcazione devono essere fissate pragmaticamente e conservano la propria validit solo in condizioni molto particolari e specifiche. La consapevole illusione di una percezione completa e sufficiente permane, per esempio, e continua a bastare ai nostri scopi solo quando tutto va secondo i nostri piani. In tali circostanze ci che vediamo  abbastanza preciso, tanto che non abbiamo bisogno di cercare oltre. Per guidare bene, non abbiamo bisogno di comprendere, o di percepire, la complessa meccanica della nostra automobile. La complessit nascosta dell'auto s'intromette nella nostra coscienza solo quando la macchina non funziona pi o quando impattiamo inaspettatamente contro qualcosa. Anche nel caso di un semplice guasto meccanico, per non parlare di un incidente grave, tale intrusione  sempre avvertita, almeno inizialmente, come fonte di angoscia.  una conseguenza del manifestarsi dell'incertezza.
Un'automobile, secondo la nostra percezione, non  una cosa o un oggetto.  invece un mezzo che ci porta dove vogliamo andare. Effettivamente,  solo quando smette di trasportarci e di funzionare che noi la percepiamo di pi.  solo quando un'auto si ferma all'improvviso o  coinvolta in un incidente e dobbiamo portarla a lato della strada, che siamo obbligati a scoprire e ad analizzare le moltissime parti da cui quella cosa che va dipende. Quando l'auto non funziona, la nostra incompetenza rispetto alla sua complessit appare subito evidente. Ci ha conseguenze pratiche, perch ci impedisce di arrivare dove stavamo andando, e anche psicologiche: la nostra tranquillit svanisce insieme al funzionamento del veicolo. In genere, dobbiamo rivolgerci agli esperti che lavorano in garage e officine per recuperare sia la funzionalit del veicolo sia l'immediatezza delle nostre percezioni. Un meccanico come psicologo.
 proprio allora che capiamo, anche se raramente ci soffermiamo a pensarci, che la nostra prospettiva  incredibilmente limitata e la nostra comprensione della realt  di conseguenza assolutamente inadeguata. In una crisi, quando i nostri oggetti non funzionano pi, ci rivolgiamo alle persone la cui perizia supera di gran lunga la nostra, per ripristinare la corrispondenza tra l'aspettativa e ci che realmente accade. Tutto ci significa che il guasto dell'auto pu anche obbligarci a confrontarci con l'incertezza del pi ampio contesto sociale, che solitamente non vediamo, di cui la macchina e la sua meccanica sono semplici parti. Traditi dalla nostra auto, ci confrontiamo con tutte le cose che non conosciamo.  il momento di cambiare auto? Ho fatto un acquisto sbagliato? Il meccanico  competente, onesto e affidabile? L'officina per cui lavora  degna di fiducia? A volte, inoltre, dobbiamo riflettere su qualcosa di peggiore, pi ampio e pi profondo: le strade oggi sono troppo pericolose? Sono diventato o forse sono sempre stato incapace? Sono troppo sbadato e distratto? Troppo vecchio? I limiti di tutte le nostre percezioni degli oggetti e delle individualit si manifestano quando qualcosa su cui solitamente facciamo affidamento, nel nostro mondo semplificato, si rompe. Quindi il mondo pi complesso che  sempre stato l, invisibile e ignorato per convenienza, manifesta la sua presenza.  allora che il giardino cintato in cui archetipicamente abitiamo rivela i propri serpenti, nascosti ma sempre presenti.
Tu e io siamo semplici solo quando nel mondo tutto va bene
Quando gli oggetti si guastano, ci che fino a quel momento era stato ignorato irrompe in scena. Quando le cose non sono pi individuabili con precisione, il muro si sgretola e il caos rivela la propria presenza. Quando siamo stati distratti e abbiamo lasciato che le situazioni si deteriorassero, ci di cui abbiamo rifiutato di occuparci si accumula, prende una forma insidiosa e colpisce, spesso nel peggior momento possibile.  allora che vediamo da che cosa ci proteggono l'intento focalizzato, la precisione dell'obiettivo e un'attenzione accurata.
Immagina una moglie leale e onesta che all'improvviso si trovi di fronte alla prova dell'infedelt del marito. Ha vissuto accanto a lui per anni. Lo vedeva come pensava che fosse: affidabile, un gran lavoratore, amorevole, serio. Credeva che il suo matrimonio fosse costruito su una roccia solida. Ma poi lui diventa meno attento e pi distratto. Comincia, secondo il clich, a lavorare sempre pi fino a tardi. Piccole cose che lei dice e fa lo irritano in maniera ingiustificabile. Un giorno lei lo vede seduto al tavolo di un caff con un'altra donna, mentre interagisce con lei in un modo che  difficile da giustificare e da ignorare. I limiti e l'inadeguatezza delle precedenti percezioni della moglie diventano immediatamente e dolorosamente ovvi.
La sua idea del marito va in frantumi. Che cosa accade, quindi? Prima di tutto, qualcun altro prende il posto del marito: un estraneo complicato e spaventoso.  gi abbastanza brutto cos. Ma  solo met del problema. Anche l'idea che la donna ha di se stessa va in pezzi all'indomani del tradimento, cos che il problema non  solo la presenza di un estraneo, ma di due. Il marito non  la persona che lei pensava fosse, ma nemmeno lei stessa, la moglie tradita, lo . Non  pi la moglie amata e sicura, la compagna apprezzata. Per quanto strano possa apparire, nonostante pensiamo che il passato sia immutabile, forse non lo  mai stata.
Il passato non  necessariamente ci che  stato, anche se  gi trascorso. Il presente  caotico e indeterminato. Il terreno cambia continuamente intorno ai suoi piedi e ai nostri. Allo stesso modo, il futuro, che non c' ancora, cambia e diventa qualcosa che non ci aspettavamo. Quella che un tempo era una moglie appagata adesso  un'innocente ingannata o una stupida credulona? Dovrebbe vedersi come una vittima o come una cospiratrice di un'illusione condivisa? E il marito, cos'? Un amante insoddisfatto? Un bersaglio della seduzione? Un bugiardo patologico? Il diavolo in persona? Come ha potuto essere tanto crudele? Come pu mai esserlo una persona? Che cos' quella casa in cui ha vissuto finora? Come ha potuto essere tanto ingenua? Come pu mai esserlo una persona? La donna si guarda allo specchio. Chi  lei? Cosa sta succedendo? Qualcuna delle sue relazioni  reale? Qualcuna lo  mai stata? Cos' successo al futuro? Tutto pu essere, quando le realt pi profonde del mondo si manifestano inaspettate.
Tutto  complicato e oltre l'immaginazione. Tutto  influenzato da ogni altra cosa. Noi percepiamo una fetta molto sottile di un'organizzazione a matrice interconnessa secondo un rapporto di causa-effetto, anche se lottiamo con tutte le nostre forze per non affrontare la consapevolezza di questo limite. La patina sottile dell'adeguatezza delle nostre percezioni s'infrange, in ogni caso, quando qualcosa di fondamentale va storto. La spaventosa inadeguatezza dei nostri sensi si rivela. Tutto quanto ci  caro si riduce in polvere. Ci blocchiamo. Siamo pietrificati. Che cosa vediamo allora? Dove possiamo guardare, quando  esattamente ci che vediamo a essere insufficiente?
Che cosa vediamo quando non sappiamo che cosa stiamo guardando?
Che cos' il mondo dopo il crollo delle Torri Gemelle? Che cosa  rimasto in piedi, se qualcosa  rimasto? Quale bestia spaventosa sorge dalle rovine quando i pilastri invisibili che sostengono il sistema finanziario globale tremano e crollano? Che cosa vediamo quando siamo travolti dalle fiamme e dal dramma di una manifestazione neonazista o nascosti e rannicchiati, paralizzati dalla paura, in mezzo a un massacro in Ruanda? Che cosa vediamo quando non riusciamo a capire che cosa ci sta accadendo, quando non riusciamo a definire dove siamo, quando non sappiamo pi chi siamo e non capiamo pi ci che ci circonda? Ci che non vediamo  il ben noto e confortante mondo degli strumenti, o oggetti utili, della personalit. Non vediamo nemmeno ostacoli familiari, fastidiosi ma gestibili in tempi normali, che possiamo semplicemente schivare.
Ci che percepiamo, quando tutto crolla, non  pi il teatro n la scenografia di un ordine abitabile.  l'eterno acquoso tohu wa bohu, il vuoto senza forma, e il tehom, l'abisso, per parlare biblicamente: il caos che si nasconde sempre sotto la nostra sicurezza superficiale.  da quel caos che il Sacro Verbo di Dio ha tratto l'ordine, agli inizi dei tempi, creandoci a immagine e somiglianza dello stesso Verbo, uomini e donne, secondo le pi antiche opinioni espresse dall'umanit.  da quel caos che  emersa qualunque sicurezza abbiamo avuto la fortuna di sperimentare, originariamente e per un periodo limitato, quando abbiamo imparato a percepire.  quel caos che vediamo quando tutto crolla, anche se non riusciamo veramente a vederlo. Che cosa significa tutto questo?
Emergenza, emergere.  l'improvvisa apparizione da un luogo ignoto di un fenomeno (dal verbo greco fa???, che significa mettere in luce, rendere visibile) che in precedenza era sconosciuto.  la ricomparsa dell'eterno drago, che esce dall'eterna caverna, risvegliatosi dopo che il suo sonno  stato disturbato.  il mondo sommerso, con i mostri che emergono dal profondo. Come ci prepariamo per un'emergenza, quando ignoriamo che cosa  emerso o da dove? Come ci prepariamo ad affrontare una catastrofe quando non sappiamo che cosa aspettarci o come comportarci? Ci allontaniamo dalle nostre menti, troppo lente, troppo pesanti in questi frangenti, per rivolgerci ai corpi. I corpi reagiscono pi velocemente delle menti.
Quando tutto intorno a noi crolla, le nostre percezioni scompaiono e noi agiamo. Le antiche risposte riflesse, rese automatiche ed efficienti in centinaia di milioni di anni, ci proteggono in quei momenti disperati, quando non solo i nostri pensieri ma anche la percezione vacilla. In tali circostanze, i corpi si preparano per ogni possibile eventualit.163 Prima di tutto, ci blocchiamo. I riflessi del corpo, poi, si trasformano in emozione, che  il passo successivo alla percezione. Si tratta di qualcosa di spaventoso? Di qualcosa di utile? Di qualcosa da combattere? Di qualcosa che pu essere ignorato? Come lo capiamo e quando? Non lo sappiamo. Adesso siamo immersi in un dispendioso e faticoso stato di allerta. I nostri corpi sono inondati da cortisolo e adrenalina. I cuori battono pi velocemente. Il respiro  pi affannoso. Comprendiamo, dolorosamente, che il nostro senso di competenza e di completezza  andato in frantumi: era solo un sogno. Attingiamo alle risorse fisiche e psicologiche che abbiamo accumulato con cura proprio per questo momento, se siamo abbastanza fortunati da averne. Ci prepariamo al peggio, o al meglio. Schiacciamo con furia il pedale dell'acceleratore a tavoletta e contemporaneamente azioniamo il freno. Urliamo o ridiamo. Sembriamo disgustati o terrorizzati. Piangiamo. E poi cominciamo ad analizzare il caos.
E cos, la moglie ingannata, sempre pi instabile, trova la motivazione per rivelare tutto a se stessa, alla sorella, alla migliore amica, a un estraneo sull'autobus, oppure si ritira in silenzio e rimugina ossessivamente, fino a giungere sempre alle stesse conclusioni. Che cosa  andato storto? Che cosa ha mai fatto lei di tanto imperdonabile? Chi  la persona con cui ha vissuto? Che tipo di mondo  questo, dove possono accadere queste cose? Quale Dio ha creato un posto simile? Quale dialogo potrebbe mai costruire con questa nuova e irritante persona che abita nel corpo dell'ex marito? Quale vendetta potrebbe soddisfare la sua rabbia? Chi potrebbe sedurre per restituire l'offesa?  a tratti infuriata, terrificata, colpita dal dolore ed eccitata dalle possibilit della sua rinnovata libert.
Le fondamenta della sua sicurezza, in realt, non erano per nulla stabili n sicure: non esistevano del tutto. La sua casa era costruita sulla sabbia. Lo strato di ghiaccio su cui pattinava era semplicemente troppo sottile. Si  rotto e lei  caduta nell'acqua, dove adesso sta affogando.  stata colpita tanto duramente che la rabbia, il dolore e il lutto per la perdita la consumano. La sensazione di tradimento si amplifica, fino a che il mondo intero cade all'interno di quella ferita. Dove si trova lei adesso? Nel mondo sommerso, con tutti i suoi aspetti spaventosi. Come ci  arrivata? Anche questa esperienza e questo viaggio nella sottostruttura delle cose sono una percezione nella sua forma nascente. La preparazione, la riflessione su cosa sarebbe potuto succedere e su cosa potrebbe ancora succedere, l'emozione e la fantasia costituiscono tutta la percezione profonda ora necessaria, prima che gli oggetti un tempo familiari riappaiano, se mai lo faranno, nella loro forma semplificata e comoda.  la percezione prima che il caos delle possibilit si articoli nuovamente nelle realt funzionali dell'ordine.
Era cos imprevedibile? si chiede e domanda agli altri, ripensandoci. Adesso si dovrebbe forse sentire in colpa per aver ignorato i segnali di avvertimento, per quanto sottili, per quanto fosse incoraggiata a evitarli? Ricorda i primi tempi del matrimonio, quando si ritrovava con il marito, ogni sera, per fare l'amore. Forse era troppo aspettarsi di farlo pi di una singola volta negli ultimi sei mesi? E prima di allora, una volta ogni due o tre mesi, per anni? Esiste qualcuno degno del suo rispetto, inclusa lei stessa, in grado di sopportare una simile situazione?
Mi piace molto un racconto per bambini dal titolo There's No Such Thing as a Dragon [I draghi non esistono], dello scrittore Jack Kent.  una storia molto semplice, almeno in apparenza. Una volta lessi il racconto a un gruppo di pensionati, ex studenti dell'Universit di Toronto, spiegandone il significato simbolico. Parla di un ragazzino, Billy Bixbee, che una mattina trova un drago addormentato sul suo letto. Ne parla con la madre, ma lei gli dice che i draghi non esistono. Il drago allora comincia a crescere, e mangia tutte le focacce di Billy. In breve tempo, il drago occupa tutta la casa. Per fare le pulizie, adesso la mamma deve passare da una stanza all'altra, uscendo e rientrando in casa dalle finestre, perch il drago  dappertutto. Ci mette una vita. Poi, il drago corre via, portandosi dietro tutta la casa. Il pap di Billy torna a casa e trova solo uno spazio vuoto al posto del luogo dove prima abitava. Il postino gli racconta che ne  stato della sua casa. L'uomo allora si mette in cerca della casa, trova il drago sdraiato per strada, con la casa sulla schiena, si arrampica sulla testa e lungo il collo e ritrova la moglie e il figlio. Anche se la madre continua a insistere che il drago non esiste, Billy, che adesso vede la situazione alquanto chiaramente, ribatte: C' un drago, mamma. Subito, il drago comincia a rimpicciolirsi e ben presto ritorna delle dimensioni di un gatto. Tutti quindi concordano nell'affermare che draghi di quella grandezza 1) esistono e 2) sono molto meglio di quelli grandi. La mamma, che a questo punto ha aperto gli occhi, domanda piuttosto lamentosamente perch il drago sia cresciuto tanto. Billy risponde tranquillamente: Forse voleva essere notato.
Questa  la morale di moltissime storie. Il caos emerge in una famiglia, poco alla volta. La scontentezza e il risentimento reciproci si accumulano. La polvere viene nascosta sotto il tappeto, dove il drago si abbuffa di briciole. Ma nessuno dice nulla, mentre la societ condivisa e l'ordine negoziato della famiglia si rivelano inadeguati o si disintegrano, di fronte all'inaspettato e alla minaccia. Tutti invece brancolano nel buio, facendo finta di nulla. Comunicare richiederebbe ammettere emozioni orribili: risentimento, terrore, solitudine, disperazione, gelosia, frustrazione, odio, noia. Momento per momento,  pi facile mantenere la situazione tranquilla. Ma sullo sfondo, nella casa di Billy Bixbee, e in tutte le case simili alla sua, il drago cresce. Un giorno diventa prorompente e prende una forma che  impossibile ignorare. Solleva la casa dalle fondamenta. Poi si trasforma in una relazione extraconiugale, o in una causa decennale per la custodia dei figli, che assume proporzioni economiche e psicologiche rovinose. Ed ecco che diventa la versione concentrata dell'astio che sarebbe stato possibile distribuire e gestire, tollerabilmente, se si fosse affrontato un problema alla volta, nel corso degli anni del finto paradiso della relazione matrimoniale. Ciascuno dei trecentomila problemi non rivelati, che erano stati dissimulati, evitati, razionalizzati, nascosti come un esercito di scheletri in un grande e orrendo armadio, irrompono come il diluvio di No, sommergendo tutto. Manca l'arca, perch nessuno ne ha costruita una, anche se tutti si sono accorti della tempesta imminente.
Non sottovalutare mai il potere distruttivo dei peccati di omissione.
Forse la coppia scoppiata avrebbe potuto discutere, una volta o due, o duecento, della propria vita sessuale. Forse l'intimit fisica che indubbiamente hanno condiviso si sarebbe dovuta accompagnare, come spesso non accade, a una corrispondente intimit psicologica. Forse avrebbero potuto superare i propri ruoli. In molte famiglie, negli ultimi decenni, la tradizionale divisione dei compiti  stata abbattuta, non da ultimo in nome della liberazione e della libert. Questa demolizione, per, non porta con s tanto una meravigliosa assenza di costrizioni, quanto caos, conflitto e indeterminatezza. Fuggendo dalla tirannia spesso non si giunge in Paradiso, ma in un luogo desertico, incerto, confuso e di deprivazione. Inoltre, in assenza di una tradizione condivisa e dei limiti, spesso scomodi e persino irragionevoli, che essa impone, sono possibili solo tre difficili opzioni: schiavit, tirannia o negoziazione. Lo schiavo fa semplicemente quanto gli viene detto, forse anche felice di scrollarsi di dosso le responsabilit, e risolve il problema della complessit in quella maniera. Ma  una soluzione temporanea. Lo spirito dello schiavo si ribella. Il tiranno dice semplicemente allo schiavo cosa fare e risolve il problema della complessit in quella maniera. Ma  una soluzione temporanea. Al tiranno viene a noia lo schiavo: non trova niente e nessuno in lui, se non un'obbedienza prevedibile e scontrosa. Chi pu vivere per sempre in una simile condizione? La negoziazione, per, richiede un'esplicita ammissione da parte di entrambi dell'esistenza del drago.  una realt difficile da affrontare anche quando  ancora troppo piccola per divorare il cavaliere che osa sfidarla.
Forse la coppia scoppiata avrebbe potuto definire con pi precisione il modo di essere che desiderava. Forse cos, insieme, avrebbero potuto impedire che le acque del caos si sollevassero incontrollate, fino a sommergerli. Forse si sarebbero potuti comportare cos, invece di dire, cortesemente, pigramente e da codardi: Va bene cos. Non vale la pena di discutere. In un matrimonio c' poco che valga cos poco da non meritare una discussione. Siete bloccati nel matrimonio, vincolati dal giuramento che in teoria dura fino a quando uno dei due o entrambi muoiono. Vuoi davvero che lo stesso meschino disagio ti tormenti ogni singolo giorno del tuo matrimonio, per decenni?
Oh, posso sopportarlo pensi. E forse dovresti farlo. Non sei certo un esempio di pazienza. E probabilmente, se realizzi che la risatina superficiale della tua dolce met ricorda lo stridio delle unghie su una lavagna, ti potrebbe rispondere, abbastanza appropriatamente, di andare all'inferno. E forse la colpa  tua, e dovresti crescere, darti una calmata e stare tranquillo. Ma forse starnazzare chiassosamente nel bel mezzo di un incontro sociale non  davvero una buona scelta e tu dovresti difendere la tua posizione. In simili circostanze, solo uno scontro il cui obiettivo sia la pace pu far emergere la verit. Ma tu rimani in silenzio e ti convinci che lo fai perch sei una persona buona e tranquilla, che ama la pace, e niente potrebbe essere pi lontano dalla verit. E cos il mostro sotto il tappeto diventa sempre pi grosso. Forse una conversazione a cuore aperto sulla propria insoddisfazione sessuale sarebbe stata un'azione tempestiva, anche se non facile. Forse madame desiderava, segretamente, la fine dell'intimit, perch provava una sensazione ambivalente riguardo al sesso. Dio sa se non avesse ragione. Forse monsieur era un amante terribile ed egoista. Forse lo erano entrambi. Vale la pena chiarire tutto questo per evitare uno scontro, no? Non  forse una parte importante della vita? Magari affrontare e (non si sa mai) risolvere il problema varrebbe due mesi di pura sofferenza in cui ci si racconta solo la verit: non con l'intento di distruggere o di vincere, perch in questo caso non si arriverebbe alla verit ma solo a una guerra senza quartiere.
Forse il problema non era il sesso. Forse ogni conversazione tra marito e moglie si  deteriorata fino ad assumere i contorni di una noiosa routine perch nessuna avventura condivisa animava pi la coppia. Forse quel declino, momento dopo momento, giorno dopo giorno, era pi facile che assumersi la responsabilit di mantenere in vita la relazione. Dopo tutto, ci che  in vita muore se non facciamo attenzione. La vita  indissolubilmente legata ad una manutenzione faticosa. Nessuno vive una relazione tanto perfetta da non richiedere un'attenzione e una cura continue e, inoltre, se anche trovassi una persona perfetta, lui o lei scapperebbe lontano da te, dalla tua imperfezione, preda di un giustificabile orrore. A dire la verit, ci di cui hai bisogno, ci che meriti, in ultima analisi,  qualcuno imperfetto esattamente come lo sei tu.
Forse il marito che ha tradito la moglie era orribilmente immaturo ed egoista. Forse l'egoismo ha avuto la meglio. Forse lei non si  opposta con una forza e un vigore sufficienti a questa sua inclinazione. Forse lei non era d'accordo con lui riguardo al corretto approccio disciplinare nei confronti dei figli e, di conseguenza, lo ha escluso dalle loro vite. Forse questo ha permesso a lui di aggirare ci che considerava una spiacevole responsabilit. Forse l'odio  fermentato nel cuore dei figli, mentre assistevano a questa battaglia sotterranea, tormentati dal risentimento della madre e alienatisi, poco alla volta, dal buon vecchio pap. Forse le cene che lei preparava per lui - o lui per lei - erano fredde e consumate con amarezza. Forse tutta quella conflittualit non affrontata n risolta ha lasciato entrambi risentiti, in maniera tacita ma efficacemente agita. Forse tutti quei problemi inespressi hanno iniziato a minare le reti invisibili che sostenevano il matrimonio. Forse il rispetto si  trasformato lentamente in disprezzo, e nessuno si  degnato di notarlo. Forse l'amore si  trasformato lentamente in odio, senza che nessuno ne parlasse.
Tutto, chiarito e articolato, diventa visibile; forse n la moglie n il marito hanno voluto vedere o capire. Forse intenzionalmente hanno lasciato la situazione avvolta da un velo di indeterminatezza. Forse proprio loro hanno steso quel velo, per nascondere ci che non volevano vedere. Che cosa ha guadagnato la signora, quando si  trasformata da amante in domestica o in madre?  stato un sollievo quando la vita sessuale  finita? Forse cos poteva lamentarsi pi proficuamente con i vicini e con la madre quando il marito si allontanava da lei? Forse era pi gratificante, segretamente, di qualsiasi cosa buona potesse derivare da qualsiasi matrimonio, non importa quanto perfetto. Che cosa pu essere paragonato ai piaceri del martirio sofisticato e ben praticato?  una santa e si  sposata con un uomo tanto terribile. Si meritava molto di pi.  un mito gratificante con cui vivere, anche se lo abbiamo scelto inconsciamente (al diavolo la verit!). Forse suo marito non le  mai piaciuto davvero. Forse non le sono mai piaciuti gli uomini, e non le piacciono nemmeno ora. Forse  stata colpa di sua madre, o di sua nonna. Forse ha imitato il loro comportamento, rivivendo i loro problemi e trasmettendoli, inconsciamente e implicitamente, alle future generazioni. Forse si  vendicata del padre, del fratello o della societ.
E che cosa ha guadagnato il marito, da parte sua, quando la vita sessuale coniugale si  spenta?  stato volentieri al gioco, facendo il martire, e si  lamentato amaramente con gli amici? L'ha usata come la scusa che voleva per cercare una nuova amante? Se n' servito per giustificare il risentimento che ancora provava nei confronti delle donne, in generale, per i continui rifiuti che aveva ricevuto prima di quel matrimonio? Ha colto l'opportunit di diventare, disinvoltamente, grasso e pigro, perch tanto comunque non era desiderato?
Forse entrambi, moglie e marito, hanno colto l'occasione di rovinare il loro matrimonio per vendicarsi di Dio, forse l'unico che avrebbe potuto sistemare il disordine.
Ecco la terribile verit a questo proposito: ogni singola ragione del fallimento coniugale, volontariamente non elaborata, non compresa e ignorata, si mescoler, cospirer e poi affligger quella donna tradita e che si  tradita, per il resto dell'esistenza. Lo stesso vale per il marito. Tutto ci che bisogna fare per garantire un risultato del genere  nulla: non accorgerci, non reagire, non occuparcene, non discutere, non prendere in considerazione, non lavorare per la pace, non assumerci la responsabilit. Evita di affrontare il caos e di trasformarlo in ordine: limitati invece ad aspettare, in modo tutt'altro che ingenuo e innocente, che il caos cresca e ti sommerga.
Perch evitare, quando questa scelta, necessariamente e inevitabilmente, avvelena il futuro? Perch un possibile mostro  in agguato, nascosto dietro ogni disaccordo ed errore. Forse lo scontro che  in corso, se lo , con tua moglie o con tuo marito  l'inizio della fine della tua relazione coniugale. Forse il tuo matrimonio  giunto al traguardo perch sei una brutta persona.  probabile, almeno in parte. Non  cos? Intraprendere la discussione necessaria a risolvere un problema reale richiede quindi la volont di affrontare contemporaneamente due possibilit, tristi e pericolose: il caos (la potenziale fragilit della relazione coniugale, di tutte le relazioni e della vita stessa) e l'inferno (il fatto che ognuno potrebbe essere una persona sufficientemente brutta da rovinare tutto, con la pigrizia e il rancore). Ci sono tutte le ragioni per evitare lo scontro. Ma questo non aiuta.
Perch restare nel vago, quando ci rende la vita stagnante e torbida? Be', se non sai chi sei, puoi nasconderti nel dubbio. Forse non sei una persona cattiva, superficiale, senza valore. Chi lo sa? Non tu. Soprattutto se ti rifiuti di pensarci, e hai tutte le ragioni per non farlo. Ma evitare di pensare a qualcosa che non vuoi sapere non elimina il problema. Stai semplicemente scambiando una conoscenza specifica, particolare e puntuale dell'elenco, probabilmente non infinito, dei tuoi vizi e difetti reali, per una lista molto pi lunga di inadeguatezze e insufficienze potenziali indefinite.
Perch rifiutarsi di indagare, quando la conoscenza della realt ti permette di dominarla o almeno di destreggiarti al suo interno? Bene, e se davvero ci fosse del marcio in Danimarca? E allora? Non  meglio, in simili condizioni, vivere in uno stato di cecit volontaria e godere della beatitudine dell'ignoranza? Be', non se il mostro  reale! Pensi davvero che sia una buona idea ritirarsi, abbandonare la possibilit di difendersi dalla crescente marea di guai, e quindi svalutarsi ai propri stessi occhi? Pensi davvero che sia saggio lasciare che la catastrofe cresca nell'ombra, mentre tu ti fai sempre pi piccolo e spaventato? Non  meglio prepararti, affinare gli strumenti, scrutare nell'oscurit e poi stanare il leone? Forse ti farai male.  probabile che tu ti faccia male. La vita, dopo tutto,  sofferenza. Ma forse la ferita non sar letale.
Se invece aspetti, fino a quando ci che ti stai rifiutando di esplorare bussa alla tua porta, le cose non andranno molto bene per te. Ci che non vuoi inevitabilmente accadr, e accadr quando sarai meno preparato. Ci che non vorresti incontrare si manifester quando sarai pi debole e lui pi forte. E sarai sconfitto.
Girando e girando nella spirale che si allarga
Il falco non pu udire il falconiere;
Le cose crollano; il centro non pu reggere;
Mera anarchia  scatenata sul mondo,
La corrente torbida di sangue  scatenata, ovunque
Il rito dell'innocenza  sommerso.
Ai migliori manca ogni convinzione, mentre i peggiori
sono pieni di appassionata intensit.
(William Butler Yeats, Il Secondo Avvento)164
Perch rifiutarsi di identificarlo, quando l'individuazione precisa del problema ne consentirebbe la soluzione? Perch specificare qual  il problema significa ammetterne l'esistenza. Perch farlo comporta il permetterti di sapere che cosa vuoi, per esempio, da un amico o da un amante: e poi saprai, esattamente e con chiarezza, quando non riuscirai a ottenerlo, e questo ti far male, acutamente e particolarmente. Ma imparerai qualcosa da tutto questo e lo utilizzerai in futuro: l'alternativa a quell'unica sofferenza acuta  il dolore sordo della continua disperazione e dell'indistinto fallimento,  la sensazione che il tempo, il tempo prezioso, stia scivolando via.
Perch rifiutarsi, allora? Perch se non riesci a definire che cos' il successo, e quindi lo rendi impossibile, rifiuti anche di chiarire, a te stesso, che cos' il fallimento. Cos, se e quando fallirai, non te ne accorgerai, e non ti far male. Ma non funzioner. Non puoi ingannarti cos facilmente, a meno che tu non sia gi andato molto lontano su questa strada. Porterai invece con te un continuo senso di delusione per il tuo stesso essere, il disprezzo di s che ne deriva e l'odio crescente per il mondo che tutto ci genera o fa degenerare.
Di certo qualche rivelazione  vicina;
Di certo il Secondo Avvento  vicino.
Il Secondo Avvento! Appena dette queste parole
Una vasta immagine emergente dallo Spiritus Mundi
mi turba la vista: in qualche luogo tra le sabbie del deserto
Una forma - corpo di leone, la testa di uomo
Lo sguardo inespressivo e spietato come il sole -
Si muove sulle sue lente cosce, mentre tutto all'intorno
Turbinano le ombre degli sdegnati uccelli del deserto.
Le tenebre scendono ancora; ma adesso io so
Che venti secoli di sonno pietroso
Furono turbati fino all'incubo dal dondolar di una culla.
E quale mai informe animale, giunta finalmente la sua ora,
Si avvicina a Betlemme per nascere?
E se la donna e moglie tradita, adesso guidata dalla disperazione, fosse determinata ad affrontare tutta l'incoerenza del passato, del presente e del futuro? E se decidesse di mettere ordine nel caos, sebbene abbia evitato di farlo fino a questo momento e si trovi perci pi debole e confusa? Forse lo sforzo quasi la uccider, ma, in ogni caso, adesso  su una strada peggiore della morte. Per riemergere, per fuggire, per rinascere, lei deve articolare precisamente la realt che finora ha lasciato, comodamente ma pericolosamente, nascosta dietro un velo di ignoranza e dietro la finzione della pace. Deve separare i particolari dettagli della sua specifica catastrofe dall'intollerabile condizione generale dell'Essere, in un mondo in cui tutto  crollato. Tutto  troppo. Sono state cose specifiche ad andare in pezzi, non tutto; determinate convinzioni sono crollate; particolari azioni erano false e inautentiche. Che cos'erano? Come pu sistemarle, adesso? Come pu essere migliore, in futuro? Non torner mai a conquistare un terreno saldo sotto i piedi se si rifiuta o non  in grado di capire tutto questo. Pu rimettere insieme il mondo con una certa precisione di pensiero, una certa precisione nel discorso, un po' di fiducia nella propria parola, un po' di fiducia nel Verbo. Ma forse  meglio lasciare le cose nel vago. Forse a questo punto non  rimasto abbastanza di lei, forse una parte troppo grande  rimasta non rivelata, non sviluppata. Forse semplicemente non ha pi energia.
Se si fosse espressa prima, con cura, con coraggio e con onest, avrebbe potuto evitare queste difficolt. Che cosa sarebbe successo se avesse rivelato la propria infelicit per lo spegnersi del romanticismo di coppia, proprio quando questo aveva cominciato a venire meno? Se l'avesse fatto proprio nel preciso momento in cui l'affievolirsi del romanticismo l'aveva disturbata per la prima volta? O, se non l'aveva disturbata poi tanto, che cosa sarebbe successo se invece avesse parlato del fatto che il venir meno di questo aspetto non le dispiaceva tanto come forse avrebbe dovuto? E se avesse affrontato chiaramente e con precisione la questione del disprezzo del marito per gli sforzi che lei faceva per la famiglia? Avrebbe forse scoperto il proprio risentimento nei confronti del padre e della stessa societ, oltre all'influenza che questo aveva avuto sulla sua relazione? E se avesse risolto tutto questo? Quanto si sarebbe rafforzata? Di conseguenza, quanto sarebbe diventata pi propensa ad affrontare le difficolt? Come tutto questo sarebbe stato utile a lei, alla sua famiglia e al mondo?
Che cosa sarebbe accaduto se lei avesse, continuamente e con onest, rischiato il conflitto nel presente al fine di ottenere verit e pace sul lungo termine? E se avesse trattato le piccole crisi del suo matrimonio come l'evidenza di un'instabilit di fondo, decisamente meritevole di attenzione, invece di ignorarle, tollerarle e sorriderne in maniera tanto soave e gradevole? Forse adesso lei sarebbe diversa, e cos anche il marito. Forse sarebbero ancora sposati, formalmente e nello spirito. Forse sarebbero entrambi molto pi giovani, fisicamente e mentalmente, di quanto non siano ora. Forse la sua casa sarebbe costruita pi sulla pietra e meno sulla sabbia.
Quando la situazione va in pezzi e il caos riemerge, possiamo conferirgli struttura e ordine con la parola. Se parliamo con attenzione e con precisione, riorganizziamo tutto e mettiamo ogni cosa al suo posto: stabiliamo un nuovo obiettivo verso cui dirigerci, spesso insieme, se negoziamo; se otteniamo il consenso. Se parliamo in maniera inaccurata e imprecisa, invece, tutto rimane nel vago. La meta non  chiara. Il velo dell'incertezza non si solleva e non c' negoziazione.
La costruzione dell'anima e del mondo
La psiche (l'anima) e il mondo sono entrambi organizzati, ai livelli pi elevati dell'esistenza umana, grazie al linguaggio e alla comunicazione. Le cose non sono come appaiono, quando il risultato raggiunto non era previsto n desiderato. L'Essere non  stato correttamente categorizzato quando non si  comportato in maniera appropriata. Quando qualcosa va storto, persino la stessa percezione deve essere messa in questione, insieme alla capacit di valutazione, al pensiero e all'azione. Quando ci accorgiamo di un errore, siamo a un passo dal caos indifferenziato. La sua forma rettiliana ci paralizza e ci confonde. Ma i draghi, che esistono, forse pi di ogni altra cosa, hanno accumulato e nascondono scorte d'oro. In quel collasso nell'orribile disordine dell'Essere non compreso si nasconde la possibilit di un ordine nuovo e benevolo. Per evocarlo  necessaria una coraggiosa chiarezza di pensiero.
Occorre riconoscere il problema, il prima possibile rispetto a quando si manifesta. Sono infelice  un buon inizio, non Ho il diritto di essere infelice, perch questo  ancora tutto da vedere all'inizio del processo di risoluzione dei problemi. Forse la tua infelicit  ingiustificata, date le attuali circostanze. Forse ogni persona ragionevole sarebbe insoddisfatta e infelice se fosse nelle condizioni in cui ti trovi adesso. In alternativa, forse, sei semplicemente lagnoso e immaturo. Considera entrambe le opzioni almeno come ugualmente probabili, per quanto possa sembrarti terribile. In quale modo, esattamente, potresti essere immaturo? Potenzialmente,  un pozzo senza fondo. Ma almeno puoi cambiare la situazione, se puoi riconoscerla e ammettere la verit.
Analizziamo il caos complesso e intricato e specifichiamo la natura delle cose, noi stessi compresi.  cos che la nostra esplorazione creativa e comunicativa continua a generare e rigenerare il mondo. Siamo formati e informati da ci con cui ci confrontiamo volontariamente e, allo stesso modo, in quell'incontro diamo forma a ci che siamo.  difficile ma la difficolt non  importante, perch l'alternativa  peggiore.
Forse il marito che ha perso la strada non ha ascoltato la conversazione della moglie a cena, perch odia il proprio lavoro, ed era stanco e pieno di risentimento. Forse odia il proprio lavoro perch  stato il padre a obbligarlo a scegliere quella carriera e lui  stato troppo debole o leale per protestare. Forse lei ha sopportato la sua mancanza di attenzione perch credeva che un contrasto diretto fosse scortese e immorale. Forse lei non tollerava la rabbia del proprio padre e quindi ha deciso, quando era molto giovane, che tutta quell'aggressivit e quella risolutezza fossero moralmente sbagliate. Forse ha pensato che il marito non l'avrebbe amata se lei avesse avuto le proprie idee.  molto difficile fare ordine tra questi aspetti, ma un macchinario danneggiato continuer a funzionare male se i problemi non vengono individuati e sistemati.
Il grano dal loglio
La precisione definisce. Quando accade qualcosa di terribile,  la precisione che distingue quell'unica cosa orribile che  realmente successa da tutte le altre cose ugualmente orribili che sarebbero potute accadere, ma che non sono accadute. Se ti svegli dolorante, pu essere che tu stia per morire. Potresti morire lentamente e orribilmente di una delle tante dolorose e orribili malattie. Se ti rifiuti di parlare al medico del tuo male, allora ci per cui soffri rimane indeterminato: potrebbe essere una qualunque di quelle malattie, e certamente  qualcosa di indicibile, dal momento che hai evitato la visita medica, l'unica occasione per parlare del problema. Ma se ti confronti con il medico, tutte queste possibili malattie terribili convergeranno, se sei fortunato, in una sola malattia, oppure forse finiranno in nulla. Allora potrai ridere delle paure che hai provato e se c' realmente qualcosa che non va almeno sarai preparato. La precisione non toglie nulla alla tragedia, ma scaccia i ghul e i demoni.
Ci che senti nella foresta senza riuscire a vederlo potrebbe essere una tigre. Oppure anche un branco di tigri, una pi affamata e feroce dell'altra, guidate da un coccodrillo. Oppure no. Se ti volti a guardare, forse vedrai che si tratta semplicemente di uno scoiattolo. Conosco qualcuno che  stato realmente inseguito da uno scoiattolo. C' qualcosa nel fitto del bosco. Lo sai con certezza. Ma spesso  solo un animaletto innocente. Se ti rifiuti di guardare, per, allora  un drago e tu non sei un cavaliere: sei un topo che affronta un leone, un coniglio paralizzato dallo sguardo di un lupo. E non sto dicendo che si tratti sempre di uno scoiattolo. Spesso  qualcosa di veramente orribile. Ma anche ci che  realmente orribile spesso impallidisce se confrontato con ci che immaginiamo. E spesso ci che non riusciamo ad affrontare, perch  orribile nella nostra immaginazione, pu di fatto essere fronteggiato quando  riportato alla sua, tutto sommato, terribile realt.
Se ti sottrai alla responsabilit di confrontarti con l'inaspettato, anche quando si presenta in proporzioni gestibili, la realt diventer insostenibilmente disorganizzata e caotica. Poi crescer sempre pi e inghiottir ogni ordine, senso e prevedibilit. La realt ignorata si trasforma nella grande dea del Caos, il grande mostro rettiliano dell'ignoto, il grande predatore contro cui l'umanit ha combattuto sin dall'alba dei tempi. Se il divario tra finzione e realt rimane inespresso, si amplier fino a diventare una voragine nella quale cadrai, con conseguenze non piacevoli. La realt ignorata si manifesta in un abisso di confusione e sofferenza.
Fa' attenzione a ci che racconti a te stesso e agli altri riguardo a quanto hai fatto, a quanto stai facendo e a dove stai andando. Cerca le parole corrette. Organizzale in frasi appropriate, in paragrafi esatti. Il passato pu essere riscattato, se ricondotto, grazie alla precisione del linguaggio, all'essenza. Il presente pu fluire senza depredare il futuro, se le sue realt sono definite chiaramente a parole. Con un pensiero e un linguaggio accurati, il destino magnifico e particolare che giustifica l'esistenza pu essere estratto da una moltitudine di futuri confusi e spiacevoli che  molto pi probabile si manifestino spontaneamente.  cos che l'occhio e il Verbo creano un ordine vivibile.
Non nascondere piccoli mostri sotto il tappeto, perch cresceranno e nel buio diventeranno pi grandi. Poi, quando meno te lo aspetti, salteranno fuori e ti divoreranno. Scenderai in un inferno indistinto e confuso, invece di ascendere al paradiso della virt e della chiarezza. Parole coraggiose e veritiere renderanno la tua realt semplice, pura, ben definita e vivibile.
Se identifichi le cose, con un'attenzione e un linguaggio accurati, le anticipi come oggetti attuabili e praticabili, separandole dalla quasi universale indeterminatezza di fondo. Le semplifichi. Le rendi specifiche e utili e ne riduci la complessit. Rendi possibile vivere con queste cose e utilizzarle senza morire a causa di quella complessit, con l'incertezza e l'ansia che comporta. Se lasci le cose nel vago, non saprai mai dove finisce una cosa e dove incomincia l'altra. Ogni cosa stinger macchiando l'altra. Cos il mondo  troppo difficile da gestire.
Devi definire consapevolmente l'argomento di una conversazione, in particolare quando  difficile, oppure ti ritroverai a parlare di tutto, e sarebbe davvero troppo. Spesso  proprio questo il motivo per cui le coppie smettono di parlare. Ogni discussione degenera perch si arriva a parlare di ogni problema emerso in passato, di ogni problema che esiste adesso e di ogni cosa terribile che potrebbe accadere in futuro. Nessuno pu discutere di ogni cosa. Invece, puoi dire: Questa cosa, esatta e precisa, mi rende infelice. Questa cosa, esatta e precisa,  ci che voglio, come alternativa, anche se sono aperto a suggerimenti, se ben circostanziati. Questa cosa, esatta e precisa,  ci che potresti darmi perch io smetta di rendere la tua e la mia vita infelici. Ma per fare questo, devi pensare: Che cosa non funziona, esattamente? Che cosa voglio, esattamente? Devi parlare esplicitamente ed evocare il mondo abitabile dal caos. Per farlo, devi parlare con sincerit e precisione. Se invece ti fai piccolo e ti nascondi, ci da cui scappi si trasformer nel drago gigante in agguato sotto il tuo letto, nel bosco e nei recessi oscuri della tua mente, e ti divorer.
Devi definire dove sei stato nella tua vita, per capire dove sei adesso. Se non sai dove ti trovi precisamente, allora potresti essere ovunque. Devi definire dove sei stato nella tua vita, perch altrimenti non riuscirai ad arrivare dove stai andando. Non puoi spostarti dal punto a al punto b, se non ti trovi gi al punto a. E se ti trovi semplicemente ovunque, le possibilit che tu sia al punto a sono davvero molto piccole.
Devi definire dove stai andando nella tua vita, perch non puoi arrivarci, a meno che tu non ti muova in quella direzione. Vagabondare a casaccio non ti far procedere. Ti ritroverai invece deluso e frustrato, ansioso e infelice, e sarai una persona difficile da frequentare e quindi risentita, poi vendicativa e poi peggio ancora.
Di' ci che vuoi dire, cos potrai capire che cosa vuoi dire. Agisci coerentemente a come parli, cos scoprirai che cosa succede. Poi presta attenzione. Nota i tuoi errori. Articolali. Impegnati a correggerli.  cos che scoprirai il significato della tua vita. Questo ti protegger dalla tragedia della tua esistenza. Come potrebbe essere altrimenti?
Affronta il caos dell'Essere. Punta verso un mare di problemi. Specifica qual  la tua destinazione e traccia la rotta. Riconosci e ammetti ci che vuoi. Di' alle persone intorno a te chi sei. Guarda avanti, con attenzione, e procedi diritto.
Parla con precisione.
 per questo, per esempio, che stiamo impiegando molto pi di quanto pensavamo inizialmente per costruire robot che potrebbero funzionare autonomamente nel mondo. Il problema della percezione  molto pi complicato di quanto l'accesso, facile e immediato, alle nostre percezioni ci lascia supporre. Infatti, il problema della percezione  tanto complicato da aver bloccato, quasi fatalmente (nella prospettiva di allora), i progressi iniziali dell'intelligenza artificiale, quando scoprimmo che la ragione astratta e disincarnata non era in grado di risolvere nemmeno i problemi pi semplici. Sul finire degli anni Ottanta e nei primi anni Novanta, pionieri come Rodney Brooks ipotizzarono che corpi in azione fossero precondizioni necessarie per scomporre il mondo in parti gestibili da analizzare, e cos l'intelligenza artificiale riconquist fiducia e slancio.
La registrazione della lettura - J.B. (2002) Slaying the Dragon Within Us [Uccidi il drago che  in te] -  disponibile, in inglese, all'indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=REjUkEj1O_0.


REGOLA 11
LASCIA IN PACE I RAGAZZI CHE FANNO SKATE
PERICOLO E PADRONANZA

Tempo fa i ragazzi avevano l'abitudine di andare in skateboard sul lato ovest dell'edificio della Sidney Smith Hall, all'Universit di Toronto, dove lavoro. L una scalinata, con gradini in cemento larghi e bassi e due corrimani tubolari in ferro, porta dalla strada all'ingresso principale. A volte mi fermavo a guardarli. Quei ragazzi, quasi sempre maschi, prendevano una rincorsa di una quindicina di metri dalla cima dei gradini. Mettevano un piede sullo skate e si spingevano con l'altro come matti, per prendere velocit. Poco prima di entrare in collisione con il corrimano, si abbassavano, afferravano la tavola con una mano e saltavano sul corrimano, scivolando gi per tutta la lunghezza, e poi atterravano: a volte con eleganza, ancora in piedi sulla tavola, a volte dolorosamente lontani. In ogni caso, ci riprovavano subito dopo.
Qualcuno avrebbe potuto dire che era una cosa stupida. Forse era cos. Ma era anche coraggioso. Io pensavo che quei ragazzi fossero fantastici. Pensavo che meritassero una pacca sulla spalla e un po' di sincera ammirazione. Certo che era pericoloso. Il bello era proprio il pericolo. Volevano averla vinta sul pericolo. Sarebbe stato meglio se avessero indossato delle protezioni, ma avrebbe rovinato il gioco. Non volevano mettersi al sicuro. Stavano cercando di acquisire la padronanza dello skate, di diventare competenti, ed  la competenza a rendere le persone pi sicure.
Non oserei imitare quei ragazzi. Non solo, non ci riuscirei. Certamente non sarei in grado di arrampicarmi su una gru, come fanno alcuni folli che si mettono in mostra su YouTube (e, naturalmente, come fanno anche le persone che sulle gru ci lavorano). Non mi piace l'altezza, anche se i 7,5 chilometri di altitudine a cui viaggiano gli aerei di linea sono talmente tanti da non infastidirmi pi. Ho volato pi volte su un aereo in fibra di carbonio per voli acrobatici, persino facendo una giravolta, e ci riuscivo, anche se era molto impegnativo dal punto di vista fisico e mentale. Per eseguire una giravolta, si posiziona l'aereo in verticale, fino a quando la forza di gravit non lo stabilizza: quindi l'aereo cade all'indietro, a spirale, finch alla fine non si ribalta e scende verso il basso, dopo di che si esce dal giro. Ammetto che non lo rifarei. Ma non riesco ad andare sullo skate, specialmente in bilico su una ringhiera, n a salire sulle gru.
Sul lato est della Sidney Smith Hall si trova invece una serie di grandi e massicce fioriere in cemento, che scendono, ai lati delle scale, fino alla carreggiata. I ragazzi andavano in skate sui bordi delle fioriere e lungo il perimetro in cemento di una scultura vicina all'edificio. Non dur molto a lungo. Sui bordi delle fioriere, uno ogni metro, comparvero presto dei dissuasori, piccole fasce in acciaio conosciute come skatestopper. Quando le vidi per la prima volta, mi ricordai di qualcosa che accadde a Toronto diversi anni prima. Due settimane prima dell'inizio delle lezioni della scuola elementare, in tutta la citt scomparvero le attrezzature dai parco giochi. La legislazione era cambiata ed era scattato il panico sulle assicurazioni e sulla responsabilit civile. I giochi furono rimossi in tutta fretta, anche se erano piuttosto sicuri, in uso da moltissimo tempo e in molti casi erano stati recentemente pagati dai genitori. Ci signific che non ci furono attrazioni nei parchi per pi di un anno. Durante quel periodo ho visto spesso bambini annoiati ma ammirevoli salire sul tetto della nostra scuola. Era un'alternativa a cercare qualcosa per terra nella polvere, insieme ai gatti e ai bambini meno avventurosi.
Definisco piuttosto sicuri i parco giochi demoliti perch, quando sono troppo sicuri, i bambini smettono di giocare o iniziano a utilizzare le attrezzature in maniera diversa da quella per cui sono state progettate. I bambini hanno bisogno di giochi abbastanza pericolosi da essere impegnativi. Le persone, compresi i bambini, non cercano di minimizzare il rischio. Cercano di sfruttarlo al massimo. Guidano e camminano, amano e giocano in modo da ottenere ci che desiderano, ma al tempo stesso si spingono un po' oltre il livello di sicurezza e cos continuano a crescere. Quindi, se le cose sono troppo sicure, le persone, compresi i bambini, iniziano a pensare a come renderle nuovamente pericolose.165
Quando siamo liberi da vincoli e incoraggiati, preferiamo vivere al limite. L, possiamo ancora fidarci della nostra esperienza e, al tempo stesso, affrontare il caos che ci aiuta a crescere. Per questo motivo siamo progettati, alcuni pi di altri, per apprezzare il rischio. Ci sentiamo rinvigoriti e pieni di entusiasmo quando ci impegniamo a migliorare le nostre prestazioni, mentre giochiamo. Altrimenti ci muoviamo pesanti, pigri, incoscienti e incuranti. Iperprotetti, falliremo quando qualcosa di pericoloso, inaspettato e ricco di opportunit far all'improvviso la propria apparizione nella nostra vita, come inevitabilmente accadr.
Gli skatestopper sono brutti. La cornice della scultura avrebbe dovuto essere gravemente danneggiata da solerti skater prima di apparire brutta come adesso, costellata di borchie in metallo come il collare di un pitbull. Le grandi fioriere hanno protezioni metalliche poste a intervalli irregolari, e questo produce una pessima impressione di architettura scadente, risentimento e soluzioni approssimative. Conferiscono all'area, che avrebbe dovuto essere abbellita dalla scultura e dalla vegetazione, un aspetto tra l'industriale e il carcerario, da istituto di correzione mentale o da campo di lavoro, del genere che risulta quando costruttori e funzionari pubblici non amano o non si fidano delle persone per cui lavorano.
L'assoluta aspra bruttezza della soluzione mette in dubbio le ragioni della sua attuazione.
Successo e risentimento
Se leggi i testi degli psicologi dell'inconscio, per esempio Freud e Jung, oltre al loro precursore, il filosofo Nietzsche, impari che c' un lato oscuro in ogni cosa. Freud scav profondamente nel contenuto implicito latente dei sogni, che sono spesso diretti, secondo lui, all'espressione di qualche desiderio inappropriato. Jung riteneva che ogni atto sociale appropriato fosse accompagnato dal suo gemello malvagio, dall'ombra inconscia. Nietzsche indag il ruolo di ci che defin risentimento nel motivare le azioni apparentemente disinteressate e, spesso, esibite in modo fin troppo pubblico.166
Redimere l'uomo dalla vendetta: questo  per me il ponte che guida alla pi sublime speranza e l'arcobaleno che brilla dopo lunghe tempeste. Ma in altro modo l'intendono le tarantole. Questo appunto  per noi giustizia: che il mondo sia pieno delle tempeste della nostra vendetta, cos parlano esse.
Vendetta noi vogliamo e obbrobrio per tutti coloro che non sono uguali a noi, cos giurano le tarantole nel loro cuore.
La volont dell'uguaglianza: questo sia da qui in poi sinonimo di virt; contro tutto ci che  potente noi vogliamo levare il nostro grido!
O voi predicatori dell'uguaglianza, la follia cesarea dell'impotenza  quella che in voi chiede uguaglianza: le vostre pi occulte brame tiranniche si mascherano di parole virtuose!
L'incomparabile saggista inglese George Orwell conosceva bene questo genere di cose. Scrisse La strada di Wigan Pier, che fu in parte un feroce attacco ai socialisti britannici delle classi abbienti, nonostante fosse lui stesso incline al socialismo. Nella prima met del libro, Orwell descrive le terribili condizioni affrontate dai minatori del Regno Unito negli anni Trenta:167
Diversi dentisti mi hanno detto che nei distretti industriali una persona con pi di trent'anni che abbia ancora i propri denti sta diventando un'anomalia. A Wigan diverse persone mi hanno detto che pensano sia meglio perdere i propri denti il prima possibile nella vita. I denti sono solo sofferenza mi ha detto una donna.
Un minatore di carbone del Wigan Pier doveva camminare o meglio strisciare, data l'altezza delle gallerie della miniera, anche per 5 chilometri, sottoterra, nel buio, sbattendo la testa e graffiandosi la schiena, solo per raggiungere il luogo di lavoro e cominciare le sette ore e mezza del suo massacrante turno. Dopo, tornava indietro.  paragonabile, forse, allo scalare una piccola montagna, prima e dopo la giornata lavorativa dichiar Orwell. Il tempo trascorso a strisciare per raggiungere e per rientrare dal luogo di lavoro non era pagato.
Orwell scrisse La strada di Wigan Pier per il Left Book Club, un gruppo editoriale socialista che pubblicava un volume selezionato ogni mese. Dopo aver letto la prima met del libro, che racconta in modo diretto le condizioni personali dei minatori,  impossibile non provare compassione per i lavoratori indigenti. Solo un mostro potrebbe rimanere impassibile leggendo i resoconti delle vite che Orwell descrive:
Non  passato molto tempo da quando le condizioni nelle miniere erano peggiori di adesso. Ci sono ancora alcune donne molto anziane che nella loro giovinezza hanno lavorato sottoterra, gattonando a quattro zampe e trascinando vasche di carbone. Continuavano a farlo anche quando erano incinte.
Nella seconda met del libro, tuttavia, Orwell volge l'attenzione a un altro problema: l'impopolarit, in quel momento, del socialismo nel Regno Unito, nonostante la chiara e dolorosa ingiustizia evidente ovunque. Orwell concluse che il genere di riformatore sociale che indossava il tweed, che filosofeggiava in poltrona, che individuava le vittime, che dispensava piet e disprezzo, spesso non amava i poveri come invece sosteneva. Semplicemente, odiava i ricchi. Camuffava il proprio risentimento e la propria invidia con la piet, l'ipocrisia e il perbenismo. A livello di inconscio e di giustizia sociale, le cose oggi - a eccezione del fronte di sinistra - non sono cambiate molto.  a causa di Freud, Jung, Nietzsche e Orwell che mi chiedo sempre: Contro cosa ti schieri? ogni volta che sento qualcuno dire, a voce troppo alta: Mi schiero in favore di questo!. La domanda  particolarmente rilevante se quella stessa persona si lamenta, critica o cerca di cambiare il comportamento di qualcun altro.
Credo che sia stato Jung a sviluppare la massima psicoanalitica pi chirurgicamente malvagia: Se non riesci a capire perch qualcuno ha fatto qualcosa, osserva le conseguenze e ne potrai dedurre la motivazione.  un bisturi psicologico. Non sempre  uno strumento adatto, pu tagliare troppo profondamente o nei punti sbagliati.  forse un'opzione da ultima spiaggia. Ci sono momenti, per, in cui la sua applicazione si rivela illuminante.
Se la conseguenza di collocare gli skatestopper sui bordi delle fioriere e alla base delle sculture, per esempio,  avere degli adolescenti infelici e un radicale disprezzo estetico per la bellezza, allora forse questo era lo scopo. Quando qualcuno afferma di agire secondo i princpi pi elevati, per il bene degli altri, non c' motivo di supporre che le motivazioni di quella persona siano autentiche. Le persone motivate a migliorare le cose di solito non sono interessate a cambiare gli altri o, se lo sono, si assumono la responsabilit di apportare quelle modifiche a loro stesse per prime. Dietro la creazione di regole che impediscono agli skater di compiere evoluzioni esperte, coraggiose e pericolose, vedo l'opera di uno spirito infido e profondamente antiumano.
Ancora qualcosa su Chris
Il mio amico Chris, di cui ho parlato in precedenza, era posseduto da un grande spirito, a grave detrimento della sua salute mentale. In parte, era afflitto dai sensi di colpa. Aveva frequentato scuole elementari e medie in diverse citt, nelle gelide distese delle praterie a nord della provincia di Alberta, prima di finire a Fairview. Gli scontri con i ragazzi nativi erano parte della sua esperienza, durante quei trasferimenti. Non  esagerato sottolineare che quei ragazzi erano, in media, pi turbolenti e permalosi dei bambini bianchi (e avevano le loro ragioni). Lo sapevo bene per esperienza personale.
Quando ero alle elementari, avevo un burrascoso rapporto di amicizia con un ragazzo meticcio di nome Rene Heck. La situazione era complessa perci la nostra relazione fu subito burrascosa. Tra me e Rene c'era un grande divario culturale. I suoi vestiti erano pi sporchi dei miei. Era pi rozzo nel parlare e nell'atteggiamento. Inoltre, io ero anticipatario rispetto agli altri bambini, e per giunta ero basso per la mia et. Rene era un ragazzo grande, intelligente e di bell'aspetto, ed era un duro. Eravamo in classe insieme in prima media e uno degli insegnanti era mio padre. Rene fu beccato a masticare una gomma. Rene disse mio padre sputa quella gomma. Sembri una mucca. Ah, ah risi io sottovoce. Rene la mucca. Rene poteva anche essere una mucca, ma di sicuro ci sentiva benissimo. Peterson disse ci vediamo dopo la scuola: sei morto.
Quella mattina, Rene e io ci eravamo organizzati per vedere un film, la sera, al cinema di zona. Sembrava che l'incontro sarebbe saltato. In ogni caso, il resto della giornata trascorse, rapidamente e in maniera poco piacevole, come succede quando la minaccia e la sofferenza sono in agguato. Rene era pi che capace di darmi una bella batosta. Dopo la scuola, mi diressi spedito, pi velocemente che potevo, verso le rastrelliere per le bici collocate al di fuori della scuola, ma Rene mi raggiunse. Girammo intorno alle bici, lui da un lato, io dall'altro. Sembravamo due protagonisti di uno sketch comico da cinema muto. Finch continuavo a girare, non poteva prendermi, ma la mia strategia non avrebbe funzionato per sempre. Urlai che mi dispiaceva, ma Rene non si calmava. Il suo orgoglio era ferito e voleva che la pagassi.
Mi chinai e mi nascosi dietro alcune bici, tenendo d'occhio Rene. Rene urlai mi dispiace di averti chiamato mucca'. Smettiamo di litigare. Rene cominci ad avvicinarsi di nuovo a me. Aggiunsi: Rene, mi dispiace di averlo detto. Veramente. E voglio ancora andare al cinema con te. Non era solo una tattica: la pensavo davvero cos. Altrimenti quello che  successo dopo non sarebbe successo. Rene smise di girare intorno alle bici. Poi mi fiss e scoppi in lacrime. Quindi, scapp via. Ecco com'erano i rapporti tra nativi e bianchi in breve, nella nostra piccola e dura citt. Non siamo mai andati a vedere un film insieme.
Quando il mio amico Chris si scontrava con i ragazzi nativi, non reagiva. Pensava che difendersi non fosse moralmente giustificato, cos veniva picchiato. Abbiamo occupato la loro terra mi scrisse in seguito. Era sbagliato. Non c' da stupirsi che siano arrabbiati. Nel tempo, passo dopo passo, Chris si ritir dal mondo. In parte fu colpa sua. Aveva sviluppato un odio profondo per la mascolinit e per l'agire da uomini. Vedeva l'andare a scuola, il lavorare e il trovare una ragazza come parte dello stesso processo che aveva portato alla colonizzazione del Nord America, all'orribile stallo nucleare della Guerra fredda e alla distruzione del Pianeta. Aveva letto alcuni libri sul buddismo e pensava che la negazione del proprio essere fosse eticamente necessaria, alla luce della situazione mondiale del momento. Arriv a credere che lo stesso valesse per gli altri.
Quando ero alle superiori, Chris fu, per un certo periodo, uno dei miei compagni di stanza. Una sera andammo in un bar di zona e pi tardi rientrammo a piedi. Lungo la strada, lui cominci a rompere gli specchietti laterali delle auto parcheggiate, uno dopo l'altro. Dissi: Smettila, Chris. Che cosa ci guadagni dal complicare le cose ai proprietari di queste auto?. Mi rispose che erano tutti complici della frenesia umana che stava rovinando ogni cosa e che quindi se lo meritavano. Risposi che vendicarsi di persone che stavano semplicemente vivendo una vita normale non avrebbe portato a nulla.
Anni dopo, quando frequentavo l'universit a Montral, Chris venne a trovarmi, per quella che doveva essere una visita. Mi sembr per privo di uno scopo, e come perso. Mi chiese una mano. Fin per trasferirsi da me. Allora ero gi sposato e vivevo con mia moglie Tammy e la nostra figlia di un anno, Mikhaila. A Fairview, Chris era stato amico anche di Tammy e aveva espresso il desiderio che la loro relazione andasse oltre l'amicizia. Ci complicava ulteriormente la situazione, ma non precisamente nel modo in cui si potrebbe pensare. Chris aveva infatti iniziato con l'odiare gli uomini, ma aveva finito per detestare le donne. Le bramava, ma aveva rifiutato l'istruzione, la carriera e il desiderio. Fumava pesantemente ed era disoccupato. Non sorprendeva, quindi, che non destasse grande interesse in loro. Ci lo amareggiava. Cercai di convincerlo che la strada che aveva scelto l'avrebbe semplicemente portato alla rovina. Aveva bisogno di sviluppare un po' di umilt. Aveva bisogno di costruirsi una vita.
Una sera, era il turno di Chris di preparare la cena. Quando mia moglie rientr a casa, l'appartamento era pieno di fumo. Gli hamburger stavano bruciando furiosamente nella padella. Chris era a carponi e stava cercando di riparare qualcosa che si era allentato sotto la cucina. Mia moglie conosceva i suoi trucchi. Sapeva che stava bruciando la cena di proposito, perch era risentito di dover cucinare. Era risentito per il ruolo femminile, anche se i compiti domestici erano suddivisi in maniera ragionevole, e lui lo sapeva perfettamente. Stava sistemando la cucina per avere una scusa plausibile, e persino credibile, per bruciare il cibo. Quando mia moglie not ci che stava facendo, Chris assunse il ruolo della vittima, ma era profondamente e pericolosamente furioso. Una parte di lui, e non la parte buona, era convinta di essere pi intelligente di chiunque altro. Fu un duro colpo per il suo orgoglio che Tammy potesse capire i suoi trucchi. Era una brutta situazione.
Il giorno successivo Tammy e io decidemmo di fare una passeggiata in un parco della citt. Avevamo bisogno di uscire dall'appartamento, anche se era una giornata fredda in maniera pungente, umida e nebbiosa, con quasi 35 C sotto zero. C'era vento e tutto sembrava essere nemico alla vita. Tammy disse che non ce la faceva pi a vivere con Chris. Entrammo nel parco. Gli alberi allungavano i loro rami spogli verso l'alto, nell'aria grigia e umida. Uno scoiattolo nero, senza peli sulla coda, afferr un ramo senza foglie, rabbrivid violentemente, lottando per rimanere aggrappato, nonostante il vento. Che cosa faceva l fuori al freddo? Gli scoiattoli d'inverno entrano in un sonno profondo, simile al letargo, ed escono dalla propria tana solo quando fa caldo. Poi ne vedemmo un altro e un altro e un altro e un altro e un altro. C'erano scoiattoli tutt'intorno a noi, nel parco, tutti parzialmente glabri, code e corpi simili, tutti aggrappati ai rami sferzati dal vento, tutti tremanti e mezzi congelati nel freddo mortale. Non c'era nessun altro. Era impossibile, inesplicabile. Era veramente inappropriato. Eravamo sul palcoscenico di una commedia dell'assurdo, diretta da Dio. Tammy se ne and subito dopo con nostra figlia, per trascorrere qualche giorno altrove.
Verso Natale, quello stesso anno, mio fratello minore e la sua nuova moglie arrivarono in visita dal Canada occidentale. Anche mio fratello conosceva Chris. Indossarono tutti i loro abiti invernali per prepararsi a una passeggiata nel centro di Montral. Chris si mise un lungo cappotto scuro. Poi si calc un berretto di lana nero in testa. Il cappotto era nero, cos come i pantaloni e gli stivali. Era molto alto, magro e un po' curvo. Chris scherzai. Sembri un serial killer. Quasi una maledetta premonizione. I tre rientrarono dalla passeggiata. Chris era fuori di testa. C'erano degli estranei nel suo territorio. Un'altra coppia felice: era come sale sulle sue ferite.
Cenammo, abbastanza piacevolmente. Parlammo e poi la serata giunse al termine. Ma non riuscivo a dormire. Qualcosa non andava. Era nell'aria. Alle quattro del mattino ne avevo abbastanza. Sgusciai fuori dal letto. Bussai silenziosamente alla porta di Chris ed entrai nella stanza senza aspettare una risposta. Era sveglio sul letto e fissava il soffitto, proprio come mi aspettavo. Mi sedetti accanto a lui. Lo conoscevo molto bene. Parlai con lui della sua rabbia omicida. Poi tornai a letto a dormire. La mattina successiva mio fratello mi prese da parte. Voleva parlare con me. Ci sedemmo. Mi disse: Che diavolo stava succedendo ieri sera? Non riuscivo a dormire. C'era qualcosa che non andava?. Dissi a mio fratello che Chris non stava molto bene. Non gli dissi che era fortunato a essere vivo e che lo eravamo tutti. Lo spirito di Caino aveva fatto visita alla nostra casa, ma eravamo rimasti incolumi.
Forse quella notte sentii un odore diverso, quando la morte era sospesa nell'aria. Chris aveva un odore molto acre. Si lavava di frequente, ma gli asciugamani e le lenzuola sapevano di lui. Era impossibile farli tornare puliti. Quell'odore era il prodotto di una psiche e di un corpo che non operavano in armonia. Un'assistente sociale che conosceva anche Chris mi raccont che quell'odore le era familiare. Tutti sul suo posto di lavoro lo conoscevano, anche se ne parlavano solo a bassa voce. Lo chiamavano l'odore della persona che non pu trovare lavoro.
Poco dopo questi eventi, portai a termine i miei studi di postdottorato. Tammy e io ci trasferimmo da Montral a Boston, dove nacque il nostro secondo figlio. Ogni tanto sentivo Chris al telefono. Una volta venne a trovarmi e and bene. Aveva un lavoro in un negozio di autoricambi. Stava cercando di migliorare la propria situazione e in quel momento se la cavava. Ma non dur. Non lo rividi pi a Boston. Quasi dieci anni dopo, la sera prima del suo quarantesimo compleanno, mi chiam al telefono. A quel tempo mi ero trasferito con la famiglia a Toronto. Chris aveva alcune notizie da darmi. Un racconto che aveva scritto sarebbe stato pubblicato in una raccolta edita da una piccola casa editrice. Voleva dirmelo. Scriveva bei racconti. Li avevo letti tutti. Ne discutevamo a lungo. Era anche un buon fotografo. Aveva un occhio attento e creativo. Il giorno seguente, Chris guid il suo vecchio pickup, la stessa bestia malconcia che aveva a Fairview, nella boscaglia. Fece scorrere un flessibile dal tubo di scarico nella cabina di guida. Riesco a vederlo l, a guardare attraverso il parabrezza rotto, a fumare e ad aspettare. Ne trovarono il corpo poche settimane dopo. Telefonai al padre. Il mio meraviglioso figlio singhiozz.
Di recente, sono stato invitato a partecipare a una conferenza TED in una vicina universit. Prima di me intervenne un altro professore. Era stato chiamato per via delle sue affascinanti ricerche nell'ambito dell'intelligenza computazionale. Parl invece della minaccia che gli esseri umani costituivano per la sopravvivenza del Pianeta. Come Chris e troppe altre persone, quel professore era diventato antiumano, fino al midollo. Non aveva percorso quella strada fino in fondo, come aveva fatto il mio amico, ma entrambi erano animati dallo stesso terribile spirito.
Si mise in piedi di fronte a uno schermo che mostrava l'infinita carrellata di edifici di una fabbrica cinese di prodotti elettronici che si estendeva per alcuni isolati. Centinaia di operai vestiti di bianco stavano in piedi, come robot disumani e sterili, dietro le linee di montaggio, inserendo silenziosamente il pezzo A nella fessura B. Il professore raccont al pubblico, pieno di giovani brillanti, della decisione che lui e la moglie avevano preso di fermarsi a un solo figlio. Disse che era qualcosa a cui tutti avrebbero dovuto pensare, se avessero voluto considerarsi persone etiche. Sentivo che una decisione del genere era corretta, ma solo nel suo caso particolare, in cui la scelta di non mettere al mondo nemmeno uno figlio avrebbe potuto essere persino migliore. I molti studenti cinesi presenti assistettero con distacco a quella predica. Pensavano, forse, alla fuga dei genitori dagli orrori della Rivoluzione culturale di Mao e dalla sua politica del figlio unico. Pensavano, forse, al notevole miglioramento degli standard di vita e alla libert che quelle stesse fabbriche davano loro. Alcuni espressero questi pensieri quando fu il momento delle domande.
Il professore avrebbe riconsiderato le proprie opinioni, se avesse saputo fin dove tali idee potevano condurre? Mi piacerebbe dire di s, ma non ci credo. Penso che avrebbe potuto saperlo, ma si rifiut di farlo. Forse, peggio, lo sapeva, ma non gli importava, oppure lo sapeva, ma si dirigeva proprio l, volontariamente, comunque.
Giudici autonominati dell'umanit
Non  passato molto tempo da quando la Terra sembrava infinitamente pi grande delle persone che l'abitavano. Solo alla fine dell'Ottocento il geniale biologo Thomas Huxley, strenuo difensore di Darwin e nonno di Aldous Huxley, disse al parlamento britannico che era letteralmente impossibile che l'umanit esaurisse gli oceani. Il loro potere generativo era semplicemente troppo grande, a dispetto anche delle pi assidue predazioni umane. Sono passati solo poco pi di cinquant'anni da quando Primavera silenziosa di Rachel Carson ha dato il via al movimento ambientalista.168 Cinquant'anni non sono davvero niente. Sembra ieri.
Abbiamo di recente sviluppato gli strumenti concettuali e le tecnologie che ci consentono di comprendere, anche se in modo imperfetto, l'architettura della vita. Meritiamo un po' di simpatia, quindi, per l'ipotetico oltraggio del nostro comportamento distruttivo. A volte non siamo in grado di pensare a niente di meglio. A volte s, ma non abbiamo ancora formulato alternative pratiche. Non  che la vita sia facile per gli esseri umani, dopotutto, nemmeno adesso, e solo pochi decenni fa la maggior parte degli esseri umani era affamata, malata e analfabeta.169 Possiamo contare sulle dita di una mano i decenni in cui abbiamo vissuto con le attuali condizioni di benessere, sempre crescente ovunque. Anche oggi, sono rare e fortunate le famiglie in cui almeno un membro non soffra di una malattia grave, e alla fine tutti affronteranno il problema. Facciamo del nostro meglio, per quanto possibile nella nostra vulnerabilit e fragilit, e il Pianeta  pi duro con noi di quanto noi lo siamo con lui. Potremmo essere un po' pi comprensivi con noi stessi.
Dopo tutto, gli esseri umani sono creature notevoli. Non esiste una specie simile a noi e i nostri limiti non sono poi cos evidenti. Oggi accadono cose che sembravano umanamente impossibili nel recente passato, quando ha cominciato a risvegliarsi il nostro senso di responsabilit nei confronti del Pianeta. Qualche settimana prima di scrivere queste righe, mi sono imbattuto in due video su YouTube. Uno mostrava la Medaglia d'oro olimpica per il volteggio del 1956; l'altro, la Medaglia d'argento olimpica per il volteggio del 2012. Non sembrava nemmeno lo stesso sport, n la stessa specie. Ci che McKayla Maroney fece nel 2012 sarebbe stato considerato sovrumano negli anni Cinquanta. Il parkour, uno sport derivato dall'addestramento militare francese per superare gli ostacoli,  incredibile, cos come il free running. Assisto a tali spettacoli con un'ammirazione evidente. Alcuni ragazzi saltano gi da edifici a tre piani senza ferirsi.  pericoloso e fantastico. Chi scala le gru  tanto coraggioso da turbare le menti. Lo stesso vale per gli appassionati di mountain bike estrema e di snowboard freestyle, per gli skater e per i surfisti che affrontano onde di quindici metri.
I ragazzi che avevano sparato alla Columbine High School, che abbiamo gi citato poco fa, si erano autoproclamati giudici dell'umanit proprio come aveva fatto il professore invitato a parlare alla conferenza, anche se in maniera meno estrema, e come Chris, il mio amico dannato. Per Eric Harris, il pi alfabetizzato dei due assassini, gli esseri umani erano una specie fallita e corrotta. Una volta accettato un presupposto del genere, la logica interiore si manifesta inevitabilmente. Se l'umanit  una piaga, come sostiene il naturalista e divulgatore scientifico David Attenborough,170 o un cancro, come ha affermato il Club di Roma, 171 la persona che la sradica  un eroe, un salvatore planetario, in questo caso. Un vero messia potrebbe seguire la propria logica morale rigorosa ed eliminare anche se stesso.  proprio ci che gli assassini di massa, guidati da un risentimento quasi infinito, solitamente fanno. Persino il loro stesso essere non giustifica l'esistenza dell'umanit. In realt, si uccidono proprio per dimostrare quanto il loro impegno per l'annientamento della razza umana sia puro. Nessuno nel mondo moderno potrebbe esprimere l'opinione, senza ricevere obiezioni, che l'esistenza migliorerebbe se venissero eliminati ebrei, neri, musulmani o inglesi. Perch, allora,  virtuoso proporre che il Pianeta potrebbe essere migliore se ci fossero meno persone ad abitarlo? Non riesco a fare a meno di vedere un volto scheletrico, attraversato da un ghigno inquietante, felice per una possibile apocalisse, nascondersi non molto distante da queste affermazioni. E perch molto spesso sembra proprio che sia la stessa gente che si oppone cos visibilmente al pregiudizio a sentirsi obbligata a condannare l'umanit stessa?
Ho visto studenti universitari, in particolare quelli iscritti a facolt umanistiche, subire un vero declino della propria salute mentale perch erano stati rimproverati filosoficamente da questi difensori del Pianeta per la loro stessa esistenza come membri della specie umana.  peggio, credo, per i giovani uomini. Come beneficiari privilegiati del patriarcato, i loro successi sono considerati non meritati. Come potenziali aderenti alla cultura dello stupro, sono sessualmente sospetti. Le loro ambizioni li rendono saccheggiatori della Terra. Non sono i benvenuti. Alla scuola media, alla scuola superiore e all'universit, non ottengono buoni risultati accademici. Quando mio figlio aveva quattordici anni, parlammo dei suoi voti. Stava andando molto bene, mi disse, per essere un ragazzo. Cercai di approfondire. Tutti sapevano, disse, che le ragazze vanno meglio a scuola rispetto ai ragazzi. Il tono della sua voce indicava la sorpresa di fronte alla mia ignoranza per qualcosa di cos evidente. Mentre scrivevo questa parte, ho ricevuto l'ultima edizione della rivista The Economist. La storia di copertina? Il sesso debole, ossia i maschi. Nelle universit, oggi le donne costituiscono pi del 50 per cento degli studenti in pi dei due terzi di tutte le discipline.
I ragazzi soffrono, nel mondo moderno. Sono pi disobbedienti, in negativo, o pi indipendenti, in positivo, rispetto alle ragazze, e risentono di questa differenza in tutto il percorso di studi fino all'universit. Sono meno gradevoli (la piacevolezza  un tratto della personalit associato alla capacit di comprendere gli altri, all'empatia e all'evitamento del conflitto) e meno suscettibili all'ansia e alla depressione,172 almeno dopo la pubert.173 Gli interessi dei ragazzi si orientano verso le cose; quelli delle ragazze verso le persone.174 Sorprendentemente queste differenze, fortemente influenzate da fattori biologici, sono pi pronunciate nelle societ scandinave dove l'uguaglianza di genere  stata promossa con maggior forza:  proprio l'opposto di ci che ci si aspetterebbe da chi insiste, sempre pi duramente, nel sostenere che il genere sia un costrutto sociale. Non lo . Ed  fuori discussione. Ci sono i dati a dimostrarlo.175
Ai ragazzi piace la competizione e non amano obbedire, in particolare quando sono adolescenti. Durante questo periodo sentono la spinta ad allontanarsi dalle proprie famiglie e a costruire la propria vita in maniera indipendente. C' poca differenza tra questo e sfidare l'autorit. Le scuole, istituite alla fine del XIX secolo proprio per inculcare l'obbedienza,176 non accettano di buon grado comportamenti provocatori e audaci, anche se questi sono segno della risolutezza e della capacit dell'allievo che li mette in atto. Altri fattori hanno un ruolo nel declino sociale dei ragazzi. Le ragazze, per esempio, partecipano a giochi considerati maschili, ma i ragazzi sono molto pi riluttanti a intervenire in giochi femminili. Ci accade in parte perch  ammirevole che una ragazza vinca quando gareggia con un ragazzo. Va comunque bene se perde con un ragazzo. Che un ragazzo vinca su una ragazza, per, spesso non va bene e, altrettanto spesso,  ancora peggio se perde. Immagina che un bambino e una bambina di nove anni litighino e vengano alle mani. Gi solo perch partecipa allo scontro con una bambina,  molto probabile che il bambino sia guardato con sospetto. Se vince,  patetico. Se perde, be', la sua vita potrebbe anche essere finita. Battuto da una ragazza.
Le ragazze possono vincere se raggiungono il successo nella propria gerarchia, se sono brave in ci che le ragazze, in quanto tali, apprezzano. A questa vittoria possono aggiungere anche il successo di una vittoria ottenuta nella gerarchia dei ragazzi. I ragazzi invece possono vincere solo se raggiungono il successo nella gerarchia maschile. Perderanno il proprio status, tra le ragazze e i ragazzi, se sono bravi in ci che le ragazze apprezzano. Perderanno la propria reputazione tra i ragazzi e fascino e interesse tra le ragazze. Le ragazze non sono attratte dai ragazzi che sono loro amici, anche se li apprezzano, qualunque cosa questo significhi. Sono attratte dai ragazzi che vincono competizioni con altri ragazzi e migliorano il proprio status. Se sei un maschio, in ogni caso, non puoi vincere su una femmina in maniera schiacciante come faresti con un altro maschio. I ragazzi non possono e non vogliono impegnarsi in giochi realmente competitivi con le ragazze. Non  chiaro come potranno vincere. Dato che, quindi, il gioco si trasforma in un gioco per ragazze, i ragazzi si allontanano. Le universit e le discipline umanistiche in particolare stanno per diventare un gioco da ragazze?  ci che vogliamo?
La situazione nelle istituzioni educative  molto pi problematica di quanto le statistiche di base indichino.177 A esclusione delle cosiddette facolt STEM (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica), a parte la psicologia, il rapporto tra maschi e femmine  ancora pi distorto.178 Quasi l'80 per cento degli studenti che si specializza nelle professioni della salute, della pubblica amministrazione, della psicologia e dell'istruzione, che comprendono un quarto di tutti i laureati, sono donne. La disparit , inoltre, in rapido aumento. A questo ritmo, tra quindici anni, ci saranno pochissimi uomini nella maggior parte delle facolt universitarie. Non  una buona notizia per gli uomini. Potrebbe anche essere una notizia catastrofica per loro. Ma non  una buona notizia nemmeno per le donne.
Carriera e matrimonio
Le donne che frequentano scuole di istruzione superiore a predominanza femminile trovano sempre pi difficile instaurare una relazione sentimentale di durata anche moderata. Di conseguenza, devono accontentarsi di un rapporto occasionale o di una serie di rapporti occasionali. Forse  un passo avanti, in termini di liberazione sessuale, ma ne dubito. Penso che per le ragazze sia terribile.179 Una relazione stabile e amorevole  altamente desiderabile, sia per gli uomini sia per le donne. Per le donne, per,  spesso il desiderio principale. Dal 1997 al 2012, secondo il Pew Research Center,180 il numero di donne tra i 18 ei 34 anni che ha affermato che un matrimonio di successo  una delle cose pi importanti nella vita  salito dal 28 al 37 per cento (un aumento di oltre il 30 per cento). Nello stesso periodo, il numero di giovani uomini che ha dichiarato la stessa cosa  diminuito del 15 per cento (dal 35 al 29 per cento). In quello stesso periodo, il rapporto tra persone di et superiore ai 18 anni sposate e non sposate ha continuato a diminuire, dai tre quarti del 1960 alla met di oggi.181 Infine, per gli adulti non sposati, tra i 30 ei 59 anni, ci sono probabilit tre volte maggiori negli uomini che nelle donne di affermare che non desiderano sposarsi affatto (27 contro 8 per cento).
Chi ha deciso, per, che la carriera sia pi importante dell'amore e della famiglia? Lavorare ottanta ore alla settimana in uno studio legale di alto livello vale davvero i sacrifici richiesti per quel tipo di successo? E se ne vale la pena, perch? Una minoranza di persone (per lo pi uomini che, se giudicati in base a quanto risultano gradevoli, ottengono ancora una volta un punteggio basso)  ipercompetitiva e vuole vincere a ogni costo. Una piccola percentuale trover il lavoro intrinsecamente affascinante. Ma la maggior parte non desidera questo e il denaro non sembra migliorare la vita delle persone, oltre a una certa quota minima che ci evita di indebitarci. Inoltre, la maggior parte delle donne ad alto rendimento e con reddito elevato ha partner ad alto rendimento e con reddito elevato: questo  importante soprattutto per le donne. I dati del Pew indicano anche che un coniuge con un lavoro desiderabile  una priorit elevata per quasi l'80 per cento delle donne non sposate ma in cerca di matrimonio e per meno del 50 per cento degli uomini.
Quando raggiunge i trent'anni, la maggior parte degli avvocati di sesso femminile di alto livello abbandona quella carriera tanto impegnativa.182 Solo il 15 per cento dei soci azionari dei duecento maggiori studi legali statunitensi  donna.183 Questa cifra non  cambiata molto negli ultimi quindici anni, anche se le donne associate e le rappresentanti legali sono numerose. La situazione non dipende dal fatto che gli studi legali non vogliano donne n donne di successo. C' una carenza cronica di persone eccellenti, a prescindere dal sesso, e gli studi legali cercano disperatamente di trattenerle con s.
Le donne che abbandonano quella carriera vogliono un lavoro e una vita che lasci loro un po' di tempo. Dopo la scuola di legge e il praticantato e i pochi primi anni di lavoro, sviluppano altri interessi. Ci  ben noto nelle grandi aziende, anche se non  qualcosa di cui si parli apertamente e serenamente, sia da parte degli uomini sia da parte delle donne. Di recente ho ascoltato una professoressa della McGill University tenere una conferenza, in una sala piena di donne socie di studi legali, o quasi associate, su come la mancanza di servizi per l'infanzia e le definizioni maschili di successo ostacolassero il loro avanzamento di carriera e costringessero le donne ad abbandonare quella professione. Conoscevo la maggior parte delle donne presenti in sala. Avevamo parlato a lungo. Sapevo che avevano ben chiaro che non era quello il problema. Tutte potevano contare sull'aiuto di una tata ed erano in grado di permettersela. Avevano gi affidato ad altri tutte le incombenze e le necessit domestiche. Quelle donne capivano inoltre perfettamente che era il mercato a definire il successo, non gli uomini con cui lavoravano. Se guadagni 650 dollari l'ora a Toronto perch sei un ottimo avvocato, e il tuo cliente in Giappone ti telefona alle 4 del mattino di domenica, rispondi. Subito. Rispondi subito anche se ti sei appena riaddormentata dopo aver allattato il tuo bambino piccolo. Rispondi perch un collega iperambizioso di uno studio legale di New York sarebbe felice di rispondere, se non lo fai tu, ed  per questo che  il mercato a definire il lavoro.
La disponibilit sempre pi scarsa di uomini con formazione universitaria pone un problema di crescente gravit per le donne che desiderano sposarsi o anche solo frequentare qualcuno. In primo luogo, le donne hanno una forte propensione a sposare chi  allo stesso livello o a un livello superiore nella scala del potere economico. Preferiscono un partner di status equivalente o maggiore del proprio. Ci vale in tutte le culture.184 Non  lo stesso per gli uomini, che sono perfettamente disposti a sposare anche una donna economicamente meno abbiente (come indicano i dati di Pew), sebbene mostrino una preferenza per compagne un po' pi giovani di loro. Anche la recente tendenza alla scomparsa della classe media  in aumento, dal momento che le donne benestanti sono sempre pi inclini185 ad avviare relazioni sentimentali con uomini benestanti. Per questo motivo, e a causa del declino dei posti di lavoro ben retribuiti per gli uomini che lavorano nell'industria manifatturiera (negli Stati Uniti, un uomo su sei in et da lavoro  attualmente disoccupato), il matrimonio  oggi sempre pi riservato ai ricchi. Non posso fare a meno di trovarlo divertente, anche se con un umorismo nero. L'opprimente istituzione patriarcale del matrimonio  ora diventata un lusso. Perch i ricchi opprimono se stessi?
Perch le donne vogliono un partner con un lavoro e, preferibilmente, con una posizione sociale elevata? In buona parte,  perch le donne diventano pi vulnerabili quando hanno figli. Hanno bisogno di qualcuno competente che sostenga madre e figlio, quando ci diventa necessario.  un atto compensativo perfettamente comprensibile, oltre ad avere una base biologica. Perch una donna che decide di assumersi la responsabilit di uno o pi figli cerca un altro adulto che si prenda cura di loro. Per questo, il lavoratore disoccupato  un esemplare indesiderabile e la maternit affrontata da soli un'alternativa poco allettante. I figli che vivono in famiglie con padri assenti sono quattro volte pi a rischio di povert. Ci significa che anche le loro madri sono povere. I figli che non hanno un padre accanto sono molto pi a rischio di abuso di droghe e di alcol. I figli che vivono con genitori biologici sposati sono meno ansiosi, depressi e delinquenziali rispetto a quelli che vivono con uno o pi genitori non biologici. Inoltre, i figli delle famiglie monoparentali hanno il doppio delle probabilit di suicidarsi.186
La forte svolta verso il politicamente corretto nelle universit ha esacerbato il problema. Le voci che gridano all'oppressione sono diventate pi forti, a quanto pare, in proporzione precisa a quanto le scuole sono diventate paritarie: e adesso, anche sempre pi problematiche per gli uomini. Nelle universit ci sono intere discipline apertamente ostili agli uomini. Sono gli ambiti di studio dominati dalla pretesa postmoderna e neomarxista secondo cui la cultura occidentale, in particolare,  una struttura oppressiva, creata dagli uomini bianchi per dominare ed escludere le donne e altri gruppi e che ha successo solo grazie a tale dominio ed esclusione.187
Il patriarcato: un aiuto o un pregiudizio?
Certo, la cultura  una struttura oppressiva.  sempre stato cos.  una verit fondamentale e universale dell'esistenza. Il re tirannico  un'entit simbolica, una costante archetipica. Ci che ereditiamo dal passato  intenzionalmente cieco e obsoleto.  un fantasma, una macchina e un mostro. Deve essere salvato, riparato e tenuto a bada dall'attenzione e dallo sforzo dei vivi. Ci sbriciola, mentre, a colpi di martello, ci d una forma socialmente accettabile, e spreca un grande potenziale. Ma offre anche grandi benefici. Ogni parola che proferiamo  un dono dei nostri antenati. Persino ogni nostro pensiero  stato pensato in precedenza da qualcuno pi intelligente di noi. L'infrastruttura altamente funzionale che ci circonda, in particolare in Occidente,  un dono dei nostri antenati: i sistemi politici ed economici relativamente incorrotti, la tecnologia, la ricchezza, la durata della vita, la libert, il lusso e l'opportunit. La cultura prende con una mano, ma in alcuni luoghi fortunati d di pi con l'altra. Ritenere che la cultura sia solo oppressione  da ignoranti e ingrati, oltre che pericoloso. Questo non vuol dire, come spero che questo libro abbia ormai ben chiarito, che la cultura non possa essere criticata.
Rifletti su questo punto, anche per quanto riguarda l'oppressione: ogni gerarchia crea vincitori e vinti. I vincitori sono, ovviamente, pi propensi a giustificare la gerarchia, mentre i perdenti a criticarla. Ma 1) il perseguimento collettivo di qualsiasi obiettivo cui sia stato attribuito un valore produce una gerarchia, dal momento che alcuni riusciranno meglio e altri peggio nel conseguimento del fine, a prescindere da quale esso sia, e 2)  il perseguimento degli obiettivi che in gran parte d il senso fondamentale alla vita. Sperimentiamo quasi tutte le emozioni che rendono la vita profonda e coinvolgente come una conseguenza del nostro procedere con successo verso qualcosa di profondamente desiderato e apprezzato. Il prezzo che paghiamo per questo coinvolgimento  l'inevitabile creazione di gerarchie di successo, mentre l'inevitabile conseguenza  la differenza nei risultati raggiunti. L'uguaglianza assoluta richiederebbe quindi il sacrificio del valore stesso, e pertanto non ci sarebbe nulla per cui valga la pena vivere. Potremmo invece notare con gratitudine che una cultura complessa e sofisticata consente molti giochi e molti giocatori di successo e che una cultura ben strutturata consente agli individui che la compongono di giocare e di vincere, in molti modi diversi.
Inoltre  perverso considerare la cultura come una creazione degli uomini. La cultura  simbolicamente, archetipicamente, miticamente, maschile.  questo in parte il motivo per cui ci si beve tanto facilmente l'idea del patriarcato. Ma  certamente una creazione dell'umanit, non degli uomini, per non parlare degli uomini bianchi, che comunque hanno contribuito con la loro giusta quota. La cultura europea  stata dominante solo nella misura in cui l'Europa stessa  stata dominante, per circa quattro secoli. Sulla scala temporale dell'evoluzione culturale (che occorre misurare, come minimo, in migliaia di anni) un tale periodo si registra a malapena. Inoltre, anche se le donne non hanno contribuito in modo sostanziale all'arte, alla letteratura e alle scienze prima degli anni Sessanta del Novecento e della rivoluzione femminista (in cui non credo), il ruolo che svolsero nel crescere i propri figli e lavorando nelle fattorie fu tuttavia determinante nell'educazione della prole e nella liberazione degli uomini, pochissimi, in modo che l'umanit potesse diffondersi e progredire.
Ecco una teoria alternativa: nel corso della storia, uomini e donne hanno entrambi lottato strenuamente per liberarsi dagli orrori soverchianti delle privazioni e della necessit. Le donne si trovavano spesso in svantaggio in quella lotta, poich erano vulnerabili proprio come gli uomini, con in pi il compito della riproduzione e una minore forza fisica. Oltre alla sporcizia, alla miseria, alla malattia, alla fame, alla crudelt e all'ignoranza che caratterizzavano la vita di entrambi i sessi, prima del ventesimo secolo, quando persino in Occidente le persone vivevano con meno di quello che oggi sarebbe un euro al giorno, le donne dovevano inoltre sopportare il difficile inconveniente pratico delle mestruazioni, l'alta probabilit di gravidanze indesiderate, il rischio di morire o di avere problemi gravi durante il parto e il peso di dover crescere troppi bambini piccoli. Forse questa  una ragione sufficiente a spiegare il diverso trattamento legale e pratico di uomini e donne che caratterizz la maggior parte delle societ prima delle recenti rivoluzioni tecnologiche, invenzione della pillola anticoncezionale compresa. Sarebbe bene prendere in considerazione almeno questi aspetti, prima di accettare come un'ovvia verit l'idea che gli uomini abbiano tiranneggiato le donne.
Mi sembra che la cosiddetta oppressione del patriarcato sia invece un tentativo collettivo imperfetto di uomini e donne, che si protrae da millenni, di liberarsi a vicenda dalle privazioni, dalle malattie e dalla fatica. Il caso recente di Arunachalam Muruganantham fornisce un ottimo esempio. Quest'uomo, il re dei tamponi indiano, era preoccupato perch la moglie doveva usare stracci sporchi durante il ciclo mestruale. La donna disse che si trattava di scegliere se comprare costosi assorbenti igienici o il latte per tutta la famiglia. L'uomo allora trascorse i successivi quattordici anni in preda a una sorta di follia, secondo l'opinione dei vicini, cercando di risolvere il problema. Persino la moglie e la madre lo abbandonarono, per un breve periodo, terrorizzate dall'essere diventate la sua ossessione. Quando si ritrov senza donne che si offrissero volontarie per testare il suo prodotto, Muruganantham prese a indossare una vescica piena di sangue di maiale. Evidentemente questo comportamento non poteva migliorare la popolarit o lo status dell'uomo. Oggi, per, i suoi assorbenti a basso costo, realizzati localmente, sono distribuiti in tutta l'India, prodotti da cooperative gestite da donne. Le donne che li utilizzano hanno trovato una libert che non avevano mai sperimentato in precedenza. Nel 2014 quest'uomo, che non ha completato gli studi,  stato nominato dalla rivista Time tra i cento personaggi pi influenti al mondo. Non credo che il guadagno personale sia stato la motivazione primaria di Muruganantham. Partecipa anch'egli al patriarcato?
Nel 1847 James Young Simpson us l'etere per aiutare una donna, che aveva un bacino deformato, a partorire. In seguito, pass al cloroformio, ottenendo prestazioni migliori. Nel 1853 il cloroformio era abbastanza apprezzato da essere utilizzato dalla regina Vittoria, che partor il settimo figlio sotto gli effetti della sostanza. Poco dopo, l'opzione del parto indolore fu disponibile ovunque. Alcune persone avvertirono il pericolo insito nell'opporsi a quanto Dio aveva detto alla prima donna, in Genesi 3,16: Moltiplicher i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Alcuni si opposero anche all'uso dell'anestesia per gli uomini: i giovani, semplicemente sani e coraggiosi, non ne dovevano avere bisogno. Tale opposizione fu inefficace. L'uso dell'anestesia si diffuse con estrema rapidit e molto pi rapidamente di quanto sarebbe possibile oggi. Persino importanti uomini di Chiesa ne sostennero l'uso.
Il primo tampone interno pratico - il Tampax - arriv solo negli anni Trenta. Fu inventato dal dottor Earle Cleveland Haas. Lo realizz con del cotone compresso e progett un applicatore formato da piccoli cilindri di carta. L'applicatore contribu a ridurre la resistenza al loro uso da parte di chi si opponeva pensando che inducesse le donne a toccare le proprie parti intime. All'inizio degli anni Quaranta, il 25 per cento delle donne usava gli assorbenti interni. Trent'anni dopo, era il 70 per cento. Ora sono quattro donne su cinque: le altre si affidano agli assorbenti esterni, che adesso sono superefficaci e saldamente mantenuti in posizione da adesivi efficaci, contrariamente a quelli degli anni Settanta, ingombranti, simili a pannolini per neonati e fermati da cinghie e cinturini. Muruganantham, Simpson e Haas hanno oppresso le donne o le hanno liberate? E che dire di Gregory Goodwin Pincus, che invent la pillola anticoncezionale? Come si pu affermare che questi uomini pratici, illuminati e ostinati fossero anche loro partecipi del soffocante patriarcato?
Perch insegniamo ai giovani che la nostra incredibile cultura  il risultato dell'oppressione maschile? Accecate da questo assunto centrale, diverse discipline, come la pedagogia, le scienze sociali, la storia dell'arte, gli studi di genere, la letteratura e, sempre pi, anche la giurisprudenza, trattano gli uomini come oppressori e l'attivit degli uomini come intrinsecamente distruttiva. Spesso promuovono direttamente un'azione politica, confondendola con l'istruzione. L'istituto Pauline Jewett della Carleton University di Ottawa, che si occupa di studi di genere e sulle donne, per esempio, incoraggia l'attivismo. Il Dipartimento di Studi di genere presso la Queen's University di Kingston, nell'Ontario, insegna teorie e metodi femministi, antirazzisti e queer che si focalizzano sull'attivismo come leva del cambiamento sociale, sostenendo cos il presupposto secondo cui l'educazione universitaria dovrebbe soprattutto favorire un particolare tipo di impegno politico.
Il postmodernismo e la lunga mano di Marx
Queste discipline traggono il loro pensiero da pi fonti. Tutte sono pesantemente influenzate dagli umanisti marxisti. Uno di questi fu Max Horkheimer, che negli anni Trenta svilupp la cosiddetta teoria critica. Qualunque breve sintesi delle sue idee  destinata a essere semplicistica, ma Horkheimer si considerava un marxista. Riteneva che i princpi occidentali della libert individuale o del libero mercato fossero solo maschere che servivano a camuffare le vere condizioni dell'Occidente: disuguaglianza, dominio e sfruttamento. Riteneva che l'attivit intellettuale dovesse dedicarsi al cambiamento sociale, invece che alla semplice comprensione, e sperava di emancipare l'umanit dalla schiavit. Horkheimer e la Scuola di Francoforte, prima in Germania e poi negli Stati Uniti, miravano a una critica e a una trasformazione, su vasta scala, della civilt occidentale.
Pi importante negli ultimi anni  stato il lavoro del filosofo francese Jacques Derrida, caposcuola dei postmodernisti, molto apprezzato alla fine degli anni Settanta. Derrida present le proprie idee come una forma radicalizzata di marxismo. Marx aveva tentato di ridurre la storia e la societ all'economia, considerando la cultura come l'oppressione dei poveri da parte dei ricchi. Quando il marxismo fu messo in pratica in Unione Sovietica, in Cina, in Vietnam, in Cambogia e altrove, le risorse economiche furono brutalmente ridistribuite. La propriet privata fu eliminata e le popolazioni rurali forzatamente collettivizzate. Il risultato? Decine di milioni di persone morirono. Centinaia di milioni di altre furono oppresse, come accade ancora oggi nella Corea del Nord, l'ultimo baluardo comunista. I sistemi economici che ne risultarono furono corrotti e insostenibili. Il mondo fu coinvolto in una guerra fredda prolungata ed estremamente pericolosa. I cittadini di quelle societ vissero nella menzogna, tradendo le proprie famiglie, facendo la spia nei confronti dei loro vicini, affrontando la povert, senza lamentarsi.
Le idee marxiste riscossero successo tra gli intellettuali utopisti. Uno dei principali responsabili degli orrori dei khmer rossi, Khieu Samphan, ricevette un dottorato alla Sorbona prima di diventare capo di Stato, in Cambogia, alla met degli anni Settanta. Nella sua tesi di dottorato, Samphan sosteneva che il lavoro svolto dai non-agricoltori nelle citt cambogiane era improduttivo: banchieri, burocrati e uomini d'affari non davano nulla alla societ. Succhiavano invece come parassiti il valore genuino prodotto dall'agricoltura, dalla piccola industria e dall'artigianato. Le idee di Samphan furono considerate con favore dagli intellettuali francesi che gli conferirono il dottorato. Rientrato in Cambogia, all'uomo fu offerta l'opportunit di mettere in pratica le proprie teorie. I khmer rossi evacuarono le citt cambogiane, spinsero tutti gli abitanti nelle campagne, chiusero le banche, bandirono l'uso della valuta e distrussero tutti i mercati. Un quarto della popolazione cambogiana fu ucciso nelle campagne, nei campi di sterminio.
Per non dimenticare: le idee hanno conseguenze
Quando i comunisti fondarono l'Unione Sovietica dopo la Prima guerra mondiale, era ancora possibile comprendere e perdonare chi aveva creduto nelle utopie collettiviste propinate dai nuovi leader. L'ordine sociale decaduto della fine del diciannovesimo secolo aveva dato origine alle trincee e alle stragi di massa della Grande guerra. Il divario tra ricchi e poveri era estremo e la maggior parte delle persone viveva in schiavit, in condizioni peggiori di quelle descritte pi tardi da Orwell. Sebbene l'Occidente avesse avuto notizia degli orrori perpetrati da Lenin dopo la Rivoluzione russa, era difficile valutarne le azioni da lontano. La Russia era nel caos postzarista e la notizia di un diffuso sviluppo industriale e della ridistribuzione della propriet ai servi della gleba forn un motivo di speranza. A complicare ulteriormente le cose, l'URSS e il Messico sostennero i repubblicani democratici quando scoppi la guerra civile spagnola, nel 1936. Lottarono contro i nazionalisti, fondamentalmente fascisti, che avevano rovesciato la fragile democrazia stabilita solo cinque anni prima e che avevano trovato aiuto nei nazisti tedeschi e nei fascisti italiani.
L'intellighenzia in America, in Gran Bretagna e altrove era molto contrariata dalla neutralit del proprio Paese d'origine. Migliaia di stranieri si riversarono in Spagna per combattere per i repubblicani, prestando servizio nelle Brigate internazionali. George Orwell fu uno di loro. Ernest Hemingway lavor in Spagna come giornalista e fu un sostenitore dei repubblicani. Giovani americani, canadesi e inglesi, impegnati politicamente, sentirono l'obbligo morale di smettere di parlare e iniziare a combattere.
Tutto ci distolse l'attenzione dai concomitanti eventi dell'Unione Sovietica. Negli anni Trenta, durante la Grande Depressione, i sovietici stalinisti mandarono in Siberia due milioni di kulaki, i contadini pi ricchi (quelli cio che possedevano qualche mucca, un paio di dipendenti o pochi ettari pi degli altri). Nell'ottica comunista, i kulaki avevano guadagnato le proprie ricchezze saccheggiando chi li circondava, motivo per cui meritavano quel destino. Ricchezza significava oppressione e la propriet privata era un furto. Era tempo di un po' di equit. Pi di trentamila kulaki furono fucilati sul posto. Molti di pi affrontarono il proprio destino per mano dei loro vicini pi invidiosi, risentiti e improduttivi, che si servirono degli alti ideali della collettivizzazione comunista per mascherare il proprio intento omicida.
I kulaki erano nemici del popolo, scimmie, feccia, parassiti, sudiciume e porci. Con i kulaki faremo il sapone afferm un gruppo particolarmente brutale di cittadini, mobilitato dal partito e dai comitati esecutivi sovietici, e mandato nelle campagne. I kulaki furono portati, nudi, nelle strade, picchiati e costretti a scavare le loro stesse tombe. Le donne furono stuprate. Le loro propriet furono espropriate, il che, in pratica, significava che le case venivano spogliate dal pavimento fino alle travi del soffitto e tutto veniva rubato. In molti luoghi, i contadini che non erano kulaki opposero resistenza, in particolare le donne, che circondarono e protessero con i loro corpi le famiglie perseguitate. Ma la resistenza si rivel inutile. I kulaki che non morirono furono esiliati in Siberia, spesso nel cuore della notte. I treni cominciarono a partire a febbraio, nel rigido freddo russo. All'arrivo, nella taiga desertica, li attendevano alloggi del tipo pi scadente. Molti morirono, in particolare bambini, per tifo, morbillo e scarlattina.
I kulaki parassiti erano, in generale, i contadini pi abili e laboriosi. In qualsiasi settore, una piccola minoranza di persone  responsabile della gran parte della produzione, e l'agricoltura non fa eccezione. La produzione agricola croll. Quel poco che restava veniva espropriato con la forza e portato dalla campagna nelle citt. I contadini che si recavano nei campi dopo il raccolto per prendere i chicchi di grano per le famiglie affamate rischiavano l'esecuzione. Negli anni Trenta, sei milioni di persone morirono di fame in Ucraina, il granaio dell'Unione Sovietica. Mangiare i propri figli  un atto barbarico dichiaravano i manifesti del regime sovietico.
Nonostante la presenza di pi che semplici voci di simili atrocit, l'atteggiamento di molti intellettuali occidentali nei confronti del comunismo rimaneva prevalentemente positivo. C'erano altre cose di cui preoccuparsi e la Seconda guerra mondiale vide l'alleanza tra l'Unione Sovietica e quei Paesi occidentali che si opponevano a Hitler, Mussolini e Hirohito. Alcuni occhi attenti rimanevano comunque aperti. Malcolm Muggeridge pubblic una serie di articoli che descrivevano la distruzione sovietica dei contadini gi nel 1933, per il Manchester Guardian. George Orwell cap cosa stava succedendo sotto Stalin e lo rese ampiamente noto. Nel 1945 scrisse La fattoria degli animali, una favola satirica sull'Unione Sovietica, nonostante il libro avesse incontrato notevoli resistenze alla pubblicazione. Molti di quelli che avrebbero dovuto capire meglio la situazione continuarono a non voler vedere, per molto tempo, anche dopo l'uscita del libro. In nessun luogo questo fu pi vero che in Francia, soprattutto tra gli intellettuali.
Il filosofo pi famoso della met del secolo, Jean-Paul Sartre, fu un noto comunista, sebbene non fosse un membro di partito, finch non denunci l'invasione e la repressione sovietica dell'Ungheria nel 1956. Rimase comunque un sostenitore del marxismo e non interruppe i legami con l'Unione Sovietica fino al 1968, quando i sovietici repressero violentemente i cecoslovacchi in seguito alla Primavera di Praga.
Non molto tempo dopo fu dato alla stampa Arcipelago Gulag di Aleksandr Solenicyn, di cui abbiamo parlato piuttosto approfonditamente nei capitoli precedenti. Come si  notato e come vale di nuovo la pena evidenziare, questo libro demol completamente la credibilit morale del comunismo, prima in Occidente e poi nella stessa Unione Sovietica. Circolava clandestinamente in formato samizdat, ossia stampato in proprio. I russi avevano ventiquattro ore per leggere la loro rara copia prima di consegnarla alla successiva mente in attesa. Una lettura in lingua russa del libro fu trasmessa nell'Unione Sovietica da Radio Liberty.
Solenicyn sosteneva che il sistema sovietico non sarebbe mai sopravvissuto senza la tirannia e il lavoro degli schiavi; che i semi dei suoi peggiori eccessi furono sicuramente gettati al tempo di Lenin, tuttora difeso e glorificato dai comunisti occidentali; e che era sostenuta da infinite bugie, sia individuali sia pubbliche. I peccati dell'Unione Sovietica non potevano essere ricondotti a un semplice culto della personalit, come continuavano a proclamare i suoi sostenitori. Lo scrittore document il diffuso maltrattamento dei prigionieri politici, il sistema legale corrotto e gli omicidi di massa, e mostr con grande dispiegamento di dettagli come queste non fossero aberrazioni ma espressioni dirette della filosofia comunista sottostante. Nessuno pot pi difendere il comunismo dopo Arcipelago Gulag, nemmeno i comunisti stessi.
Ci non significava che il fascino delle idee marxiste per gli intellettuali, in particolare per gli intellettuali francesi, fosse scomparso. Semplicemente, si trasform. Alcuni rifiutarono palesemente di imparare la lezione. Sartre denunci Solenicyn come un elemento pericoloso. Derrida, pi sottile, sostitu l'idea del potere all'idea del denaro e prosegu felicemente per la propria strada. Un simile gioco di prestigio linguistico dava a tutti i marxisti a stento pentiti, che ancora abitavano le torri d'avorio intellettuali dell'Occidente, la soluzione per mantenere la propria visione del mondo. La societ non era pi la repressione dei poveri da parte dei ricchi. Era oppressione di tutti da parte dei potenti.
Secondo Derrida, le strutture gerarchiche sono emerse solo per includere alcuni, i beneficiari di quella struttura, e per escludere tutti gli altri, gli oppressi. Anche questa affermazione non fu sufficientemente radicale. Derrida afferm che la divisione e l'oppressione erano state incorporate nel linguaggio, costruito nelle stesse categorie che usiamo per semplificare pragmaticamente e negoziare il mondo. Ci sono donne solo perch gli uomini vincono escludendole. Ci sono maschi e femmine solo perch i membri di quel gruppo pi eterogeneo traggono giovamento dall'escludere la ristretta minoranza di persone la cui sessualit biologica  meno definita. La scienza giova solo agli scienziati. La politica giova solo ai politici. Secondo Derrida, le gerarchie esistono perch ottengono qualcosa dall'oppressione degli esclusi.  questo guadagno illecito che consente loro di prosperare.
Derrida disse, anche se pi tardi lo neg: Il n'y a pas de hors-texte, spesso tradotto come non esiste nulla al di fuori del testo. I sostenitori del filosofo dicono che sia una traduzione errata, e che l'equivalente italiano dovrebbe essere non esiste un fuori testo. Resta comunque difficile, in entrambi i casi, leggere questa dichiarazione e affermare che significhi qualcosa di diverso da tutto  interpretazione, ed  cos che l'opera di Derrida  stata generalmente letta.
 quasi impossibile sopravvalutare la natura nichilista e distruttiva di questa filosofia. Essa mette in dubbio l'atto stesso della categorizzazione. Nega l'idea che si possano tracciare distinzioni per qualsiasi altra ragione che non sia il potere puro e semplice. Distinzioni biologiche tra uomini e donne? Nonostante l'esistenza di una schiacciante letteratura scientifica multidisciplinare che indica che le differenze tra i sessi sono fortemente influenzate da fattori biologici, per Derrida e per i suoi accoliti marxisti postmoderni la scienza  solo un altro gioco di potere, che sostiene teorie a beneficio di chi  al vertice del mondo scientifico. Non esistono fatti. La posizione gerarchica e la reputazione come conseguenze dell'abilit e della competenza? Tutte le definizioni di abilit e competenza sono semplicemente stabilite da chi ne beneficia, per escludere gli altri e per beneficiarne personalmente ed egoisticamente.
Nelle affermazioni di Derrida c' una certa verit che ne spiega la natura insidiosa. Il potere  effettivamente una forza motivazionale fondamentale. Le persone competono per arrivare ai vertici e attribuiscono importanza alla posizione nelle gerarchie di dominanza. Ma il fatto che il potere giochi un ruolo nella motivazione umana non significa che ne sia l'unico elemento e neppure il principale.  qui infatti che, in termini filosofici, si distinguono i ragazzi dagli uomini. Analogamente, come abbiamo visto a proposito della Regola 10, l'impossibilit di conoscere completamente una qualsiasi realt fa s che in tutte le nostre osservazioni ed espressioni consideriamo solo alcuni aspetti, tralasciandone altri. Ci non giustifica l'affermazione secondo cui tutto  interpretazione o secondo cui la categorizzazione  solo esclusione. Guardati dalle interpretazioni che evidenziano una singola causa e da chi le sostiene.
Anche se i fatti non possono parlare da soli, proprio come una distesa di terra che si apre davanti agli occhi di un viaggiatore non pu dirgli come attraversarla, ed esiste una miriade di modi di agire e di percepire la realt, non significa che tutte le interpretazioni siano ugualmente valide. Alcune danneggiano te stesso e gli altri. Altre ti mettono in rotta di collisione con la societ. Alcune non sono sostenibili nel tempo. Altre non ti portano dove vuoi andare. Molti di questi vincoli sono incorporati in noi, come conseguenza di miliardi di anni di processi evolutivi. Altri emergono quando siamo educati a cooperare e a competere pacificamente e produttivamente con gli altri. Altre interpretazioni ancora emergono quando, attraverso l'apprendimento, scartiamo strategie controproducenti. Un numero infinito di interpretazioni, certamente: non  diverso dal dire che esiste un numero infinito di problemi. Ma c' un numero davvero limitato di soluzioni valide. Altrimenti la vita sarebbe facile. E non lo .
Ora, ho alcune convinzioni che potrebbero essere considerate di sinistra. Penso, per esempio, che la tendenza dei beni di valore a distribuirsi con una netta disuguaglianza costituisca una minaccia sempre presente alla stabilit della societ. Penso che ci siano prove chiare di questo. Ci non significa che la soluzione al problema sia evidente. Non sappiamo come ridistribuire la ricchezza senza introdurre tutta una serie di altri problemi. Diverse societ occidentali hanno provato approcci diversi. Gli svedesi, per esempio, spingono l'uguaglianza al limite. Gli Stati Uniti scelgono la strada opposta, presumendo che la creazione di ricchezza da parte di un capitalismo pi libero per tutti sia la marea crescente che solleva tutte le barche. I risultati di questi esperimenti sono vari e i diversi Paesi si distinguono tra loro in modo molto rilevante. Le differenze storiche, geografiche, demografiche ed etniche rendono i confronti diretti molto difficili. Ma  certo che la ridistribuzione forzata delle ricchezze, in nome di un'uguaglianza utopica, sia una cura per ricoprire di vergogna la malattia.
Penso anche che la riorganizzazione, sempre pi diffusa, delle istituzioni universitarie in strutture simili a societ private sia un errore. Penso che la scienza del management sia una pseudodisciplina. Credo che il governo possa fare e faccia spesso del bene e anche che sia il giudice necessario di un piccolo insieme di regole necessarie. Nondimeno, non capisco perch la nostra societ stia fornendo finanziamenti pubblici a istituzioni ed educatori il cui obiettivo dichiarato, consapevole ed esplicito,  la demolizione della cultura che li sostiene. Queste persone hanno il perfetto diritto alle loro opinioni e azioni, se rimangono lecite. Ma non possono ragionevolmente pretendere finanziamenti pubblici. Se i radicali di destra ricevessero finanziamenti statali per operazioni politiche travestite da corsi universitari, come accade in modo palese per i radicali di sinistra, le proteste dei progressisti in tutto il Nord America diventerebbero assordanti.
Ci sono altri seri problemi in agguato nelle discipline radicali, a parte la falsit delle loro teorie e dei loro metodi e l'insistenza sul fatto che l'attivismo politico collettivo sia moralmente obbligatorio. Non c' la minima prova concreta a sostegno delle loro rivendicazioni fondamentali: che la societ occidentale sia patologicamente patriarcale; che la lezione principale della storia sia che gli uomini, piuttosto che la natura, siano stati la fonte primaria dell'oppressione nei confronti delle donne, invece che, come nella maggior parte dei casi, loro partner e sostenitori; che tutte le gerarchie siano basate sul potere e mirate all'esclusione. Le gerarchie esistono per molte ragioni - alcune verosimilmente valide, altre no - e sono incredibilmente antiche, evolutivamente parlando. I crostacei maschi opprimono i crostacei femmine? Le loro gerarchie dovrebbero essere capovolte?
Nelle societ che funzionano bene, non in relazione a un'utopia, ma in confronto ad altre culture ancora esistenti o storiche, la competenza, non il potere,  una determinante primaria dello status. Competenza. Capacit. Abilit. Non potere. Questo  ovvio sia aneddoticamente sia fattualmente. Nessuno che sia colpito da un cancro al cervello  abbastanza equanime da rifiutare le cure del chirurgo con la migliore formazione, la migliore reputazione e forse i guadagni pi alti. Inoltre, i pi validi tratti predittivi della personalit di successo a lungo termine nei Paesi occidentali sono l'intelligenza, misurata in termini di capacit cognitive o tramite test di intelligenza, e la coscienziosit, un tratto caratterizzato da impegno e metodo.188 Ci sono alcune eccezioni. Imprenditori e artisti sono pi aperti alle esperienze,189 altro aspetto fondamentale della personalit di successo, che coscienziosi. Ma l'apertura  associata all'intelligenza verbale e alla creativit: per questo l'eccezione  appropriata e comprensibile. Il potere predittivo di questi tratti, matematicamente ed economicamente parlando,  eccezionalmente alto. Una buona batteria di test cognitivi e di personalit pu aumentare la probabilit di assumere qualcuno pi competente della media dal 50 all'85 per cento. Questi sono fatti, supportati anche dagli studi condotti dalle scienze sociali, e questo ci dice pi di quanto si possa pensare, dal momento che le scienze sociali sono discipline pi efficaci di quanto i loro cinici critici siano in grado di pensare. Quindi, lo Stato non solo sostiene il radicalismo unilaterale, ma anche l'indottrinamento. Non insegniamo ai nostri figli che il mondo  piatto. N dovremmo insegnare loro teorie prive di fondamento ideologico sulla natura degli uomini e delle donne o sulla natura della gerarchia.
 ragionevole notare che la scienza pu essere influenzata dagli interessi del potere, del resto se non lo fosse i decostruzionisti non l'avrebbero abbandonata.  importante portare l'attenzione su quest'aspetto e sottolineare che le prove sono troppo spesso quelle che i potenti, inclusi gli scienziati, decidono che siano. Dopotutto, anche gli scienziati sono persone, e le persone amano il potere, proprio come le aragoste, proprio come i decostruzionisti che amano essere conosciuti per le loro idee e che si sforzano giustamente di sedersi in cima alle gerarchie accademiche. Ma ci non significa che la scienza, o anche il decostruzionismo, riguardi solo il potere. Perch credere in una cosa del genere? Perch insistere su ci? Forse la motivazione  questa: se esiste solo il potere, allora l'uso del potere diventa pienamente giustificabile. Non  possibile delimitare tale uso tramite nessuna prova, metodo, logica o necessit di coerenza. Non c' nulla al di fuori del testo che possa limitarlo. Ecco perch questa opinione permane e l'uso della forza  troppo allettante, in simili circostanze, ed  fin troppo certo il suo impiego al servizio di questa opinione. L'insano e incomprensibile insistere postmoderno sul fatto che tutte le differenze di genere sono costruite socialmente, per esempio, diventa assolutamente comprensibile quando ne cogliamo l'imperativo morale, quando il suo giustificare la forza  compreso una volta per tutte: la societ deve essere modificata, e il pregiudizio eliminato, fino a quando tutti i risultati non siano equi. Ma il fondamento del costruttivismo sociale  proprio il desiderio di quest'ultimo aspetto. Dal momento che tutte le disuguaglianze che ne risultano devono essere eliminate (la disuguaglianza  il cuore di tutti i mali), allora tutte le differenze di genere devono essere considerate come socialmente costruite. Altrimenti la spinta verso l'uguaglianza sarebbe troppo radicale e la dottrina troppo apertamente propagandistica. Quindi, l'ordine della logica  invertito, in modo che l'ideologia possa essere camuffata. Il fatto che tali affermazioni conducano immediatamente a incongruenze interne all'ideologia non viene mai affrontato. Il genere  costruito, ma un individuo che desidera un intervento chirurgico per cambiare genere va indiscutibilmente considerato un uomo intrappolato nel corpo di una donna, o viceversa. Il fatto che entrambi questi assunti non possano logicamente essere simultaneamente veri  semplicemente ignorato o razionalizzato con un'altra terrificante affermazione postmoderna: la stessa logica, insieme alla scienza,  solo una parte dell'oppressivo sistema patriarcale.
Si d anche il caso, ovviamente, che tutti i risultati non possono essere valutati come uguali. In primo luogo, i risultati devono essere ponderati. Confrontare gli stipendi delle persone che ricoprono la stessa posizione  relativamente semplice, sebbene possa essere complicato in modo significativo da variabili quali la data di assunzione e la differenza nell'offerta di lavoro in diversi periodi di tempo. Ma ci sono altri termini di paragone che sono probabilmente altrettanto rilevanti, come la durata dell'incarico, la possibilit di ottenere una promozione e l'influenza sociale. L'argomento della parit retributiva a parit di posizione complica immediatamente anche il confronto salariale oltre la gestibilit, per una semplice ragione: chi decide quali lavori sono paritari? Non  possibile. Ecco perch esiste il mercato. Anche peggiore  il problema del confronto di gruppo: le donne dovrebbero guadagnare tanto quanto gli uomini. OK. Le donne nere dovrebbero guadagnare tanto quanto le donne bianche. OK. Il salario dovrebbe essere corretto per tutti i parametri etnici? A quale livello? Quali categorie etniche sono reali?
Il National Institute of Health [Istituto nazionale della Sanit] degli Stati Uniti, per prendere un singolo esempio burocratico, riconosce indiani americani, nativi dell'Alaska, asiatici, neri, ispanici, nativi hawaiani e di altre isole del Pacifico e bianchi. Ma ci sono pi di cinquecento diverse trib di indiani americani. In base a quale possibile logica, l'indiano americano pu essere considerato una categoria? I membri tribali della Nazione Osage hanno un reddito medio annuo di 30.000 dollari, mentre quelli di Tohono O'odham ne guadagnano 11.000. Sono ugualmente oppressi? E che cosa dire delle disabilit? Le persone disabili dovrebbero guadagnare quanto le persone non disabili. OK. In apparenza, questa  una richiesta nobile, compassionevole ed equa. Ma chi si pu considerare disabile? Chi vive con un genitore con l'Alzheimer  disabile? Se non  cos, perch? E che dire di chi ha un QI pi basso? E di chi  meno attraente? E di chi  in sovrappeso? Alcune persone hanno una vita oberata da problemi che sfuggono al loro controllo, anzi una persona che, in un dato momento, non soffra di almeno una seria catastrofe  una rarit, in particolare se nell'equazione si include la famiglia. E perch non dovremmo farlo? Ecco il problema fondamentale: l'identit di gruppo pu essere frazionata fino al livello individuale. Questa frase dovrebbe essere scritta in lettere maiuscole. Ogni persona  unica e questa non  una banalit:  unica in maniera importante, significativa, sostanziale. L'appartenenza a un gruppo non pu riassumere questa particolarit. Punto.
Questa complessit non  mai affrontata e discussa dai pensatori postmoderni e marxisti. Al contrario, il loro approccio ideologico stabilisce un punto di verit, come la stella polare, e costringe tutto a ruotare attorno a quello. L'affermazione secondo cui tutte le differenze di genere sono una conseguenza dell'educazione non  dimostrabile, n indimostrabile, in un certo senso, perch la cultura pu essere esercitata con una tale forza su gruppi o individui che praticamente qualsiasi risultato  raggiungibile, se siamo disposti a sostenerne il costo. Sappiamo, per esempio, da studi specifici che due gemelli identici,190 separati alla nascita e adottati, differiranno in QI di 15 punti se il primo gemello  cresciuto in una famiglia che  pi povera dell'85 per cento delle famiglie e il secondo  cresciuto in una famiglia pi ricca del 95 per cento delle famiglie. Qualcosa di simile  stato recentemente dimostrato in rapporto alla formazione, piuttosto che alla ricchezza.192 Non sappiamo quanto costerebbe in termini di ricchezza o di formazione differenziale produrre una trasformazione pi estrema.
Questi studi implicano che probabilmente potremmo minimizzare le differenze innate tra ragazzi e ragazze, se fossimo disposti a esercitare una pressione sufficiente. Ci non garantirebbe in alcun modo che, cos facendo, riusciremmo a rendere le persone di entrambi i sessi abbastanza libere perch possano fare le proprie scelte. Ma la scelta non trova posto nel quadro ideologico: se uomini e donne agiscono, volontariamente, in modo da produrre esiti disuguali per genere, quelle stesse scelte devono essere state determinate da pregiudizi culturali. Di conseguenza, ognuno  una vittima del lavaggio del cervello, ovunque esistano differenze di genere, e il rigoroso teorico critico  moralmente obbligato a chiarire quali siano. Ci significa che quei maschi scandinavi, orientati all'uguaglianza, che non sono molto interessati alla professione dell'infermiere, hanno bisogno di ulteriore formazione. Lo stesso vale, in linea di principio, per le donne scandinave, che non amano molto l'ingegneria.193 Quale aspetto potrebbe avere una simile formazione aggiuntiva? Dove potrebbero situarsi i suoi limiti? Queste scelte vengono spesso spinte oltre qualsiasi ragionevole limite prima che qualcuno vi ponga fine. La rivoluzione culturale omicida di Mao avrebbe dovuto insegnarcelo.
Ragazzi come ragazze
 diventato un principio di un certo tipo di costruttivismo sociale quello secondo cui il mondo sarebbe di gran lunga migliore se i ragazzi fossero educati come le ragazze. Chi propone queste teorie presuppone, in primo luogo, che l'aggressivit sia un comportamento appreso, e che quindi possa semplicemente non essere insegnata, e in secondo luogo, per fare un esempio specifico, che i ragazzi dovrebbero essere educati nel modo in cui le ragazze sono state tradizionalmente educate, e dovrebbero essere incoraggiati a sviluppare qualit socialmente positive come la tenerezza, la sensibilit ai sentimenti, la cura, la collaborazione e il gusto estetico. Nell'opinione di questi pensatori, l'aggressivit si ridurr solo quando i maschi adolescenti e i giovani adulti aderiranno agli stessi standard comportamentali tradizionalmente proposti alle donne.194
Ci sono cos tanti aspetti sbagliati in quest'idea che  difficile capire da dove cominciare. Primo, si d il caso che l'aggressivit non sia semplicemente appresa. L'aggressivit c' fin dall'inizio. Esistono primordiali meccanismi biologici, per cos dire, alla base dell'aggressivit, difensiva e predatoria.195 Sono cos fondamentali che operano anche in quelli noti come gatti decorticati, animali cui  stata rimossa la corteccia cerebrale, ossia la parte pi grande ed evoluta del cervello, che costituisce la gran parte della struttura totale. Ci suggerisce non solo che l'aggressivit sia innata, ma che sia una conseguenza dell'attivit di alcune aree cerebrali di base estremamente fondamentali. Se il cervello fosse un albero, allora l'aggressivit, insieme alla fame, alla sete e al desiderio sessuale, sarebbe dislocata nel tronco stesso.
E in linea con questo, sembra che un sottogruppo di bambini maschi dell'et di due anni, circa il 5 per cento, sia piuttosto aggressivo per temperamento. Prendono i giocattoli di altri bambini, scalciano, mordono e picchiano. La maggior parte di loro risulta, tuttavia, educata in maniera efficace gi all'et di quattro anni.196 Ci non accade, per, perch sono stati incoraggiati ad agire come bambine. Al contrario, viene loro insegnato, o comunque apprendono, nella prima infanzia, a stemperare le tendenze aggressive con abitudini comportamentali pi sofisticate. L'aggressivit  alla base del desiderio di essere eccezionali e inarrestabili, di competere, vincere e di essere attivamente virtuosi, almeno in un ambito. La determinazione  il volto ammirevole e socialmente accettato dell'aggressivit. I bambini aggressivi che non riescono a raffinare il loro temperamento entro la fine dell'infanzia sono condannati all'impopolarit, perch il loro antagonismo primordiale non sar pi utile socialmente nei periodi successivi. Rifiutati dai coetanei, mancano di ulteriori opportunit di socializzazione e tendono allo status di emarginati. Quando diventano adolescenti e adulti, sono individui molto pi inclini al comportamento antisociale e criminale. Ma ci non significa affatto che l'impulso aggressivo sia privo di utilit o di valore. Come minimo,  necessario per l'autoconservazione.
L'empatia come vizio
Molte donne che visito nella mia pratica clinica, forse la maggioranza, hanno problemi sul lavoro e nella vita familiare, non perch siano troppo aggressive, ma perch non lo sono abbastanza. Nella terapia cognitivo-comportamentale si definisce il trattamento di queste persone - generalmente contraddistinte dalle caratteristiche pi femminili della gradevolezza (educazione ed empatia) e dall'instabilit emotiva (ansia e dolore emotivo) - training di assertivit.197 Le donne e, pi raramente, gli uomini insufficientemente aggressivi fanno troppo per gli altri. Tendono a trattare le persone che li circondano come se fossero bambini bisognosi e a essere ingenui. Presumono che la cooperazione dovrebbe essere la base di tutti i rapporti sociali ed evitano i conflitti, il che significa che evitano di affrontare i problemi nelle relazioni personali come pure sul lavoro. Si sacrificano continuamente per gli altri. Ci pu sembrare virtuoso ed  sicuramente un atteggiamento che ha certi vantaggi sociali, ma spesso pu diventare controproducente per loro. Dal momento che le persone troppo gentili si fanno in quattro per gli altri, non difendono abbastanza la propria posizione. Supponendo che gli altri la pensino come loro, si aspettano un atteggiamento di reciprocit per il loro agire attento. Quando ci non accade, non fanno sentire la propria voce. Non riescono a pretendere un riconoscimento.  cos che emerge il lato oscuro del loro carattere, proprio perch si sentono sopraffatte e accumulano risentimento.
Insegno alle persone eccessivamente gentili a notare quando in loro emerge il risentimento, che  un'emozione molto importante, anche se molto tossica. Ci sono due ragioni principali per cui si prova risentimento: perch si  sfruttati, e spesso si permette a qualcuno di farlo, o perch ci si rifiuta lamentosamente di assumersi la responsabilit e crescere. Se sei risentito, ricercane le ragioni. Magari parlane con qualcuno di cui ti fidi. Ti sembra di essere stato trattato male e provi risentimento come una persona immatura? Se, dopo qualche onesta riflessione, non pensi che sia cos, forse qualcuno si sta approfittando realmente di te. Ci significa che ora hai l'obbligo morale di farti sentire. Questo potrebbe voler dire che  il momento di affrontare il tuo capo, tuo marito, tua moglie, tuo figlio o i tuoi genitori. Potrebbe significare che devi raccogliere alcune prove, in maniera strategica, in modo che quando affronti l'altra persona tu possa offrirle diversi esempi, almeno tre, del suo comportamento scorretto, perch non possa sottrarsi facilmente alle accuse. Potrebbe significare che non dovrai darla vinta quando ti proporr le sue controargomentazioni. Le persone raramente ne hanno pi di quattro a portata di mano. Se rimani fermo sulla tua posizione, l'altro si arrabbia o piange o scappa. In queste situazioni  molto utile assistere al momento delle lacrime. Possono essere usate come prova della colpa di chi muove le accuse, perch, in teoria, ha ferito i sentimenti dell'altra persona, causandone la sofferenza. Ma le lacrime spesso si trasformano in rabbia. Un viso rosso  un buon indizio. Se riesci a superare le prime quattro risposte difensive e rimani irremovibile di fronte all'emozione che segue, otterrai l'attenzione dell'altra persona e, forse, il suo rispetto.  un conflitto autentico, tuttavia, e non  n piacevole n facile.
Devi anche sapere con esattezza che cosa vuoi dalla situazione ed essere pronto a esprimere con chiarezza ci che desideri.  una buona idea dire alla persona che stai affrontando esattamente ci che vorresti che facesse, invece di ci che ha fatto o che sta facendo. Potresti pensare: Se mi amasse, saprebbe che cosa deve fare.  la voce del risentimento. Supponi l'ignoranza prima della malevolenza. Nessuno ha un canale diretto con i tuoi desideri e i tuoi bisogni, nemmeno tu. Se cerchi di definire esattamente che cosa desideri, potresti scoprire che  pi difficile di quanto pensi. La persona che ti opprime probabilmente non ne sa pi di te, soprattutto su di te. Dille direttamente che cosa sarebbe preferibile, invece, dopo averlo capito tu stesso. Fai una richiesta, la pi piccola e ragionevole possibile, ma assicurati che, se ascoltata, ti possa soddisfare. Cos arriverai al momento del confronto con una soluzione, anzich solo con un problema.
Le persone gradevoli, compassionevoli, empatiche, avverse al conflitto (tutti questi tratti di solito si ritrovano associati) si lasciano calpestare dagli altri e diventano risentite. Si sacrificano per gli altri, a volte in modo eccessivo, e non riescono a capire perch non sono ricambiate. Le persone gradevoli sono accondiscendenti e questo le priva della loro indipendenza. Il pericolo associato pu essere amplificato da un'alta instabilit emotiva. Le persone gentili concorderanno con chiunque dia loro un suggerimento, invece di proseguire, almeno qualche volta, sulla propria strada. Cos smarriscono la strada e diventano indecise e troppo facilmente influenzabili. Se, inoltre, si spaventano e rimangono ferite facilmente, avranno ancora meno motivi per intraprendere il proprio cammino, perch, cos facendo, si espongono alla minaccia e al pericolo, almeno nel breve periodo. Questa  la strada del disturbo dipendente di personalit, tecnicamente parlando.198 Potrebbe essere considerato come l'esatto opposto del disturbo antisociale di personalit, ossia l'insieme dei tratti caratteristici delinquenziali nell'infanzia e nell'adolescenza e della criminalit nell'et adulta. Sarebbe bello se l'opposto di un criminale fosse un santo, ma non  cos. L'opposto di un criminale  una madre edipica, che  un altro tipo di criminale.
La madre edipica (anche i padri possono rivestire questo ruolo, ma  piuttosto raro) dice al figlio: Vivo solo per te. Fa tutto per i propri figli. Allaccia loro le scarpe, taglia il cibo e troppo spesso permette che s'infilino nel letto tra lei e il compagno. Questo  anche un buon metodo che, evitando il conflitto, permette di sottrarsi all'attenzione sessuale indesiderata.
La madre edipica fa un patto con se stessa, con i figli e con il diavolo stesso. L'accordo  questo: Pi di ogni altra cosa, non lasciarmi mai. In cambio, far tutto per te. Mentre invecchierai senza maturare, diventerai inutile e amareggiato, ma non dovrai mai assumerti alcuna responsabilit, e tutto ci che farai di sbagliato sar sempre colpa di qualcun altro. I figli possono accettarlo o rifiutarlo, e in questo sta la loro scelta.
La madre edipica  la strega nella storia di Hansel e Gretel. Nella favola, i due bambini hanno una nuova matrigna. La donna ordina al marito di abbandonare i figli nella foresta, perch  in corso una carestia e lei pensa che i bambini mangino troppo. L'uomo obbedisce alla moglie, porta i figli nel fitto del bosco e li abbandona al loro destino. Vagando, affamati e soli, i due bambini incontrano un miraggio. Una casa. Non una semplice casa, una casa di marzapane. Una persona che non sia troppo premurosa, empatica, comprensiva e cooperativa sarebbe scettica e si domanderebbe: Non  troppo bello per essere vero?. Ma i bambini sono troppo giovani e troppo disperati.
All'interno della casa c' una vecchina gentile, che soccorre i bambini sconvolti, sfiora gentilmente le loro teste e pulisce i nasi gocciolanti:  tutta seno e fianchi, pronta a farsi in quattro per soddisfare tutti i loro desideri, in un attimo. D da mangiare ai bambini tutto ci che vogliono, ogni volta che vogliono, e senza che loro facciano alcuno sforzo. Ma offrire quel tipo di assistenza la rende affamata. Cos mette Hansel in una gabbia, perch ingrassi. Lui la prende in giro, facendole credere di essere ancora magro e offrendole un vecchio ossicino quando la vecchia cerca di tastargli la gamba per capire se  tenera come desidera. La megera, alla fine,  troppo disperata per aspettare ancora e decide di accendere il forno e di prepararsi a cucinare e a mangiare l'oggetto delle sue cure. Gretel, che apparentemente non  stata sottomessa da attenzioni soffocanti, approfitta di un momento di distrazione e spinge la gentile vecchia nel forno. I bambini scappano e si ricongiungono al padre, profondamente pentito delle proprie azioni malvagie.
In una famiglia come quella, il taglio pi pregiato del bambino  lo spirito, che viene sempre consumato per primo. Troppa protezione devasta l'anima in via di sviluppo.
La strega nella favola di Hansel e Gretel  la Madre Terribile, la met oscura del simbolico femminile. Profondamente sociali come siamo nella nostra essenza, tendiamo a vedere il mondo come una storia, i cui personaggi sono madre, padre e figlio. Il femminile, nel complesso,  la natura sconosciuta oltre i confini della cultura,  creazione e distruzione:  il braccio protettivo della madre e l'elemento distruttivo del tempo, la bella madre vergine e la vecchia strega che abita nella palude. Alla fine dell'Ottocento, questa entit archetipica fu confusa con una realt oggettiva e storica da un antropologo svizzero di nome Johann Jakob Bachofen. Bachofen sostenne che l'umanit era passata attraverso una serie di fasi di sviluppo nel corso della storia.
La prima fase, a grandi linee, dopo un inizio un po' anarchico e caotico, fu Das Mutterrecht [Il matriarcato],199 una societ in cui le donne occupavano le posizioni dominanti in quanto a potere, rispetto e onore, dove regnavano il libero amore e la promiscuit e mancava ogni certezza di paternit. La seconda, il dionisiaco, fu una fase di transizione, nella quale queste fondamenta matriarcali originarie furono rovesciate e il potere fu preso dagli uomini. La terza fase, l'apollineo, regna ancora oggi. Il patriarcato  dominante e ogni donna appartiene esclusivamente a un uomo. Le idee di Bachofen divennero profondamente influenti, in certi ambienti, nonostante l'assenza di prove storiche che le supportassero. L'archeologa Marija Gimbutas, per esempio, negli anni Ottanta e Novanta afferm con successo che una cultura pacifica centrata sulle divinit femminili e sulle donne caratterizz l'Europa neolitica.200 Afferm che tale cultura fu soppiantata e soppressa dall'arrivo di una cultura gerarchica guerriera, che pose le basi della societ moderna. La storica dell'arte Merlin Stone propose lo stesso argomento nel proprio libro Quando Dio era una donna.201 Tutte queste idee essenzialmente archetipiche e mitologiche divennero pietre miliari per la teologia del movimento delle donne e per gli studi del femminismo degli anni Settanta. Cynthia Eller, che scrisse un libro critico nei confronti di queste idee, The Myth of Matriarchal Prehistory [Il mito della preistoria matriarcale], defin questa teologia una bugia nobilitante.202
Carl Jung si era confrontato gi decenni prima con le idee di Bachofen relative al matriarcato primordiale. Jung si era reso presto conto, tuttavia, che la progressione evolutiva descritta dal pensatore svizzero rappresentava una realt psicologica piuttosto che storica. Vide nel pensiero di Bachofen gli stessi processi di proiezione della fantasia immaginativa sul mondo esterno che avevano condotto a popolare il cosmo con costellazioni e divinit. In Storia delle origini della coscienza203 e La Grande Madre,204 il collaboratore di Jung, Erich Neumann, estende l'analisi del collega. Neumann traccia la genesi della coscienza, simbolicamente maschile, e la contrappone alle origini simbolicamente femminili, materiali, di madre e matrice, incorporando la teoria freudiana della genitorialit edipica in un modello archetipico pi ampio. Per Neumann e per Jung, la coscienza, sempre simbolicamente maschile, anche nelle donne, lotta per raggiungere la luce, verso l'alto. Il suo sviluppo  doloroso e provoca ansia, perch porta con s la comprensione della propria vulnerabilit e della propria morte. La tentazione di ricadere nella dipendenza e nell'incoscienza e di gettare via il proprio fardello esistenziale  continua.  sostenuta in questo desiderio patologico da tutto ci che si oppone all'illuminazione, all'articolazione, alla razionalit, all'autodeterminazione, alla forza e alla competenza: da tutto ci che protegge troppo e quindi soffoca e divora. Proprio l'iperprotezione  l'incubo familiare edipico di Freud, che noi stiamo rapidamente trasformando in politica sociale.
La Madre Terribile  un simbolo antico. Si manifesta, per esempio, nella forma di Tiamat, nella pi antica storia scritta mai ritrovata, il poema teogonico e cosmogonico mesopotamico Enuma Eli [Quando in alto]. Tiamat  la madre di tutte le cose, sia degli dei sia degli uomini.  l'ignoto e il caos e la natura che d origine a tutte le forme. Ma  anche la divinit drago femminile che distrugge i propri figli, quando uccidono incautamente il padre e cercano di vivere sui suoi resti mortali. La Madre Terribile  lo spirito dell'incoscienza incurante, che tenta lo spirito sempre impegnato della consapevolezza e dell'illuminazione, attirandolo verso l'abbraccio protettivo degli inferi.  il terrore che i giovani uomini provano nei confronti delle donne attraenti, che sono la natura stessa, sempre pronte a respingerli, intimamente, al livello pi profondo possibile. Niente ispira l'autocoscienza, mina il coraggio e alimenta i sentimenti di nichilismo e di odio pi di questo, tranne, forse, l'abbraccio troppo stretto della mamma eccessivamente premurosa.
La Madre Terribile appare in molte favole e in molte storie per adulti. Nella Bella addormentata,  la fata cattiva, la natura oscura in s: Malefica, nella versione Disney. I regali genitori della principessa Aurora non invitano questa forza notturna al battesimo della loro bambina. Proteggono in maniera eccessiva la loro creatura, quindi, dal lato distruttivo e pericoloso della realt, preferendo che cresca non turbata da queste cose. Cosa ottengono in cambio? Al momento della pubert, la figlia  ancora incosciente. Lo spirito maschile, il principe,  sia un uomo che potrebbe salvarla, strappandola dai genitori, sia la sua stessa coscienza, imprigionata dalle macchinazioni del lato oscuro della femminilit. Quando quel principe scappa e raggiunge la fata cattiva, questa si trasforma nel drago del Caos stesso. Il simbolico maschile la sconfigge con la verit e con la fede, poi ritrova la principessa, aprendole gli occhi con un bacio.
Potremmo obiettare, com' stato fatto con Frozen, altro film Disney, che una donna non ha bisogno di un uomo che la salvi. Potrebbe essere vero, e potrebbe non esserlo. Pu darsi che solo la donna che vuole o ha un figlio abbia bisogno di un uomo che la salvi, o almeno che la sostenga e l'aiuti. In ogni caso,  certo che una donna ha bisogno di consapevolezza per salvarsi e, come abbiamo notato sopra, la coscienza  simbolicamente maschile fin dall'alba dei tempi, nella forma sia dell'ordine sia del logos. Il principe potrebbe essere un amante, ma potrebbe anche essere l'attenta accortezza, la chiara visione e la tenace indipendenza della donna stessa. Quelli sono tratti maschili: nella realt, oltre che simbolicamente, dal momento che gli uomini sono, in media, meno teneri e meno gentili delle donne ma anche meno inclini all'ansia e alla sofferenza emotiva. E per ribadirlo di nuovo: 1) questo  vero soprattutto in quelle nazioni scandinave dove sono stati fatti passi pi decisi verso l'uguaglianza di genere; 2) le differenze non sono piccole rispetto agli standard con cui queste cose sono misurate.
La relazione tra il maschile e la coscienza  rappresentata, simbolicamente, anche nella Sirenetta. Ariel, l'eroina,  piuttosto femminile, ma ha anche un forte spirito di indipendenza. Per questo motivo  la preferita dal padre, anche se  quella che gli crea pi problemi. Il padre Tritone  il re, che rappresenta il noto, la cultura e l'ordine (con una leggera caratterizzazione da reggente oppressivo e tiranno). Dal momento che l'ordine  sempre minacciato dal caos, Tritone ha un avversario, Ursula, un polipo tentacolare: un serpente, una gorgone, un'idra. Dunque, Ursula rientra nella stessa categoria archetipica della strega Malefica, della regina gelosa in Biancaneve e i sette nani, della matrigna di Cenerentola, della Regina di Cuori di Alice nel Paese delle Meraviglie, di Crudelia de Mon della Carica dei 101, di Madame Medusa delle Avventure di Bianca e Bernie e di Madre Gothel in Rapunzel.
Ariel vuole una storia d'amore con il principe Eric, che in precedenza ha salvato da un naufragio. Ursula inganna Ariel, in modo che, per tre giorni, la sirenetta sia priva della voce, in cambio della possibilit di vivere come un essere umano. Ursula sa perfettamente, tuttavia, che Ariel senza voce non sar in grado di instaurare una relazione con il principe. Senza la facolt di parlare, senza il logos, senza il Verbo divino, rimarr sott'acqua, incosciente, per sempre.
Quando Ariel non riesce a entrare in contatto con il principe Eric, Ursula le ruba l'anima e la colloca nella sua vasta collezione di creature avvizzite e deformi, ben protette dalle sue grazie femminili. Quando il re Tritone si presenta per riavere la figlia, Ursula gli propone un'offerta terribile: potr prendere il posto di Ariel. Certamente l'eliminazione del re saggio, che rappresenta, per sottolinearlo ancora, il lato benevolo del patriarcato, era il nefasto obiettivo di Ursula da sempre. Ariel viene liberata, ma Tritone  ora ridotto all'ombra patetica di se stesso. Inoltre Ursula ora possiede il tridente magico di Tritone, la fonte del suo potere divino.
Fortunatamente per tutti gli interessati, il principe Eric ritorna, distraendo la malvagia regina del mondo sotterraneo con un arpione. Ci d l'opportunit ad Ariel di attaccare Ursula, che reagisce assumendo proporzioni mostruose, proprio come aveva fatto Malefica. Ursula scatena un'enorme tempesta, mentre si prepara a uccidere Ariel, ma Eric requisisce una nave distrutta e la colpisce con forza con il bompresso. Tritone, liberato e ringiovanito, trasforma la figlia in un essere umano, perch possa pu rimanere con Eric. Perch una donna diventi completa, affermano tali storie, deve creare una relazione con la coscienza maschile e resistere al mondo terribile, che a volte si manifesta, principalmente, nella forma della madre troppo presente. Un uomo reale pu aiutarla in questo, in una certa misura, ma  meglio, per tutti gli interessati, se nessuno  troppo dipendente dall'altro.
Un giorno, quand'ero piccolo, stavo giocando a softball con alcuni amici. Le squadre erano composte da ragazzi e ragazze. Eravamo tutti abbastanza grandi perch i ragazzi e le ragazze iniziassero a interessarsi gli uni degli altri. Lo status quindi diventava sempre pi rilevante e importante. Il mio amico Jake e io stavamo per venire alle mani e ci spingevamo l'un l'altro vicino al box di battuta, quando mia madre pass da quelle parti. Era a una certa distanza, a una trentina di metri circa, ma da come la postura del suo corpo cambi compresi subito che sapeva che cosa stava succedendo. Di certo, la videro anche gli altri bambini. Ci pass accanto. Sapevo che quanto aveva visto l'aveva ferita. Una parte di lei era preoccupata pensando che sarei potuto tornare a casa con il naso sanguinante e un occhio nero. Sarebbe stato piuttosto facile per lei anche solo urlare: Ehi, ragazzi, smettetela!. O raggiungerci e mettersi tra noi. Ma non lo fece. Alcuni anni dopo, quando da adolescente avevo problemi con mio padre, mia madre comment: Se fosse troppo bello qui a casa, non te ne andresti mai.
Mia madre  una persona dal cuore buono.  empatica, collaborativa e gentile. A volte lascia che gli altri la trattino male. Quando rientrava dal lavoro dopo essere stata a casa con noi, quando eravamo piccoli, per lei era difficile tenere testa agli uomini. A volte ci le creava risentimento, anche nei confronti di mio padre, che tende spesso a fare ci che vuole e quando vuole. Nonostante tutto, non  una madre edipica. Ha incoraggiato l'indipendenza dei propri figli, anche se ci spesso  stato difficile per lei. Ha fatto la cosa giusta, anche se questo l'ha fatta soffrire.
Fatti forza, piccola serpe
Trascorsi un'estate della mia giovent nella prateria canadese del Saskatchewan, lavorando insieme a un gruppo di manovali su una linea ferroviaria. In quel gruppo di soli uomini ogni nuovo arrivato veniva messo alla prova dagli altri nel corso delle prime due settimane di lavoro. Molti di loro erano nativi del Northern Cree, ragazzi generalmente tranquilli e rilassati, finch non bevevano troppo e non riaffioravano vecchi rancori. Entravano e uscivano di prigione, come la maggior parte dei loro parenti. Per loro non era motivo di vergogna: lo consideravano semplicemente un aspetto del sistema creato dall'uomo bianco. Inoltre, in inverno in prigione faceva caldo e il cibo era fornito regolarmente e in abbondanza. Una volta prestai 50 dollari a uno dei ragazzi Cree. Invece di ripagare il debito, mi offr un paio di reggilibri che ancora possiedo, ricavati da alcuni binari originali delle ferrovie del Canada occidentale. Furono meglio dei soldi che mi spettavano.
Quando si presentava per la prima volta un ragazzo nuovo, gli altri lavoratori gli affibbiavano inevitabilmente un nomignolo offensivo. Quando fui accettato nel gruppo, mi chiamarono Howdy-Doody, come una nota marionetta di legno di un programma televisivo degli anni Settanta, cosa che ancora m'imbarazza leggermente ammettere. Quando domandai il perch di quel soprannome, chi l'aveva trovato mi disse, argutamente e incredibilmente: Perch non gli assomigli. Gli uomini che svolgono lavori manuali sono spesso estremamente divertenti, in maniera caustica, pungente e offensiva (come abbiamo visto nella Regola 9). Si punzecchiano sempre a vicenda, in parte per divertimento, in parte per segnare punti nell'eterna battaglia per il dominio reciproco, ma in parte anche per vedere come reagisce l'altro quando  sottoposto a stress sociale. Fa parte del processo di valutazione del carattere, cos anche il cameratismo. Quando funziona bene, ovvero quando tutti incassano e restituiscono i colpi, e quando sono in grado di incassare e ribattere,  un aspetto molto importante che permette agli uomini che lavorano per vivere di sopportare o anche di divertirsi a posare binari e a lavorare su piattaforme petrolifere, come boscaioli, nelle cucine dei ristoranti e in tutti gli altri lavori caldi, sporchi, fisicamente impegnativi e pericolosi che sono ancora svolti quasi interamente dagli uomini.
Non molto tempo dopo aver iniziato a lavorare con il personale ferroviario, il mio soprannome fu cambiato in Howdy. Fu un grande progresso, perch non era pi legato in maniera tanto evidente a quello stupido burattino. L'uomo che fu assunto dopo di me non fu altrettanto fortunato. Si present con un grazioso contenitore per il pranzo, il che fu un errore, in quanto i sacchetti di carta marrone erano la scelta giusta e non pretenziosa. Il suo contenitore invece era un po' troppo bello e un po' troppo nuovo. Sembrava che la madre l'avesse acquistato e preparato per lui. Cos, divent il suo nome. Portapranzo non era un tipo simpatico. Si lamentava di tutto e aveva un brutto atteggiamento. Era sempre colpa di qualcun altro. Era permaloso e non aveva buoni riflessi.
Portapranzo non riusciva ad accettare il proprio soprannome, n a trovare il proprio posto al lavoro. Quando qualcuno si rivolgeva a lui, aveva un atteggiamento di sdegnosa irritazione e affrontava anche il lavoro nello stesso modo. Non era divertente stare in sua compagnia e lui non riusciva ad accettare nessuna battuta. Questo  fatale, quando si lavora in squadra. Dopo circa tre giorni di malumore e un'aria di superiorit forzata, inizi a dover sopportare noie che andavano ben oltre il soprannome. Lavorava stizzosamente lungo i binari, circondato da una settantina di uomini, sparsi per circa mezzo chilometro. All'improvviso un sassolino appariva dal nulla, attraversando l'aria, diretto al suo elmetto. Un colpo ben assestato produceva un suono sordo, che regalava una profonda soddisfazione a tutti gli spettatori silenziosi. Nemmeno questo riusciva a migliorare l'umore del ragazzo. Allora, i ciottoli diventarono pi grandi. Portapranzo si lasciava coinvolgere in qualche lavoro e si dimenticava di fare attenzione. Poi, un sasso ben lanciato lo colpiva sulla zucca, producendo un'esplosione di furia irritata e inefficace. Una sensazione di svago tranquillo si diffondeva lungo la linea ferroviaria. Dopo alcuni giorni di questo trattamento, Portapranzo svan, non pi saggio ma con qualche livido in pi rispetto a quando era arrivato.
Gli uomini applicano un codice di comportamento reciproco, quando lavorano insieme. Svolgi il tuo lavoro, fai la tua parte, resta sveglio e presta attenzione. Non lamentarti e non fare il permaloso. Difendi gli amici. Non fare il ruffiano o la spia. Non essere schiavo di regole stupide. Nelle immortali parole di Arnold Schwarzenegger: Non fare la femminuccia. Non dipendere da nessuno. Per nulla. Mai. Punto. I dispetti sono una prova per entrare a far parte di un gruppo di lavoro: sei tosto, divertente, competente e affidabile? In caso contrario, vattene. Semplice. Non ci dispiace per te. Non vogliamo sopportare il tuo narcisismo e non vogliamo svolgere il tuo lavoro.
Qualche decennio fa, il culturista Charles Atlas realizz una famosa pubblicit, sotto forma di una striscia a fumetti, dal titolo L'insulto che ha fatto di Mac un uomo, che si trovava in quasi tutti i giornalini illustrati, letti in gran parte dai ragazzi. Mac, il protagonista,  seduto su un telo da spiaggia in compagnia di un'attraente giovane donna. Un bullo corre l accanto e lancia della sabbia su di loro. Mac protesta. L'altro uomo, molto pi grande, lo afferra per un braccio e dice: Ascolta. Ti spaccherei la faccia, solo che sei cos magro che potrei spazzarti via. Il bullo si allontana. Mac dice alla ragazza: Quel bullo! Paregger i conti un giorno. La ragazza assume una posa provocante e dice: Oh, non ti preoccupare, piccolo. Mac torna a casa, osserva il proprio fisico patetico e acquista il programma di Atlas. Ben presto ha un fisico nuovo. Quando va nuovamente in spiaggia, colpisce il bullo sul naso. La ragazza, che ora lo ammira, si aggrappa al suo braccio. Oh, Mac! dice. Sei un vero uomo.
Questa pubblicit  famosa per una buona ragione. Riassume la psicologia sessuale umana in sette semplici tavole. Il giovane, troppo debole,  imbarazzato e impacciato. Che cosa pu fare? Viene umiliato da altri uomini e, peggio, di fronte a donne desiderabili. Invece di affogare nel risentimento e di chiudersi nel proprio seminterrato a giocare ai videogiochi in mutande, coperto di briciole di patatine, si regala quella che Alfred Adler, il collega pi pratico di Freud, ha definito una fantasia compensativa.205 L'obiettivo di una simile fantasia non  tanto il soddisfacimento dei desideri, quanto l'illuminazione che ci permette di vedere un autentico percorso di crescita. Mac prende seriamente in considerazione il proprio fisico da spaventapasseri e decide di costruirsi un corpo pi forte. Ancora pi importante, mette in azione il proprio piano. S'identifica con la parte di s che  in grado di oltrepassare il suo stato attuale e diventa l'eroe della sua stessa avventura. Torna in spiaggia e colpisce il bullo sul naso. Mac vince. E cos vince anche quella che alla fine diventa la sua fidanzata. E cos vincono anche tutti gli altri.
 un chiaro vantaggio per le donne che gli uomini non sopportino di dover dipendere gli uni dagli altri. Parte del motivo per cui cos tante donne della classe operaia oggi non si sposano, come abbiamo accennato,  perch non vogliono dover badare a un uomo, oltre ai figli, mentre lavorano. Non  sbagliato. Una donna dovrebbe prendersi cura dei propri figli, anche se questo non esaurisce i suoi compiti. E un uomo dovrebbe prendersi cura di una donna e dei figli, anche se non  tutto ci che rientra nei suoi doveri. Ma una donna non dovrebbe badare a un uomo, perch deve prendersi cura dei figli, e un uomo non dovrebbe essere un bambino. Ci significa che un uomo non deve essere dipendente da una donna. Questo  uno dei motivi per cui gli uomini hanno poca pazienza con gli uomini che non sono indipendenti. E non dimentichiamo: le donne perfide possono produrre figli dipendenti, sostenere e persino sposare uomini dipendenti, ma le donne sveglie e consapevoli vogliono un partner sveglio e consapevole.
 per questo motivo che Nelson Muntz dei Simpson  cos necessario per il piccolo gruppo sociale che circonda il figlio antieroe di Homer, Bart. Senza Nelson, il re dei bulli, la scuola sarebbe presto infestata da un risentito e permaloso Milhouse, da un narcisista e intellettuale Martin Princes, dal cicciottello bambino tedesco che ingurgita cioccolato e dall'infantile Ralph Winchester. Muntz  un bambino punitivo, duro e autosufficiente, che usa il proprio disprezzo per decidere quale tipo di comportamento immaturo e patetico non pu essere tollerato. Parte della genialit dei Simpson sta nel rifiuto degli autori di tratteggiare Nelson semplicemente come un bullo irriducibile. Abbandonato dal padre indegno, trascurato, per fortuna, dalla sconsiderata sgualdrina che  la madre, Nelson non se la cava poi male, tutto sommato. Suscita anche un interesse romantico nell'iperprogressista Lisa, con grande sgomento e confusione di lei, attrazione che nasce pi o meno dallo stesso meccanismo della storia di Cinquanta sfumature di grigio che ha reso il libro un best seller mondiale.
Quando la tenerezza e l'essere innocui diventano le uniche virt consapevolmente accettabili, allora la durezza e il dominio inizieranno a esercitare un fascino inconscio. In parte ci significa che, se gli uomini subiscono troppe pressioni perch si femminilizzano, allora diventeranno sempre pi interessati a un'ideologia politica dura e fascista. Fight Club, forse il film pi fascista realizzato negli ultimi anni a Hollywood, con la possibile eccezione della serie di Iron Man, fornisce un perfetto esempio di quest'inevitabile attrazione. L'ondata populista a sostegno di Donald Trump negli Stati Uniti  parte dello stesso processo, come lo , in forma molto pi sinistra, la recente ascesa di partiti politici di estrema destra, anche in Paesi moderati e liberali come l'Olanda, la Svezia e la Norvegia.
Gli uomini devono diventare pi forti. Gli uomini lo pretendono e le donne lo vogliono, anche se forse non approvano l'atteggiamento duro e sprezzante che  parte integrante del processo sociale che alimenta e poi consolida quella forza. Ad alcune donne non piace lasciar andare i figli maschi, quindi li tengono con s per sempre. Ad alcune donne non piacciono gli uomini e preferiscono un compagno sottomesso, anche se inutile. Ci fornisce loro anche molti motivi per autocompiangersi. I piaceri di questa autocommiserazione non dovrebbero essere sottovalutati.
Gli uomini si rafforzano spingendosi oltre i propri limiti e spalleggiandosi a vicenda. Quando ero adolescente, i ragazzi avevano molte pi probabilit di rimanere coinvolti in incidenti stradali rispetto alle ragazze ed  ancora cos. Questo accadeva perch erano spesso impegnati a sfidarsi in gare ed evoluzioni automobilistiche, di notte, nei parcheggi ghiacciati. Si sfidavano nel drag racing e guidavano fuoristrada sulle colline. C'erano pi probabilit che si scontrassero fisicamente, marinassero la scuola, rispondessero agli insegnanti e abbandonassero gli studi, perch erano stanchi di alzare la mano per avere il permesso di andare in bagno quando erano grandi e abbastanza forti per lavorare sulle piattaforme petrolifere. Erano pi propensi a correre in moto sui laghi ghiacciati in inverno. Come gli skater, come chi si arrampica sulle gru e come i free runner, facevano cose pericolose, cercando di rendersi utili. Quando questo va troppo oltre, i ragazzi e gli uomini scivolano nel comportamento antisociale, che  molto pi diffuso tra i maschi che tra le femmine.206 Ci non significa che ogni manifestazione di audacia e di coraggio sia criminale.
Quando i ragazzi facevano i testacoda nei parcheggi, stavano testando i limiti delle loro auto, ma anche le loro abilit come guidatori e la loro capacit di controllo in una situazione incontrollabile. Quando rispondevano agli insegnanti, si opponevano all'autorit, per capire se esistesse un'autorit reale: il tipo di autorit su cui si potrebbe fare affidamento, in linea di principio, in una situazione di crisi. Quando lasciavano la scuola, andavano a lavorare come manovali sulle piattaforme petrolifere a 40 C sotto zero. Non era la debolezza ad allontanare tanti ragazzi dalla scuola, dove probabilmente li aspettava un futuro migliore. Era la forza.
Se sono sane, le donne non vogliono ragazzi. Vogliono uomini. Vogliono qualcuno con cui misurarsi, qualcuno con cui vedersela. Se sono toste, vogliono qualcuno che sia pi tosto di loro. Se sono intelligenti, vogliono qualcuno pi intelligente. Desiderano qualcuno che porti in tavola qualcosa che loro non sono gi in grado di procurarsi. Per questo, spesso,  difficile per le donne forti, intelligenti e attraenti trovare un compagno: non ci sono in giro molti uomini che riescano a superarle tanto da essere considerati desiderabili, che abbiano, come dice una ricerca, reddito, istruzione, fiducia in se stessi, intelligenza, dominio e posizione sociale pi elevati dei loro.207 Lo spirito che interferisce quando i ragazzi cercano di diventare uomini, quindi, non  pi amico della donna che dell'uomo. Obietta, altrettanto violentemente e ipocritamente: Non puoi farlo,  troppo pericoloso quando le ragazze cercano di reggersi da sole sulle proprie gambe. Nega la consapevolezza.  antiumano, desideroso del fallimento, geloso, risentito e distruttivo. Nessuno che sia veramente dalla parte dell'umanit si alleerebbe con qualcosa del genere. Nessuno che miri a elevarsi si permetterebbe di essere posseduto da una cosa simile. E se pensi che gli uomini duri siano pericolosi, aspetta di vedere di che cosa sono capaci gli uomini deboli.
Lascia in pace i ragazzi che fanno skate.
I nomi e altri dettagli sono stati modificati per ragioni di privacy.
37-28/28 = 9/28 = 32 per cento.
 35-29/35 = 6/35 = 17 per cento.


REGOLA 12
SE INCONTRI UN GATTO PER STRADA, FERMATI AD ACCAREZZARLO
ANCHE I CANI NON SONO MALE

Comincio questo titolo, mettendo subito in chiaro che possiedo un cane, uno spitz americano, una delle molte varianti dello spitz. Erano conosciuti come spitz tedeschi fino a quando la Prima guerra mondiale viet di ammettere che dalla Germania potesse venire qualcosa di buono. Gli spitz americani sono cani bellissimi, con un muso aguzzo da lupo, orecchie dritte, un manto lungo e folto e una coda arricciata. Sono anche molto intelligenti. Il nostro cane si chiama Sikko, che secondo mia figlia che gli ha dato questo nome significa ghiaccio in Inuit, e impara molto rapidamente, anche adesso che  vecchio. Di recente ha compiuto tredici anni e io gli ho insegnato una nuova acrobazia. Sapeva gi come dare una stretta di zampa e come tenere un oggetto in equilibrio sul naso. Gli ho insegnato a fare entrambe le cose nello stesso momento. Per, non mi  chiaro se si diverta a farle.
Abbiamo preso Sikko per mia figlia, Mikhaila, quando lei aveva circa dieci anni. Era un cucciolo infinitamente carino. Il naso e le orecchie erano piccole, il muso rotondo, aveva grandi occhi e quando si muoveva era buffissimo: queste caratteristiche sollecitano automaticamente un comportamento di cura da parte degli esseri umani, maschi e femmine.208 Fu di sicuro il caso di Mikhaila che era occupata anche a prendersi cura di pogone, gechi, pitoni reali, camaleonti, iguane e di un coniglio gigante di Fiandra, lungo 80 centimetri per 10 chili di peso, di nome George, che mordicchiava ogni cosa in casa e scappava spesso, con grande preoccupazione di chi ne avvistava le gigantesche impronte nel piccolo giardino della propria casa cittadina. Mikhaila aveva tutti questi animali perch era allergica ai pi tipici animali domestici, a eccezione di Sikko, che aveva il vantaggio aggiunto di essere un cane ipoallergenico.
Sikko si  conquistato numerosi soprannomi, che spaziano su un'ampia gamma di diversi toni emotivi e riflettono sia l'affetto che suscita in noi sia la nostra occasionale frustrazione per le sue abitudini bestiali. Scumdog [cane canaglia]  probabilmente il mio preferito, ma mi ricordo anche di Rathound [segugio da ratti], Furball [palla di pelo] e Suck-dog [cane ruffiano]. I bambini ne usavano molti altri, ne abbiamo contati cinquanta, ma il soprannome preferito da Mikhaila era Snorbs [piccolo folletto domestico]. Lo usava per salutarlo dopo una lunga assenza. Per un effetto migliore, il nome deve essere pronunciato con una voce sorpresa e un tono acuto.
Sikko aveva anche un proprio hashtag Instagram, #JudgementalSikko.
Sto raccontando del mio cane invece di scrivere direttamente dei gatti perch non voglio incorrere in un fenomeno noto come paradigma dei gruppi minimali, scoperto dallo psicologo sociale Henri Tajfel.209 Tajfel port i soggetti della propria ricerca in laboratorio e li fece accomodare di fronte a uno schermo su cui proiett, per brevi attimi, diversi punti. Ai soggetti fu chiesto di stimare quanti fossero. Poi Tajfel classific i soggetti in sovrastimatori e sottostimatori, oltre che in accurati e non accurati, e li suddivise in gruppi a seconda della performance. In seguito domand di dividere del denaro tra i membri di tutti i gruppi.
Tajfel rilev che i soggetti mostravano una marcata preferenza per i componenti del proprio gruppo, rifiutando una strategia distributiva egalitaria e ricompensando sproporzionatamente le persone con cui s'identificavano. Altri ricercatori hanno suddiviso le persone in gruppi utilizzando strategie ancora pi arbitrarie, come il lancio di una moneta. Non era importante, persino quando i soggetti venivano messi al corrente del criterio in base al quale erano stati formati i gruppi. Le persone continuavano a favorire i membri del loro stesso gruppo.
Gli studi di Tajfel dimostrarono due cose: prima di tutto, che le persone sono esseri sociali; in secondo luogo, che le persone sono antisociali. Le persone sono esseri sociali perch apprezzano i membri del proprio gruppo. Sono antisociali perch non amano i membri degli altri gruppi. L'esatto motivo per cui ci accade continua a essere argomento di dibattito. Penso che potrebbe essere un modo di trovare una soluzione a un complesso problema di ottimizzazione. Un problema simile insorge, per esempio, a causa del contrasto tra cooperazione e competizione, entrambi atteggiamenti desiderabili, sia socialmente sia psicologicamente. La cooperazione porta sicurezza, tranquillit e compagnia. La competizione favorisce la crescita personale e di status. Se, per, un dato gruppo  troppo piccolo,  privo di potere o di prestigio, non pu respingere gli altri gruppi. Di conseguenza, non  utile far parte di quel gruppo. Se  troppo numeroso, per, la possibilit di arrivare in cima, o in prossimit della cima, diminuisce. Quindi, diventa difficile procedere. Forse le persone s'identificano nei gruppi formati da un lancio di moneta perch desiderano profondamente organizzarsi e proteggersi e perch continuano ad avere una certa ragionevole possibilit di scalare la gerarchia di dominio. Quindi, favoriscono il proprio gruppo, perch prosperi, dal momento che scalare qualcosa che sta crollando non  certo un'utile strategia.
In ogni caso,  per via della scoperta dei gruppi minimali di Tajfel che ho iniziato questo capitolo, con un titolo che parla di gatti, descrivendo invece il mio cane. Diversamente, il semplice fatto di aver menzionato un gatto nel titolo sarebbe stato abbastanza per mettere contro di me molti amanti dei cani, solo perch non ho incluso questi ultimi tra gli animali da accarezzare. Dal momento che anch'io amo i cani, non c' motivo per cui mi debba esporre a tutto questo. Quindi, se quando incontri un cane per strada, ti piace fermarti ad accarezzarlo, non sentirti obbligato a odiarmi. Stai pur certo, invece, che sono dalla tua parte. Vorrei inoltre scusarmi con tutte le persone che amano i gatti e che adesso si sentono prese in giro perch speravano di leggere una storia di gatti ma si sono ritrovati a sentir parlare di cani. Forse saranno rassicurate se dico che i gatti chiariscono meglio il punto che desidero affrontare e che alla fine parler di loro. Prima, per, vorrei passare ad altri argomenti.
La sofferenza e i limiti dell'Essere
L'idea che la vita sia sofferenza  un punto fondamentale, in una forma o nell'altra, di ogni principale dottrina religiosa, come abbiamo gi visto. I buddisti lo affermano chiaramente. I cristiani lo rappresentano con la croce. Gli ebrei ricordano la sofferenza che hanno patito nei secoli. Una simile argomentazione caratterizza universalmente le principali confessioni perch gli esseri umani sono intrinsecamente fragili. Possono rimanere feriti, e persino essere distrutti, emotivamente e fisicamente, e sono soggetti alle devastazioni dell'et e della perdita. Tutto ci  triste e per questo  ragionevole chiedersi come possiamo aspettarci di prosperare e di essere felici o persino desiderare di esistere, a volte, in simili condizioni.
Recentemente, stavo parlando con una paziente il cui marito aveva superato con successo una battaglia contro il cancro durata ben cinque anni. Entrambi avevano resistito notevolmente e con coraggio per questo tempo. La terribile malattia dell'uomo, per, manifest la tendenza alla metastasi e, di conseguenza, gli fu diagnosticata una breve aspettativa di vita.  forse ancora pi difficile ricevere notizie terribili come questa, quando attraversi ancora la fragile condizione del recupero, dopo aver affrontato con successo le cattive notizie che ti erano state date in precedenza. La tragedia, in un momento come questo, sembra particolarmente ingiusta.  il genere di cose che ti pu far perdere la fiducia anche nella stessa speranza. Spesso basta a provocare un autentico trauma. La mia paziente e io parlammo di diversi argomenti, alcuni filosofici e astratti, altri pi concreti. Condivisi con lei alcune mie riflessioni sui perch e sulle conseguenze della vulnerabilit umana.
Quando mio figlio Julian aveva circa tre anni, era particolarmente carino. Adesso ha vent'anni in pi, ma  ancora piuttosto carino, un complimento che sono sicuro gli far piacere leggere. Grazie a lui, ho riflettuto molto sulla fragilit dei bambini piccoli. Un bambino di tre anni si pu far male facilmente. Pu essere morsicato da un cane, investito da un'auto o spinto a terra da bambini maleducati. Pu ammalarsi. Julian era soggetto a febbre alta e al delirio che talvolta le si accompagna. A volte ho dovuto portarlo con me nella doccia per raffreddarne la temperatura corporea quando aveva le allucinazioni, o addirittura cercava di colpirmi, mentre era febbricitante. Ci sono poche cose che rendono pi difficile accettare le limitazioni fondamentali dell'esistenza umana di quanto possa fare un bambino malato.
Anche Mikhaila, che ha un anno e qualche mese pi di Julian, ha avuto i suoi problemi. Quando aveva due anni, ero solito mettermela sulle spalle e portarla in giro. Ai bambini piace. Dopo, per, quando la rimettevo a terra, si sedeva e piangeva. Cos smisi di prenderla in groppa. Quest'accortezza sembr porre fine al problema, con un'eccezione in apparenza minore. Mia moglie, Tammy, disse che c'era qualcosa che non andava nell'andatura di Mikhaila. Tammy pens che avesse qualcosa a che fare anche con la reazione della piccola, quando la prendevo sulle spalle.
Mikhaila era una bambina solare con cui era molto facile andare d'accordo. Un giorno, quando vivevamo a Boston e lei aveva circa quattordici mesi, la portai con Tammy e i suoi genitori a Cape Cod. Quando arrivammo, io e Mikhaila restammo in auto. Eravamo sui sedili anteriori: lei era sdraiata al sole e farfugliava qualcosa. Mi chinai per sentire che cosa dicesse.
Felice, felice, felice, felice, felice.
Ecco com'era.
Quando arriv ai sei anni, per, cominci a diventare triste. Era difficile farla alzare dal letto, la mattina. S'infilava i vestiti molto lentamente. Quando andavamo a piedi da qualche parte, lei rimaneva indietro. Si lamentava che i piedi le facevano male e le scarpe non andavano bene. Le comprammo dieci diverse paia di calzature ma non serv a nulla. And a scuola e se la cav e si comport correttamente. Ma quando tornava a casa e vedeva la mamma, scoppiava a piangere.
Ci eravamo appena trasferiti da Boston a Toronto e attribuimmo questi cambiamenti allo stress del trasloco. Ma la situazione non miglior. Mikhaila cominci a salire e a scendere le scale, uno scalino alla volta. Cominci a muoversi come una persona anziana. Si lamentava se la prendevi per mano. Una volta, molto tempo dopo, mi chiese: Pap, quando ero piccola e tu giocavi a questo  il ditino bello' con me, era previsto che mi facessi male?. Certe cose si scoprono con il tempo.
Un dottore del centro medico di zona ci disse: A volte i bambini soffrono per dolori della crescita. Sono normali, ma potreste pensare di portarla da un fisioterapista. Cos facemmo. Il fisioterapista cerc di far ruotare il tallone di Mikhaila, ma senza riuscirci. C'era qualcosa che non andava. Ci disse: Vostra figlia soffre di artrite reumatoide giovanile. Non era quello che volevamo sentire. Non ci piacque quel fisioterapista. Tornammo allora al centro medico, dove un altro dottore ci consigli di portare Mikhaila all'ospedale specializzato in malattie infantili di Toronto. Il dottore disse: Portatela al Pronto soccorso, cos riuscirete a ottenere una visita in tempi brevi con un reumatologo. Mikhaila soffriva di artrite. Il fisioterapista, latore di notizie sgradite, aveva ragione. Trentasette articolazioni colpite. Una forma severa di artrite idiopatica giovanile poliarticolare (AIG). La causa? Sconosciuta. La prognosi? Protesi articolari multiple.
Quale razza di Dio potrebbe creare un mondo dove pu accadere una cosa del genere? E in particolare a una bimba innocente e felice?  una questione di importanza assolutamente fondamentale, per chi crede e anche per chi non crede. Questo argomento, insieme a molti altri temi difficili,  affrontato nei Fratelli Karamazov, il grande romanzo di Dostoevskij di cui abbiamo iniziato a parlare nella Regola 7. Dostoevskij esprime i propri dubbi sull'appropriatezza dell'Essere tramite il personaggio di Ivan che, se ricordi,  il fratello eloquente, bello e raffinato e allo stesso tempo il pi grande avversario del monaco novizio Ala. Non  Dio che non accetto. Comprendi questo dice Ivan. Non accetto il mondo che Egli ha creato, questo mondo di Dio, con cui sono in disaccordo.
Ivan racconta ad Ala la storia di una bambina che viene punita dai genitori. La chiudono in un freddissimo gabinetto esterno alla casa, per tutta la notte, una storia che Dostoevskij lesse su un giornale dell'epoca. Riesci a immaginarti quei due che dormono tranquilli mentre la figlia piange per tutta la notte? dice Ivan. E immagina la ragazzina: incapace di comprendere che cosa le accade, mentre si batte il piccolo petto ghiacciato e piange lacrime sommesse, pregando il buon Ges' perch la tiri fuori da quel posto orribile... Ala: se in qualche modo ti venisse promesso che il mondo potr finalmente raggiungere una pace completa e totale, ma solo a condizione che tu torturi un bambino piccolo - diciamo, quella ragazzina che stava congelando nel gabinetto... lo faresti?. Ala obietta. No, non lo farei dice, piano.210 Non farebbe ci che Dio sembra consentire a ruota libera.
Anni fa compresi qualcosa che aveva a che fare con questo, riguardo a Julian, che allora aveva tre anni. Pensai: Amo mio figlio. Ha tre anni:  piccolo, carino e buffo. Ma sono anche preoccupato per lui, perch potrebbe soffrire. Se avessi il potere di cambiare questa situazione, che cosa potrei fare?. Pensai: Potrei farlo diventare alto 6 metri invece dei 100 centimetri che misura adesso. Nessuno potrebbe spingerlo allora. Potrebbe essere fatto di titanio, invece che di carne e ossa. Quindi, se un moccioso gli tirasse un camion giocattolo in testa, a lui non importerebbe. Potrebbe avere un cervello potenziato da un computer. E anche se in qualche modo si danneggiasse, le parti potrebbero immediatamente essere sostituite. Problema risolto!. Ma no, il problema non  affatto risolto, e non solo perch queste cose al momento sono impossibili. Rafforzare artificialmente Julian corrisponderebbe a distruggerlo. Non sarebbe pi un bambino di tre anni, ma un freddo robot d'acciaio. Non sarebbe Julian, ma un mostro. Attraverso queste riflessioni sono arrivato a comprendere che ci che amiamo davvero in una persona non si pu separare dai suoi limiti. Julian non sarebbe stato carino e tenero se non fosse anche stato contemporaneamente esposto alla malattia, alla perdita, alla sofferenza e all'ansia. Dal momento che lo amavo tantissimo, decisi che andava bene cos com'era, nonostante la sua fragilit.
Con mia figlia fu pi difficile. Mentre la malattia progrediva, cominciai a portarla a cavalluccio, non sulle spalle, quando uscivamo a piedi. Cominci ad assumere naprossene e metotrexato per via orale: l'ultimo  un potente agente chemioterapico. Si sottopose a molte iniezioni di cortisolo, a polsi, spalle, anche, gomiti, ginocchia, caviglie, dita, dita dei piedi, tendini, tutte sotto anestesia generale. Questo serv temporaneamente ma la malattia continuava a progredire. Un giorno Tammy port Mikhaila allo zoo, su una sedia a rotelle.
Non fu una bella giornata.
La reumatologa sugger il prednisone, un corticosteroide, da tempo in uso per combattere l'infiammazione. Ma il prednisone ha molti effetti collaterali, non ultimo un grave edema facciale. Non eravamo sicuri che fosse meglio dell'artrite, non per una ragazzina. Per fortuna, se questa  la parola giusta, la reumatologa ci parl di un nuovo farmaco. Era gi stato usato in precedenza, ma solo sugli adulti. Cos Mikhaila fu la prima bambina canadese ad assumere etanercept, un farmaco biologico, appositamente studiato per le malattie autoimmuni. Per sbaglio, con le prime iniezioni, Tammy le somministr una dose dieci volte superiore alla prescrizione. E Mikhaila guar. Qualche settimana dopo la gita allo zoo, correva in ogni direzione mentre giocava nel campionato di calcio giovanile. Tammy trascorse l'intera estate a guardarla correre.
Volevamo che Mikhaila assumesse il maggior controllo possibile sulla sua vita. Il denaro l'aveva sempre motivata molto. Un giorno la trovai fuori casa che vendeva ai passanti i libri che aveva letto da piccola. Una sera le chiesi di sedersi e le dissi che le avrei dato 50 dollari se fosse riuscita a farsi l'iniezione da sola. Aveva otto anni. Ci prov per trentacinque minuti, tenendo la mano con l'ago vicina alla coscia. Poi lo fece. La volta successiva le diedi 20 dollari e solo dieci minuti di tempo. Poi fu la volta di 10 dollari per cinque minuti. Ci attestammo sui 10 dollari per un po'. Fu un affare.
Nel giro di qualche anno Mikhaila non ebbe pi sintomi. La reumatologa sugger che cominciassimo a scalare i farmaci. Alcuni bambini guariscono dall'AIG quando comincia la pubert. Nessuno sa perch. Lei cominci ad assumere il metotrexato in pillole, invece delle iniezioni. Le cose funzionarono per quattro anni. Poi, un giorno, cominci a farle male il gomito. La riportammo in ospedale. Hai solo un'articolazione attivamente artritica disse l'assistente della reumatologa. Per noi non era solo una. Due  molto pi di una, ma una  molto pi di zero. Una significava che non era guarita dall'artrite, nonostante la pausa. Quella notizia la butt gi per un mese, ma continu a frequentare il corso di danza e a giocare a palla con gli amici nella via di fronte a casa.
Il successivo settembre la reumatologa aveva alcune altre cose spiacevoli da dirci, quando Mikhaila cominci la terza superiore. Una risonanza magnetica rivel una degenerazione dell'articolazione dell'anca. La dottoressa disse a Mikhaila: Dovrai ricorrere a una protesi d'anca prima dei trent'anni. Forse il danno si era consumato prima che l'etanercept facesse il miracolo? Non lo sapevamo. Fu una notizia infausta. Un giorno, qualche settimana dopo, Mikhaila stava giocando a street hockey nella palestra della scuola. La sua anca si blocc e lei dovette uscire dal campo zoppicando. Cominci a farle male sempre pi. La reumatologa disse: Parte del tuo femore sembra priva di vita. Hai bisogno di una protesi all'anca adesso.
Mentre sedevo con la mia paziente e lei mi parlava dell'avanzare della malattia del marito, discutemmo della fragilit della vita, della catastrofe dell'esistenza e del nichilismo che lo spettro della morte evoca. Cominciai con i pensieri su mio figlio. Lei domand, come chiunque nella sua situazione: Perch mio marito? Perch me? Perch questo?. Quanto avevo compreso della stretta connessione tra la vulnerabilit e l'Essere era la risposta migliore che avevo da darle. Le raccontai una vecchia storia ebraica, che credo sia parte del commentario della Torah. Comincia con una domanda, strutturata come un koan zen. Immagina un Essere onnisciente, onnipresente e onnipotente. Che cosa gli manca?.211 La risposta? Il limite.
Se tu sei gi tutto, ovunque, sempre, non esiste un posto in cui tu possa andare e nulla che tu possa diventare. Tutto ci che potrebbe essere  gi e ogni cosa che potrebbe accadere  gi accaduta. Ed  per questo, si dice, che Dio ha creato l'uomo. Niente limite, niente storia. Niente storia, niente Essere. Quest'idea mi ha aiutato ad affrontare la terribile fragilit dell'Essere. Aiut anche la mia paziente. Non voglio sopravvalutarne l'importanza. Non voglio affermare che ci in qualche modo rende tutto accettabile. Lei si trovava ancora ad affrontare il cancro che aveva colpito il marito, proprio come io ancora mi confrontavo con la terribile malattia di mia figlia. Ma  importante riconoscere che l'esistenza e il limite sono inestricabilmente connessi.
Trenta raggi si uniscono in un mozzo:
ma  il foro centrale che rende utile la ruota.
Plasmiamo la creta per fare un vaso,
ma  il vuoto all'interno che lo rende utile
Senza una porta, non si pu entrare in una stanza,
e senza una finestra  buio.
Tale  l'utilit del non essere.212
Una simile comprensione  emersa, pi recentemente, nel mondo della cultura pop, con l'evoluzione dell'icona culturale di Superman. Il supereroe fu creato nel 1938 da Jerry Siegel e Joe Shuster. All'inizio Superman era in grado di spostare auto, treni e anche navi. Riusciva a correre pi veloce di una locomotiva. Poteva superare con un balzo edifici altissimi. Nei quarant'anni successivi alla sua creazione, per, il potere di Superman cominci a crescere. Alla fine degli anni Sessanta, era in grado di volare pi veloce della luce. Aveva un superudito e una vista a raggi X. Riusciva a emettere raggi incandescenti dagli occhi. Poteva congelare oggetti e generare uragani con il respiro. E se rimaneva ferito, in qualche modo, guariva immediatamente. Superman divenne invulnerabile.
Poi accadde qualcosa di strano. Cominci ad annoiarsi. Pi le sue capacit diventavano incredibili, pi difficile diventava pensare a qualcosa di interessante da fargli fare. La casa editrice DC super il problema una prima volta negli anni Quaranta. Superman divenne vulnerabile alla radiazione prodotta dalla kryptonite, un materiale salvatosi dalla distruzione del suo pianeta. Alla fine ce n'erano pi di venti tipi. La kryptonite verde indeboliva Superman. A un dosaggio sufficiente, poteva anche ucciderlo. Quella rossa gli provocava un comportamento strano. La kryptonite rossa e verde gli provocava una mutazione, come la comparsa di un terzo occhio sul retro della testa.
Erano necessari altri stratagemmi perch le storie di Superman continuassero a essere coinvolgenti. Nel 1976 avrebbe dovuto combattere contro Spiderman. Fu il primo scontro tra supereroi che coinvolgeva la Marvel Comics di Stan Lee, con i suoi personaggi meno idealizzati, e DC, che aveva creato Superman e Batman. Ma la Marvel doveva aumentare i poteri di Spiderman in combattimento perch lo scontro fosse plausibile. Ci infrangeva le regole del gioco. Spiderman  l'Uomo Ragno perch ha i poteri di un ragno. Se gli viene improvvisamente concesso un altro potere, non  pi Spiderman. La trama cade in pezzi.
Negli anni Ottanta Superman soffriva di un'inevitabile e terminale sindrome da deus ex machina. A volte, per esempio, la Marvel Comics salva una storia fallimentare in questa esatta maniera. Lifeguard, per esempio,  un personaggio di X-Men che pu sviluppare qualunque potere sia necessario a salvare una vita.  molto utile che sia nei paraggi. Gli esempi abbondano nella cultura popolare. Alla fine dell'Ombra dello Scorpione di Stephen King, per esempio (attenzione, spoiler!), Dio in persona distrugge i cattivi della storia. L'intera nona stagione della soap opera Dallas in seguito si rivel un sogno. I fan protestano di fronte a queste scelte, e a ragione. Sono stati truffati. Le persone che seguono una storia sono disposti a crederci finch i limiti che rendono la storia possibile sono coerenti e congrui. Gli scrittori, da parte loro, accettano di attenersi alle premesse iniziali. Quando gli scrittori imbrogliano, i fan si annoiano. Vogliono gettare il libro nel camino e lanciare un mattone contro lo schermo della TV.
E questo  stato il problema di Superman: svilupp poteri tanto estremi da poter essere il proprio deus ex machina in ogni situazione, in ogni momento. Di conseguenza, negli anni Ottanta, il marchio quasi mor. L'artista e scrittore John Byrne ne avvi una nuova versione con successo, mantenendo la biografia di Superman ma privandolo di molti dei nuovi superpoteri. Non poteva pi sollevare pianeti n ignorare una bomba H. Divent inoltre dipendente dal sole per il proprio potere, come un vampiro al contrario. Acquis qualche ragionevole limite. Un supereroe che pu fare qualunque cosa si rivela tutto il contrario di un eroe. Non ha alcun potere in particolare, quindi non  nulla. Non ha nulla contro cui combattere, quindi non pu essere degno di ammirazione. Un essere di qualunque ragionevole genere sembra aver bisogno di un limite. Forse perch l'Essere necessita del Divenire, cos come della semplice esistenza statica: e diventare significa trasformarsi in qualcosa di pi, o almeno in qualcosa di diverso. Ci  possibile solo per qualcosa di limitato.
Giusto.
Ma che cosa dire allora della sofferenza causata da questi limiti? Forse i limiti necessari per l'Essere sono tanto estremi che l'intero progetto dovrebbe essere distrutto. Dostoevskij espresse molto chiaramente quest'idea con la voce del protagonista di Memorie dal sottosuolo: In una parola, tutto si pu dire della storia universale, tutto quel che pu venire in mente alla pi sfrenata immaginazione. Solo una cosa non si pu dire: che sia ragionevole. Vi rimarrebbe la parola in gola.213 Il Mefistofele di Goethe, l'avversario dell'Essere, dichiara esplicitamente la propria opposizione alla creazione divina nel Faust, come abbiamo visto. Anni dopo, Goethe scrisse Faust, Urfaust. Mefistofele ribadisce il proprio credo, in una forma leggermente diversa, solo per insistere sul punto:214
Passato e puro nulla sono la stessa cosa!
A che pro dunque l'eterno creare!
Per far sparire il creato nel nulla?
 passato! Che senso si ricava?
 come se non fosse stato affatto,
eppure gira in tondo, come fosse.
Per me io preferisco il Vuoto eterno.
Chiunque pu comprendere queste parole, quando un sogno va in frantumi, un matrimonio finisce o un familiare  colpito da una malattia devastante. Come pu la realt essere tanto insopportabile? Come pu essere?
Forse, come suggerirono i ragazzi di Columbine (vedi Regola 6), sarebbe meglio non esistere del tutto. Forse sarebbe persino meglio se non ci fosse un Essere. Ma chi giunge alla precedente conclusione flirta con il suicidio e chi giunge alla seconda flirta con qualcosa di peggio, qualcosa di veramente mostruoso. Queste persone accarezzano l'idea di distruggere ogni cosa. Giocano con il genocidio e anche peggio. Anche le regioni pi buie hanno angoli ancora pi oscuri. E ci che  veramente orribile  che queste conclusioni sono comprensibili, forse persino inevitabili, seppure non sia inevitabile che si trasformino in azione. Che cosa pensa, per esempio, una persona ragionevole di fronte alla sofferenza di un bambino? Non  proprio la persona ragionevole ed empatica alla cui mente si presentano simili pensieri? Come pu un buon Dio permettere che questo mondo esista?
Potrebbero essere conclusioni logiche. Comprensibili. Ma nascondono un tranello orribile. Le azioni intraprese a partire da queste conclusioni, se non gli stessi pensieri, fatalmente rendono una brutta situazione persino peggiore. Odiare la vita, disprezzarla, anche solo per l'autentica sofferenza che infligge, serve semplicemente a rendere la vita stessa peggiore, insopportabilmente peggiore. Questa non  una protesta. Non c' niente di bene in tutto ci, solo il desiderio di causare sofferenza per il gusto della sofferenza stessa.  la vera essenza del male. Le persone che arrivano a pensarla cos sono a un passo dal caos totale. A volte semplicemente mancano loro gli strumenti adatti. Altre volte, come Stalin, tengono il dito sul bottone che potrebbe far deflagrare un'esplosione nucleare.
Ma esiste una qualsiasi alternativa coerente, considerati gli evidenti orrori dell'esistenza? L'Essere di per s, con le zanzare della malaria, i bambini-soldato e le malattie neurodegenerative, pu davvero essere giustificato? Non sono sicuro che avrei potuto rispondere appropriatamente a questa domanda nel diciannovesimo secolo, prima che gli orrori totalitari del ventesimo secolo colpissero milioni di persone. So che questi dubbi risulterebbero moralmente inammissibili senza l'Olocausto e le purghe sovietiche e il catastrofico Grande balzo in avanti di Mao.215 Non credo inoltre che sia possibile rispondere alla domanda semplicemente pensando. Pensare porta inesorabilmente all'abisso. Non funzion per Tolstoj. Forse non funzion nemmeno per Nietzsche che indubbiamente, su questi argomenti, ebbe le idee pi chiare di chiunque altro nella storia. Ma se nelle situazioni pi disperate non possiamo affidarci al pensiero, che cosa ci rimane? Il pensiero, dopo tutto,  la pi alta conquista umana, no?
Forse no.
Qualcosa soppianta il pensiero, nonostante il suo fantastico potere. Quando l'esistenza si rivela intollerabile, il pensiero collassa. In situazioni simili, nel profondo degli abissi, ci che funziona  notare, non pensare. Forse puoi iniziare notando ci: quando ami qualcuno, non accade nonostante i suoi limiti, ma proprio in virt di questi. Certo,  complicato. Non devi innamorarti di ogni difetto e semplicemente accettarlo. Non devi smettere di tentare di migliorare la tua vita n accettare semplicemente la sofferenza. Ma sembra che quando cerchiamo di migliorare le cose incontriamo limiti oltre i quali non dovremmo andare, se non a costo di sacrificare la nostra stessa umanit. Certo, una cosa  dire l'Essere necessita di limiti e accettare felicemente la situazione quando il sole splende e tuo padre non soffre di Alzheimer, i tuoi figli sono sani e il tuo matrimonio  felice. Ma quando le cose vanno male?
Sfacelo e sofferenza
Mikhaila rimase sveglia molte notti, in preda al dolore. Quando il nonno venne a farci visita, le diede un po' dei suoi farmaci che contenevano codeina. Allora lei riusc a dormire. Ma non a lungo. La nostra reumatologa, che fu determinante nell'alleviare i sintomi di Mikhaila, raggiunse l'apice del proprio coraggio quando si occup della sofferenza di nostra figlia. Una volta aveva prescritto oppiacei a una ragazzina che poi ne divent dipendente. Giur di non farlo mai pi. Domand: Hai mai provato l'ibuprofene?. Mikhaila impar sulla propria pelle che i dottori non sanno ogni cosa. L'ibuprofene per lei fu come una briciola di pane per un uomo affamato.
Parlammo con un nuovo dottore che ascolt con attenzione. Poi aiut Mikhaila. Prima le prescrisse lo stesso farmaco con codeina che prendeva il nonno. Fu coraggioso. I medici subiscono molta pressione perch evitino di prescrivere oppiacei, in particolare ai ragazzi giovani. Ma gli oppiacei funzionano. Ben presto, per, quel farmaco non bast pi. Mikhaila cominci allora ad assumere ossicodone, un oppiaceo noto come l'eroina dei campagnoli. Il farmaco limit la sofferenza ma port altri problemi. Una settimana dopo che Mikhaila cominci ad assumere il farmaco, Tammy la port fuori a pranzo. Sembrava fosse ubriaca: pronunciava frasi confuse e muoveva la testa avanti e indietro. Non era una bella situazione.
Mia cognata  un'infermiera che si occupa di cure palliative. Pens che avremmo potuto aggiungere il Ritalin, un'anfetamina utilizzata spesso per i bambini iperattivi, all'ossicodone. Il Ritalin ripristin la lucidit di Mikhaila e serv anche da parziale antidolorifico. Ma il dolore divent sempre pi straziante. Cominci a cadere a terra. Poi l'anca si blocc di nuovo, questa volta nella metropolitana, un giorno in cui la scala mobile non funzionava. Il fidanzato la port su per le scale in braccio. Poi prese un taxi per tornare a casa. La metropolitana non era pi un mezzo di trasporto affidabile. A marzo comprammo per Mikhaila uno scooter 50. Era pericoloso permettere che lo guidasse. Era pericoloso anche privarla della sua libert. Scegliemmo di correre il primo tra i due pericoli. Pass il primo esame che le permetteva di guidare lo scooter di giorno. Poi aveva ancora qualche mese per migliorare prima dell'esame per la patente definitiva.
In maggio sub l'intervento di protesi all'anca. Il chirurgo riusc persino a sistemare una differenza di mezzo centimetro nella lunghezza delle gambe. Inoltre, l'osso era ancora vitale. La zia e i nonni vennero a trovarla. Trascorremmo alcune belle giornate. Subito dopo l'intervento, per, Mikhaila fu assegnata a un centro di riabilitazione per adulti. Era la persona pi giovane del centro: aveva circa sessant'anni meno degli altri. La sua anziana compagna di stanza, molto nevrotica, non permetteva che si spegnessero le luci, neppure di notte. La donna non riusciva a raggiungere il bagno e doveva usare una padella. Non sopportava che la porta della stanza rimanesse chiusa. Ma la camera si trovava proprio accanto alla sala infermieri, che era molto rumorosa per via del continuo suono degli avvisi di allarme e per le conversazioni ad alta voce. Non era possibile dormire, quando invece dormire era necessario. Non era consentito l'ingresso ai visitatori dopo le 19. Il fisioterapista, vero motivo per cui mia figlia era in quel centro, era in vacanza. L'unica persona che l'aiut fu l'addetto alle pulizie che si occup di spostarla in una camera a pi letti quando lei disse all'infermiera di turno che non riusciva a dormire. Era la stessa infermiera che aveva riso quando aveva saputo a quale stanza era stata assegnata Mikhaila.
Era previsto che rimanesse in quel centro per sei settimane. Ci rimase tre giorni. Quando il fisioterapista rientr dalla vacanza, Mikhaila sal per le scale del centro di riabilitazione e padroneggi immediatamente gli esercizi richiesti. Nel frattempo, noi attrezzammo casa con i sostegni necessari. Poi la portammo a casa. Il dolore e l'intervento? Li affront bene. Il terribile centro di riabilitazione? Quello lasci in lei sintomi da stress post traumatico.
Mikhaila s'iscrisse a un vero corso per guidare i veicoli a due ruote, in giugno, cos pot continuare a usare legalmente lo scooter. Eravamo tutti spaventati da questa necessit. E se fosse caduta? E se avesse avuto un incidente? Il primo giorno Mikhaila fece pratica su una vera moto. Era pesante. Cadde diverse volte. Vide un altro ragazzo che frequentava il corso rotolare e rotolare diverse volte nel parcheggio. Il mattino del secondo giorno di corso aveva paura di tornare. Non voleva alzarsi dal letto. Parlammo per un bel po' e insieme decidemmo che avrebbe dovuto almeno andare insieme a Tammy dove si teneva il corso. Se non ce l'avesse fatta, sarebbe potuta rimanere in auto fino alla fine della lezione. Lungo la strada riprese coraggio. Quando prese la patente, tutte le altre persone iscritte al corso si alzarono in piedi e applaudirono.
Poi la caviglia destra si disintegr. I dottori volevano fondere le ossa colpite in un unico pezzo. Ma ci avrebbe causato il deterioramento delle ossa pi piccole del piede, che ora avrebbero dovuto sostenere una maggiore pressione. Forse non  intollerabile, se hai ottant'anni (anche se in ogni caso non  certo una passeggiata). Ma non  una buona soluzione quando sei un adolescente. Insistemmo per una protesi artificiale, anche se si trattava di una tecnologia nuova. C'era una lista d'attesa di tre anni. Non era pensabile. La caviglia danneggiata le diede molta pi sofferenza di quanto avesse fatto l'anca. Una brutta notte Mikhaila divenne strana e apparentemente illogica. Non riuscivo a calmarla. Sapevo che era al limite della sopportazione. Dire che era una situazione stressante  un eufemismo.
Passammo settimane e poi mesi a studiare ogni sorta di protesi, cercando di valutarne l'adeguatezza. Cercammo ovunque un intervento in tempi pi rapidi: India, Cina, Spagna, Gran Bretagna, Costa Rica, Florida. Contattammo il Ministero provinciale per la Salute dell'Ontario. Furono di grande aiuto: individuarono uno specialista a Vancouver. La caviglia di Mikhaila fu sostituita con una protesi nel mese di novembre. Dopo l'intervento speriment un'agonia totale. Il piede non era stato ben posizionato. L'ingessatura comprimeva la pelle contro l'osso. La clinica non era disposta a darle abbastanza ossicodone per consentirle di non sentire il dolore. Aveva sviluppato una certa tolleranza alla sostanza, perch l'aveva gi usata in precedenza.
Quando torn a casa e il dolore era in parte diminuito, Mikhaila cominci a ridurre gli oppiacei. Odiava l'ossicodone, nonostante l'evidente utilit della sostanza. Diceva che rendeva grigia la sua vita. Forse era una buona cosa, considerate le circostanze. Smise di usarlo appena le fu possibile. Soffr d'astinenza per mesi, per, con sudore e formicolii notturni. Non riusciva pi a provare piacere per nulla. Era un altro effetto dell'astinenza da oppiacei.
Per gran parte di questo periodo, eravamo sopraffatti. Le richieste della vita di ogni giorno non s'interrompono solo perch sei a terra a causa di una catastrofe. Tutto ci che fai di solito deve comunque essere fatto. Come riuscirci? Ecco che cosa abbiamo imparato.
Ritagliati un po' di tempo per parlare e per pensare alla malattia o a un'altra crisi e a come gestirla ogni giorno. Non parlarne e non pensarci in altri momenti. Se non riesci a limitarne gli effetti, ti esaurirai, e tutto si avvolger in una spirale che ti trasciner sul fondo. Questo non  utile. Conserva le forze. Sei in guerra, non in una battaglia, e una guerra  formata da molte battaglie. Devi rimanere in forze ed efficiente per tutte le battaglie. Quando le preoccupazioni associate alla crisi emergono in altri momenti, ricorda a te stesso che ci penserai a fondo al momento stabilito. Solitamente funziona. La parte del cervello che genera ansia  pi interessata al fatto che ci sia un piano piuttosto che ai dettagli del piano. Non organizzare il tuo tempo pensando di riflettere sul problema la sera o prima di andare a dormire, perch in questa maniera non riuscirai a dormire. Se non riesci a dormire, allora ogni cosa va rapidamente a rotoli.
Cambia la misura del tempo con cui organizzi la tua vita. Quando il sole splende e il tempo  buono, e i raccolti sono abbondanti, puoi pianificare per il mese successivo e per l'anno seguente e per i successivi cinque anni. Puoi anche sognare con un decennio di anticipo. Ma non puoi farlo quando la tua gamba  serrata nella mandibola di un coccodrillo. A ciascun giorno basta la sua pena si dice in Matteo 6,34. Spesso questa frase  interpretata come vivi nel presente, senza preoccuparti del domani. Ma non  questo che significa. Questa affermazione va interpretata nel contesto del Discorso della Montagna, di cui costituisce parte integrante. Quel sermone riassume i Dieci comandamenti di Mos. Cristo dice ai suoi seguaci di avere fede nel regno celeste di Dio e nella verit.  una decisione consapevole di supporre la fondamentale bont dell'Essere.  un atto di coraggio. Punta in alto, come Geppetto. Esprimi un desiderio e poi agisci adeguatamente, in accordo con quell'obiettivo. Quando sei allineato con il Cielo, puoi concentrarti sul giorno presente. Fai attenzione. Metti in ordine le cose che puoi controllare. Sistema ci che  in disordine e rendi migliore ci che  gi buono. Puoi farcela. Le persone sono molto forti: possono sopravvivere a grandi dolori e perdite. Ma per farcela devono vedere il buono dell'Essere. Se non lo fanno, sono davvero perse.
Ancora cani, ma alla fine gatti
I cani sono come le persone. Sono gli amici e gli alleati degli esseri umani. Sono socievoli, amanti della gerarchia e addomesticati. Sono felici al fondo della piramide. Ricompensano per le attenzioni che ricevono con lealt, ammirazione e amore. I cani sono fantastici.
I gatti, invece, sono creature particolari. Non sono socievoli, n organizzati gerarchicamente, se non incidentalmente. Sono solo semiaddomesticati. Non imparano a fare giochi. Sono amichevoli a modo loro. I cani sono stati addomesticati, ma i gatti hanno preso una decisione. Sembrano disposti a interagire con le persone, per alcune strane loro motivazioni. Per me, i gatti sono una manifestazione della natura, dell'Essere, in una forma quasi pura. Inoltre, sono una forma dell'Essere che osserva gli esseri umani e li approva.
Quando incontro un gatto per strada, possono accadere molte cose. Se vedo un gatto in lontananza, per esempio, la parte malvagia di me vuole spaventarlo con un forte sibilo, che produco appoggiando i denti sul labbro inferiore e poi soffiando. Questo far sollevare il pelo a un gatto nervoso, che poi si metter di traverso in modo da apparire pi grande. Forse non dovrei ridere dei gatti, ma  difficile resistere. Il fatto che sia possibile spaventarli  uno degli aspetti di loro che preferisco, insieme al fatto che diventano immediatamente contrariati e imbarazzati dalla loro reazione eccessiva. Ma quando mi comporto bene, mi chino e chiamo il gatto per poterlo accarezzare. A volte scappa via. A volte m'ignora completamente, perch  un gatto. Ma a volte viene da me, spinge la testa contro la mia mano, in attesa, soddisfatto. A volte si rotola addirittura per terra e incurva il dorso contro il cemento polveroso, posizione in cui i gatti spesso mordono e graffiano anche una mano amica.
Dalla parte opposta della strada in cui abito c' una gatta di nome Ginger.  una bellissima gatta siamese, molto calma e dotata di autocontrollo. Fra i cinque tratti della personalit, secondo il modello dei Big Five, ha un livello basso di nevroticismo, indice di ansia, paura e sofferenza emotiva. Ginger non  per nulla infastidita dai cani. Il nostro cane, Sikko,  un suo amico. A volte quando la chiamo, Ginger attraversa la strada, con la coda alzata e ben dritta. Poi si rotola sulla schiena di fronte a Sikko, che scodinzola felice, di conseguenza. Dopo, se ne ha voglia, viene da me per mezzo minuto.  una pausa piacevole.  un po' di luce in pi in una buona giornata e un attimo di tregua in una brutta giornata.
Se presti attenzione, anche in una brutta giornata, puoi essere abbastanza fortunato da incontrare piccole opportunit simili. Forse vedrai una ragazzina che danza per strada perch indossa un costume da ballo. Forse berrai un caff particolarmente buono in un bar che ha a cuore i propri clienti. Forse puoi ritagliarti dieci o venti minuti per fare qualche piccola cosa ridicola che ti distrae o ti ricorda che puoi ridere dell'assurdit dell'esistenza. Personalmente, mi piace guardare gli episodi dei Simpson a una velocit di una volta e mezzo superiore alla norma: tutto il divertimento, due terzi del tempo.
E forse, mentre stai facendo una passeggiata e la tua mente gira a velocit folle, noterai un gatto e, se gli presti attenzione, allora ti ricorderai, solo per quindici secondi, che la meraviglia dell'Essere compensa l'inestirpabile sofferenza che l'accompagna.
Se incontri un gatto per strada, fermati ad accarezzarlo.
P.S. Poco dopo la stesura di questo capitolo, il chirurgo di Mikhaila le disse che la caviglia artificiale doveva essere rimossa e le ossa sarebbero state fuse insieme. L'amputazione avrebbe potuto essere il passo successivo. Dal momento dell'intervento Mikhaila aveva sofferto per otto anni e la sua mobilit ne aveva risentito notevolmente, anche se sia il dolore sia la capacit di muoversi erano molto migliorati rispetto a prima. Quattro giorni dopo conobbe un nuovo fisioterapista. Era una persona attenta, forte e capace. Si era specializzato a Londra, nel trattamento della caviglia. Mise le mani intorno alla caviglia di Mikhaila comprimendola per quaranta secondi, mentre Mikhaila muoveva il piede avanti e indietro. Un osso che si trovava nella posizione sbagliata scivol nella corretta posizione. Il dolore scomparve. Mikhaila non piange mai di fronte ai medici, ma allora scoppi in lacrime. Il ginocchio si raddrizz. Adesso pu percorrere a piedi lunghe distanze e camminare senza scarpe. Il muscolo del polpaccio della gamba danneggiata sta ricrescendo. Riesce a flettere l'articolazione artificiale molto pi di prima. Quest'anno si  sposata e ha avuto una bambina, Elizabeth, che ha preso il nome della mamma di mia moglie.
Le cose vanno bene.
Per ora.


CONCLUSIONE
CHE COSA DOVREI FARE CON LA MIA NUOVA PENNA LUMINOSA?

Qualche anno fa attraversai la California settentrionale per incontrare un amico e socio in affari. Trascorremmo una serata insieme, riflettendo e parlando. A un certo punto, lui estrasse una penna dal taschino e cominci a prendere qualche appunto. La penna aveva una luce led ed emetteva un fascio di luce dalla punta, cos che scrivere al buio risultasse pi facile. Ecco un altro gadget pensai. Pi tardi, per, mentre mi trovavo in uno stato mentale pi aperto alle metafore, rimasi colpito piuttosto profondamente dall'idea di una penna luminosa. Aveva qualcosa di simbolico, qualcosa di metafisico. Ci muoviamo tutti nel buio, dopo tutto, per gran parte del tempo. Potremmo beneficiare tutti di qualcosa scritto con la luce, capace di guidarci lungo la strada. Dissi al mio amico che volevo scrivere qualcosa mentre parlavamo e gli domandai se potesse regalarmi la penna. Quando me la pass, mi sentii esageratamente felice. Adesso avrei potuto scrivere parole illuminate nel buio! Ovviamente, era importante farlo in maniera appropriata. Quindi dissi a me stesso, in tutta seriet: Che cosa dovrei fare con la mia nuova penna luminosa?. Nel Nuovo Testamento ci sono due passi che trattano questo argomento, su cui ho riflettuto a lungo:
Chiedete e vi sar dato; cercate e troverete; bussate e vi sar aperto; perch chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sar aperto.
(Matteo 7:7-7:8)
A un primo sguardo, non sembra nient'altro che un'attestazione della magia della preghiera, nel senso di invocare Dio per ottenere favori. Ma Dio, qualunque cosa o chiunque sia, non si limita ad accontentare i nostri desideri. Quando, nel deserto, fu tentato dal Diavolo in persona (come abbiamo visto nella Regola 7) Cristo stesso non volle chiedere aiuto al Padre; inoltre, ogni giorno, le preghiere di molte persone disperate rimangono inascoltate. Ma forse  perch le domande che contengono non sono formulate in maniera corretta. Forse non  ragionevole chiedere a Dio di violare le leggi della fisica ogni volta che andiamo fuori strada o commettiamo un grave errore. Forse, in simili circostanze, non puoi mettere il carro davanti ai buoi e semplicemente desiderare che il tuo problema si risolva in maniera magica. Forse potresti chiedere, invece, che cosa dovresti fare adesso per aumentare la tua determinazione, rafforzare il tuo carattere e trovare la forza per andare avanti. Forse dovresti chiedere di vedere la verit.
In molte occasioni, nel nostro matrimonio quasi trentennale, mia moglie e io siamo stati in disaccordo, a volte in maniera netta. La nostra unit sembrava andata in frantumi, a un livello insondabilmente profondo, e non eravamo in grado di risanare facilmente la frattura parlando. Ci ritrovavamo intrappolati, invece, in discussioni emotive, arrabbiate e cariche d'ansia. Concordammo che, quando si fossero presentate circostanze simili, ci saremmo separati, brevemente: lei in una stanza, io nell'altra. Spesso era piuttosto duro, perch  difficile calmarsi nel corso di una discussione, quando la rabbia porta a un desiderio di sconfiggere l'altro e di vincere. Ma sembrava una scelta migliore che rischiare di affrontare le conseguenze di una disputa che minacciava di sfuggire al nostro controllo.
Da soli, mentre cercavamo di calmarci, ci ponevamo la stessa domanda: In quale modo ognuno di noi ha contribuito alla situazione di cui stiamo discutendo? Per quanto piccoli, per quanto diversi, entrambi abbiamo compiuto alcuni errori. Poi ci ritrovavamo e condividevamo i risultati delle nostre domande: Ecco dove sbagliavo.
Il problema insito nel porti una simile domanda  che devi volere veramente conoscere la risposta, perch non ti piacer. Quando discuti con qualcuno, vuoi avere ragione e vuoi che l'altra persona abbia torto. Quindi  l'altro che deve sacrificare qualcosa e cambiare, non tu. Se sei tu ad avere torto e a dover cambiare, allora devi prendere in esame te stesso e riconsiderare i tuoi ricordi del passato, la tua maniera di essere nel presente e i tuoi piani per il futuro. Poi devi decidere di migliorare, capire come farlo e poi farlo veramente, alla fine.  estenuante. Richiede una pratica ripetuta, per rendere le nuove azioni abituali.  molto pi facile limitarsi a non capire, non riconoscere e non impegnarsi.  molto pi facile distogliere l'attenzione dalla verit e rimanere volontariamente ciechi.
Ma  proprio a quel punto che devi decidere se vuoi aver ragione o vuoi stare in pace.216 Devi decidere se insistere sull'assoluta correttezza del tuo punto di vista o se ascoltare e negoziare. Non trovi la pace se hai ragione. Ottieni solo ragione, mentre l'altro  in torto, sconfitto e in errore. Comportati cos diecimila volte e il tuo matrimonio sar finito o vorrai che lo sia. Per scegliere l'alternativa e cercare la pace, devi decidere che vuoi la risposta pi di quanto vuoi avere ragione. Ecco la via d'uscita dalla prigione dei tuoi ostinati preconcetti.  il prerequisito della negoziazione. Questo significa veramente rispettare il principio della Regola 2 e trattare te stesso come qualcuno di cui prenderti cura.
Mia moglie e io imparammo che, se ti poni questa domanda e desideri davvero una risposta, a prescindere da quanto possa essere disonorevole, terribile e vergognosa, allora dalle profondit della tua mente emerger il ricordo di qualcosa che hai fatto e che era stupido e sbagliato, in un certo momento, nel passato generalmente non troppo distante. Allora puoi tornare dal tuo compagno e rivelare di essere un idiota e scusarti sinceramente. Allora voi due idioti riuscirete a parlarvi ancora. Forse questa  la vera preghiera, la domanda: Che cosa ho fatto di sbagliato e che cosa posso fare adesso per sistemare le cose almeno un po'?. Ma il tuo cuore deve rimanere aperto alla terribile verit. Devi essere ricettivo a ci che non vuoi sentire. Quando decidi di saperne di pi sui tuoi errori, per poterli correggere, apri un canale di comunicazione con la sorgente di ogni pensiero rivelatore. Forse  lo stesso che consultare la tua coscienza. Forse corrisponde, in un certo modo, a discutere con Dio.
Fu in un tale spirito, con qualche foglio di carta davanti a me, che mi posi la domanda: Che cosa dovrei fare con la mia nuova penna luminosa?. Domandai, perch desideravo davvero la risposta. Attesi che mi venisse detto. Stavo intrattenendo un dialogo tra due differenti parti di me. Stavo realmente pensando o ascoltando, con le modalit descritte nella Regola 9. Questa regola si pu applicare tanto a te stesso quanto agli altri. Fui io ovviamente a porre la domanda e fui io ovviamente a rispondere. Ma quelle due parti di me non erano la stessa cosa. Non sapevo quale sarebbe stata la risposta. Aspettavo che apparisse nel teatro della mia immaginazione. Aspettavo che le parole sgorgassero dal vuoto. Come pu una persona pensare qualcosa che la sorprenda? Come pu non sapere gi che cosa pensa? Da dove nascono i nuovi pensieri? Chi o cosa li pensa?
Dal momento che, tra tutte le cose, mi era appena stata data una penna luminosa, che avrebbe potuto scrivere parole illuminate nel buio, desideravo usarla al meglio possibile. Quindi, posi la domanda appropriata e, quasi subito, mi si rivel la risposta: Scrivi le parole che vuoi incidere nella tua anima. Lo scrissi. Mi sembr una cosa buona, un po' romantica, ma coerente con il gioco. Poi alzai la posta. Decisi di porre a me stesso le domande pi difficili cui sarei riuscito a pensare e di aspettare le risposte. Se hai una penna luminosa, dopo tutto, dovresti usarla per rispondere a domande difficili. Ecco la prima: Che cosa dovrei fare domani?. La risposta arriv: Quanto di meglio  possibile nel minor tempo. Era anche soddisfacente: coniugare un obiettivo ambizioso con la richiesta della massima efficienza. Un cambiamento notevole. La seconda domanda era sullo stesso genere: Che cosa dovrei fare l'anno prossimo?. Cercare di assicurarmi che il bene che far sia superato solo dal bene che far l'anno successivo. Anche questo mi sembr valido: una bella estensione degli obiettivi della risposta precedente. Dissi al mio amico che stavo provando a fare un serio esperimento, scrivendo con la penna che mi aveva dato. Gli domandai se potessi leggere ad alta voce quanto avevo scritto fino a quel momento. Le domande e le risposte toccarono anche le sue corde. Era una buona cosa. Era uno stimolo a proseguire.
La domanda successiva pose termine alla prima serie: Che cosa dovrei fare della mia vita?. Mirare al Paradiso e concentrarmi sull'oggi. Ah! Sapevo che cosa significava.  ci che Geppetto fa nel film Pinocchio, quando esprime il suo desiderio pi profondo guardando una stella cadente. L'anziano falegname solleva gli occhi a guardare il diamante scintillante che brilla sopra il mondo terreno delle quotidiane preoccupazioni umane e chiede che la marionetta da lui creata perda i fili tramite cui  manovrata dagli altri e si trasformi in un ragazzo reale.  anche il messaggio centrale del Discorso della Montagna, come abbiamo visto nella Regola 4, che vale la pena ripetere qui:
E perch vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste cos l'erba del campo, che oggi c' e domani verr gettata nel forno, non far assai pi per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
(Matteo 6,28-6,33)
Che cosa significa tutto questo? Scegli una direzione appropriata. Solo allora concentrati sulla giornata. Metti davanti a tutto il bene, il bello e la verit e poi concentrati con cura e dedizione sulle preoccupazioni di ogni momento. Punta continuamente al Cielo mentre lavori diligentemente sulla Terra. Ti occupi pienamente del futuro, in quella maniera, mentre sei impegnato nel presente. Allora hai la pi grande opportunit di rendere migliori entrambi.
Passai, quindi, dall'uso del tempo alle mie relazioni con le persone e scrissi e poi lessi queste domande e risposte al mio amico: Che cosa dovrei fare con mia moglie?. Trattarla come la Santa madre di Dio, perch possa dare alla luce l'eroe che redimer il mondo. Che cosa dovrei fare con mia figlia?. Sostenerla, ascoltarla, proteggerla, formare la sua mente e farle sapere che va bene se desidera essere una madre. Che cosa dovrei fare con i miei genitori?. Agire in modo che il tuo operato giustifichi le sofferenze che sopportano. Che cosa dovrei fare con mio figlio?. Incoraggiarlo a essere un vero Figlio di Dio.
Rispettare tua moglie come madre di Dio significa notare e sostenere l'elemento sacro del suo ruolo materno, non solo come madre dei tuoi figli, ma come madre in quanto tale. Una societ che dimentica questo non pu sopravvivere. La madre di Hitler gener quel figlio, cos come fece la madre di Stalin. Ci fu qualcosa di sbagliato in quei rapporti cruciali? Sembrerebbe di s, considerata l'importanza del ruolo materno nello stabilire la fiducia,217 per fare un singolo esempio fondamentale. Forse l'importanza dei loro doveri materni e della loro relazione con i figli non  stata appropriatamente sottolineata; forse quanto facevano le donne nel loro ruolo materno non  stato debitamente preso in considerazione dal marito, dal padre e dalla societ. Che cosa potrebbe fare invece una donna se fosse trattata adeguatamente, con rispetto e attenzione? Dopo tutto, il destino del mondo  nelle mani di ogni bambino che nasce: piccolo, fragile e in pericolo, ma nel tempo capace di parlare e di agire per conservare l'eterno e delicato equilibrio tra caos e ordine.
Sostenere mia figlia? Significa incoraggiarla, in ogni cosa voglia audacemente fare, ma non dimenticare, in questo, di includere un sincero apprezzamento per la sua femminilit: riconosci l'importanza di avere una famiglia e dei figli e supera la tentazione di sminuire o svalutare questo obiettivo confrontandolo con il soddisfacimento dell'ambizione personale e con il perseguimento di una carriera lavorativa. Non per niente la Madonna col bambino  un'immagine divina, come abbiamo detto. Le societ che smettono di rispettare quell'immagine, che smettono di vedere l'importanza fondamentale e trascendente di quel rapporto, smettono anche di esistere.
Agire in modo da giustificare la sofferenza dei tuoi genitori significa ricordare tutti i sacrifici che i tuoi genitori e coloro che sono vissuti prima di te hanno fatto per te in tutto il loro terribile passato, essere grato per tutti i progressi compiuti da allora e agire in accordo con questi ricordi e con questa gratitudine. Le persone si sono sacrificate enormemente per darci ci che abbiamo oggi. In molti casi sono letteralmente morte per questo scopo e noi dovremmo agire portando rispetto per tutto questo.
Incoraggiare mio figlio a essere un vero Figlio di Dio? Significa volere che egli faccia, prima di tutto, ci che  giusto e sostenerlo mentre lo fa. Questo , credo, parte del messaggio sacrificale: stimare e sostenere l'impegno di tuo figlio nei confronti del bene trascendente sopra tutte le cose, inclusi i suoi progressi per cos dire, materiali, la sua sicurezza, e forse anche la sua vita.
Continuai a porre domande. Le risposte arrivarono in pochi secondi. Come mi dovrei comportare con lo straniero?. Invitarlo in casa mia e trattarlo come un fratello, perch possa diventarlo. Ci significa dare fiducia a qualcuno in modo che la sua parte migliore possa farsi avanti e agire con reciprocit. Manifestare la sacra ospitalit che rende possibile la vita tra due persone che ancora non si conoscono. Che cosa dovrei fare con un'anima caduta?. Offrire un aiuto cauto e sincero, ma non unirmi a lei nel fango.  un buon riassunto di quanto detto sulla Regola 3.  un'indicazione a non dare perle ai porci e a non nascondere i propri vizi dietro la maschera della virt. Come dovrei rapportarmi al mondo?. Comportarmi in modo che l'Essere abbia pi valore del Non-Essere. Agire come se non fossi amareggiato e corrotto dalla tragedia dell'esistenza. Questa  l'essenza della Regola 1: affronta volontariamente l'incertezza del mondo e con fede e coraggio.
Come dovrei educare la mia gente?. Condividendo con loro quelle cose che ritengo veramente importanti. Questa  la Regola 8. Ci significa orientarsi verso la saggezza, distillare quella saggezza in parole e pronunciarle come se fossero importanti, con vera attenzione e cura. Tutto questo  rilevante anche per la domanda successiva: Cosa dovrei fare con una nazione lacerata?. Ricucirla con accurate parole di verit. L'importanza di questa raccomandazione , quanto meno, diventata pi chiara negli ultimi anni: ci stiamo dividendo e polarizzando e stiamo andando alla deriva verso il caos.  necessario in simili condizioni, se desideriamo evitare la catastrofe, che ognuno di noi dica la verit, come la vede: non argomentazioni a sostegno delle nostre ideologie, non le macchinazioni che incoraggiano le nostre ambizioni, ma i puri e semplici fatti della nostra esistenza, rivelati perch gli altri li vedano e li osservino, in modo che sia possibile trovare un terreno comune e procedere insieme.
Che cosa dovrei fare per Dio, mio padre?. Sacrificare ogni cosa ritengo cara per una perfezione ancora maggiore. Lasciare che i rami secchi brucino, per facilitare la crescita di nuovi virgulti.  la terribile lezione di Caino e Abele, di cui si parla in dettaglio nella Regola 7. Che cosa dovrei fare con un uomo che mente?. Lasciarlo parlare, in modo che possa rivelare se stesso. La Regola 9  ancora una volta rilevante qui, come lo  un'altra sezione del Nuovo Testamento:
Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Cos ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non pu produrre frutti cattivi, n un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere.
(Matteo 7,16-7,20)
Il marciume deve essere portato alla luce prima di poter essere rimpiazzato con qualcosa di vigoroso, come indicato nella Regola 7. E tutto questo  pertinente alla comprensione della domanda e della risposta che seguono: Come dovrei comportarmi con il concetto di illuminato?. Sostituiscilo con l'autentico ricercatore dell'illuminazione. Non esiste un illuminato. C' solo chi cerca una maggiore illuminazione. La giusta condizione dell'essere  un processo, non uno stato; un viaggio, non una meta.  la continua trasformazione del noto, attraverso l'incontro con l'ignoto, piuttosto che il disperato aggrapparsi alla certezza che in ogni caso  eternamente insufficiente. Ci significa che  necessario riconoscere e accettare la tua mancanza perch possa continuamente essere corretta.  doloroso, sicuramente, ma  un buon affare.
Le domande e le risposte che seguono formano un altro gruppo omogeneo, centrato sulla mancanza di gratitudine: Che cosa dovrei fare quando disprezzo ci che ho?. Ricordati di chi non ha nulla e sforzati di provare gratitudine. Fa' il punto di ci che vedi davanti a te. Pensa alla Regola 12, che  un po' ironica. Pensa anche che forse sei bloccato nei tuoi progressi non perch ti mancano le opportunit, ma perch sei troppo arrogante per usare appieno ci che gi si trova davanti a te. Entra in gioco, quindi, la Regola 6.
Di recente, ho affrontato questi argomenti con un giovane uomo. Aveva lasciato solo qualche volta la propria famiglia e non era mai uscito dal suo Paese, ma viaggi fino a Toronto per assistere a una delle mie letture e per incontrarmi a casa mia. Fino a quel momento, per il breve arco della sua vita, aveva vissuto in un isolamento troppo rigido e soffriva pesantemente d'ansia. Quando c'incontrammo per la prima volta, riusc a parlare a stento. Nell'ultimo anno, tuttavia, aveva deciso di fare qualcosa al riguardo. Cominci con l'intraprendere l'umile lavoro del lavapiatti. Decise di farlo bene, quando avrebbe potuto svolgerlo senza alcuna cura. Abbastanza intelligente da essere amareggiato da un mondo che non riconosceva i suoi doni, decise invece di accettare con sincera umilt, che  precorritrice della saggezza, ogni opportunit che riuscisse a trovare. Adesso vive da solo. Meglio che vivere a casa con i genitori. Adesso ha un po' di denaro. Non molto, ma meglio di niente. Guadagnato con il proprio lavoro. Adesso si confronta con il mondo sociale e trae beneficio dal conflitto che ne scaturisce:
La conoscenza spesso nasce
dal conoscere gli altri,
ma l'uomo che si  risvegliato
ha visto il blocco non intaccato.
Gli altri possono essere dominati con la forza,
ma per controllare se stessi
 necessario il Tao.
Chi ha molti beni materiali
pu essere descritto come ricco,
ma chi sa di avere abbastanza
ed  tutt'uno con il Tao
pu avere abbastanza cose materiali
e anche padronanza di s.218
Mentre continua il proprio percorso, ancora ansioso, ma determinato e in trasformazione, il mio visitatore diventer molto pi competente e abile, e non ci vorr molto. Ma questo accadr solo perch ha accettato il proprio umile stato ed  stato sufficientemente grato da intraprendere il primo umile passo per allontanarsene.  molto preferibile all'aspettare, infinitamente, il fatidico arrivo di Godot.  molto preferibile a un'esistenza arrogante, statica e immutabile, mentre i demoni della rabbia, del risentimento e di una vita non vissuta si radunano.
Che cosa dovrei fare quando l'avidit mi consuma? Ricorda che  davvero meglio dare che ricevere. Il mondo  una piazza di condivisione e scambi (Regola 7, ancora), non un baule del tesoro da saccheggiare. Dare significa fare ci che puoi per rendere le cose migliori. Il bene che  nelle persone risponder a questo e lo sosterr, lo imiter, lo moltiplicher, lo restituir e lo favorir, perch tutto migliori e proceda.
Che cosa dovrei fare quando danneggio i miei fiumi? Cerca acqua viva e lascia che ripulisca la Terra. Ho trovato questa domanda e la risposta che segue particolarmente inaspettate. Sembrano associate soprattutto alla Regola 6. Forse i nostri problemi ambientali non sono compresi al meglio, tecnicamente. Forse sono compresi meglio psicologicamente. Pi persone mettono ordine in se stesse e si risolvono, maggiore responsabilit si assumeranno del mondo intorno a loro e pi problemi risolveranno.219  meglio, come dice il proverbio, governare il proprio spirito che governare una citt.  pi facile sottomettere un nemico esterno che un nemico interno. Forse il problema ambientale , in ultima analisi, spirituale. Se facciamo ordine in noi stessi, forse faremo lo stesso per il mondo. Ovviamente, che cos'altro potrebbe pensare uno psicologo?
La successiva serie di domande e risposte riguarda la crisi e l'esaurimento: Che cosa dovrei fare quando il mio nemico vince?. Punta un po' pi in alto e sii grato per la lezione. Ritornando a Matteo: Avete inteso che fu detto: amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perch siate figli del Padre vostro celeste (Matteo 5,43-5,45). Che cosa significa? Impara dal successo dei nemici; ascolta (Regola 9) le loro critiche, cos potrai raccogliere dalla loro opposizione ogni frammento di saggezza ti sia possibile assimilare, per migliorarti; ambisci a creare un mondo in cui chi lavora in opposizione a te veda la luce, si svegli e abbia successo, in modo che il meglio cui miri possa comprendere anche loro.
Che cosa dovrei fare quando sono stanco e impaziente? Accetta con gratitudine una mano protesa ad aiutarti. Questo ha un duplice significato.  un invito, prima di tutto, a notare la realt dei limiti dell'essere individuale e, secondo, ad accettare e a essere grati per il sostegno altrui: famiglia, amici, conoscenti ed estranei. L'esaurimento e l'impazienza sono inevitabili. C' cos tanto da fare e cos poco tempo per farlo. Ma non dobbiamo lottare da soli e non pu che venire del bene dal suddividere le responsabilit, dal collaborare insieme e dal ripartire i crediti per il produttivo e importante lavoro svolto.
Che cosa dovrei fare per il fatto che invecchio? Sostituire il potenziale della mia giovinezza con le conquiste della maturit. Questo ci rimanda alla discussione sull'amicizia affrontata nella Regola 3 e alla storia del processo e della morte di Socrate, che pu essere riassunta come segue: una vita pienamente vissuta ne giustifica gli stessi limiti. Il giovane uomo privo di fortune ha la possibilit di contrapporsi alle conquiste degli anziani. Non  chiaro se si tratti necessariamente di un cattivo affare per entrambi. Un uomo anziano non  nient'altro che una cosa misera scrisse William Butler Yeats, un cappotto a brandelli su un appendiabiti, a meno che la sua anima batta le mani e canti, e pi forte canti, per ogni strappo nel suo vestito mortale.220
Come dovrei comportarmi nei confronti della morte di mio figlio? Stringermi alle altre persone che amo e guarire il dolore.  necessario essere forti di fronte alla morte, perch la morte  intrinseca alla vita.  per questa ragione che dico ai miei studenti: puntate a essere la persona su cui, al funerale di vostro padre, chiunque, nel lutto e nel dolore, possa fare affidamento. C' un'ambizione meritevole e nobile: la forza nelle avversit.  ben diverso dal desiderare una vita priva di problemi.
Che cosa dovrei fare nei prossimi momenti tragici? Focalizzare l'attenzione sulla mossa successiva. L'alluvione sta arrivando. L'alluvione sta sempre arrivando. L'apocalisse  sempre sopra di noi. Ecco perch la storia di No  archetipica. La situazione va in pezzi, l'abbiamo sottolineato nell'argomentare la Regola 10, e non riusciamo a tenerla in piedi. Quando tutto  diventato caotico e incerto, tutto ci che rimane a guidarti potrebbe essere il carattere che hai costruito, in precedenza, puntando in alto e concentrandoti sul momento presente. Se hai fallito in quello, fallirai nei momenti di crisi, e allora Dio ti aiuter.
L'ultima serie conteneva quelle che ritenevo fossero le domande pi difficili che posi quella notte. La morte di un bambino , forse, la peggiore delle catastrofi. Molte relazioni vengono compromesse da una tragedia simile. Ma la dissoluzione di fronte a un simile orrore non  inevitabile, anche se  comprensibile. Ho visto persone rafforzare immensamente i legami familiari che rimanevano quando qualcuno vicino a loro  morto. Ho visto quelle persone rivolgersi verso chi rimaneva e raddoppiare gli sforzi per connettersi con loro e sostenerli. Con questa scelta, tutto riguadagnava almeno parte di ci che era stato tanto terribilmente strappato via dalla morte. Dobbiamo quindi stringerci nel nostro dolore. Dobbiamo unirci di fronte alla tragedia dell'esistenza. Le nostre famiglie possono essere il soggiorno con il caminetto, raccolto e accogliente e caldo, mentre all'esterno infuriano le tempeste invernali.
La maggiore conoscenza della fragilit e della mortalit che la morte porta con s pu terrorizzare, amareggiare e creare divisioni. Pu anche risvegliare. Pu ricordare a chi  in lutto di non dare per scontate le persone che lo amano. Una volta feci alcuni calcoli agghiaccianti riguardo ai miei genitori, che hanno circa ottant'anni. Erano un esempio dell'odiosa aritmetica che abbiamo incontrato nella Regola 5: calcolai alcune equazioni per rimanere adeguatamente consapevole. Vedo mamma e pap circa due volte l'anno. Di solito, trascorriamo diverse settimane insieme. Nel frattempo, tra una visita e l'altra, parliamo al telefono. Ma l'aspettativa di vita delle persone che hanno pi di ottant'anni  inferiore ai dieci anni. Ci significa che  probabile che veda ancora i miei genitori, se sono fortunato, poco pi di venti volte.  terribile saperlo. Ma questa consapevolezza m'impedisce di dare queste opportunit per scontate.
L'ultima serie di domande riguarda lo sviluppo del carattere. Che cosa dovrei dire a un fratello privo di fede? Il re dei dannati  un giudice inadeguato per l'Essere.  mia ferma consapevolezza che il modo migliore per sistemare il mondo, il sogno di un tuttofare, se mai ce n' stato uno,  di sistemare noi stessi, come abbiamo visto nella Regola 6. Qualunque altra scelta  presuntuosa. Ogni altra soluzione presenta rischi, che nascono dalla nostra ignoranza e imperizia. Ma va bene. Hai molto da fare, l dove sei adesso. Dopotutto, i tuoi specifici errori personali influenzano negativamente il mondo. I tuoi volontari e consapevoli peccati (s,  la parola giusta) rendono le cose peggiori di quanto sarebbero. La tua inazione, la tua inerzia e il tuo cinismo tolgono dal mondo quella parte di te che potrebbe imparare a placare la sofferenza e a portare pace. Non va bene. Ci sono infinite ragioni per perdere la speranza nel mondo e per diventare arrabbiato e risentito, in cerca di vendetta.
Non riuscire a fare i sacrifici appropriati, non riuscire a rivelare te stesso, non riuscire a vivere e a dire la verit: tutto questo ti indebolisce. In quello stato di indebolimento, non riuscirai a prosperare nel mondo e non sarai di beneficio a te stesso n agli altri. Fallirai e soffrirai, stupidamente. Questo corromper la tua anima. Come potrebbe essere altrimenti? La vita  gi abbastanza difficile quando va bene. Ma quando va male? Attraverso la mia dolorosa esperienza, ho imparato che niente va cos male da non poter andare peggio. Ecco perch l'inferno  un pozzo senza fondo. Ecco perch l'inferno  associato con il peccato di cui dicevamo. Nei casi pi terribili, l'orribile sofferenza delle anime sfortunate diventa ascrivibile, secondo la loro stessa opinione, agli errori che hanno consapevolmente compiuto nel passato: atti di tradimento, inganni, crudelt, incuria, vilt e, pi comune di tutti, cecit volontaria. Soffrire terribilmente e sapere che tu ne sei la causa: ecco l'inferno. E una volta che ci si trova all'inferno  molto facile maledire l'Essere. Non c' da meravigliarsi. Ma non  giustificabile. Ed ecco perch il re dei dannati  inadatto a giudicare l'Essere.
Come puoi trasformarti in qualcuno su cui puoi contare, nei tempi migliori e in quelli peggiori, in pace e in guerra? Come puoi costruire per te stesso il tipo di carattere che non si allea, nella sofferenza e nella miseria, con chi dimora all'inferno? Le domande e le risposte continuano, tutte pertinenti, in un modo o nell'altro, alle regole che ho indicato in questo libro.
Che cosa dovrei fare per rafforzare il mio spirito? Non dire bugie e non fare ci che disprezzi.
Che cosa dovrei fare per nobilitare il mio corpo? Usarlo solo al servizio dell'anima.
Che cosa dovrei fare con le domande pi difficili? Pensarle come la porta per intraprendere il cammino della tua vita.
Che cosa dovrei fare riguardo alla condizione dei poveri? Lottare per mostrare il giusto esempio che sollevi i loro cuori a pezzi.
Che cosa dovrei fare di fronte al richiamo della grande folla? Alzarmi e pronunciare le mie incerte verit.
Ed ecco quanto. Possiedo ancora la mia penna luminosa. Non l'ho pi usata da allora. Magari lo far ancora quando sar dell'umore giusto e qualcosa affiorer dal profondo di me. Ma anche se non lo far, mi ha aiutato a trovare le parole per concludere in maniera appropriata questo libro.
Spero che le mie parole ti siano state utili. Spero che ti abbiano rivelato cose che sapevi di non sapere. Spero che l'antica saggezza di cui ho parlato ti dia forza. Spero di aver acceso una scintilla in te. Spero che tu ti sistemi, metta ordine nella tua famiglia e porti pace e prosperit alla tua comunit. Spero, in accordo con la Regola 11, che ti fortifichi e incoraggi chi  affidato alle tue cure, invece di proteggerlo fino al punto di indebolirlo.
Ti auguro tutto il meglio e spero che tu possa augurarlo agli altri.
Che cosa scriverai con la tua penna luminosa?
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FINE.
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RINGRAZIAMENTI.
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Mentre scrivevo questo libro, ho attraversato un periodo tumultuoso, per non dire altro. Avevo per accanto tante persone affidabili, competenti e fidate che mi sostenevano, e ringrazio Dio per questo. In particolare vorrei ringraziare mia moglie Tammy, grande e buona amica da quasi cinquant'anni.  stata un pilastro assoluto di onest, stabilit, sostegno, aiuto pratico, organizzazione e pazienza, negli anni in cui ho scritto questo libro, in ogni circostanza della nostra vita, a prescindere da quanto fosse stressante o importante. Anche mia figlia Mikhaila e mio figlio Julian cos come i miei genitori, Walter e Beverley, mi sono stati vicini, dedicandomi molta attenzione, discutendo con me di questioni complicate e aiutandomi a organizzare pensieri, parole e azioni. Lo stesso vale per mio cognato, Jim Keller, straordinario progettista di architetture informatiche, e per la mia sempre seria e avventurosa sorella Bonnie. L'amicizia di Wodek Szemberg e di Estera Bekier si  dimostrata inestimabile per me, in molti modi, per molti anni, cos come il sostegno discreto e dietro le quinte del professor William Cunningham. Il dottor Norman Doidge ha fatto ben pi del dovuto nello scrivere la prefazione di questo libro, che ha richiesto molto pi impegno di quanto avessi inizialmente stimato; l'amicizia e il calore che lui e sua moglie Karen mi donano continuamente sono stati molto apprezzati da tutta la mia famiglia.  stato un piacere collaborare con Craig Pyette, il mio editor alla Random House, Canada. La scrupolosa attenzione di Craig per il dettaglio e la capacit di convogliare diplomaticamente gli scoppi di passione (e talvolta d'irritazione) in eccesso nelle mie numerose bozze hanno prodotto un libro molto pi misurato ed equilibrato.
Gregg Hurwitz, scrittore, sceneggiatore e amico, ha usato molte delle mie regole nel suo best seller Orphan X, ben prima che il mio libro fosse scritto, il che  stato un grande complimento e un indicatore del loro potenziale valore e dell'interesse che avrebbero potuto riscuotere. Anche Gregg si  prestato a lavorare come redattore e commentatore attento, accurato, ferocemente incisivo e ironicamente cinico, mentre ero impegnato nella stesura e nell'editing del testo. Mi ha aiutato a tagliare inutili verbosit (alcune, almeno) e a rimanere sulla traccia narrativa. Gregg mi ha anche raccomandato Ethan van Scriver, che ha realizzato le belle illustrazioni con cui si apre ogni capitolo, e vorrei ringraziarlo per questo, oltre che complimentarmi con Ethan stesso, i cui disegni aggiungono un tocco di leggerezza, eleganza e calore a quello che altrimenti sarebbe forse stato un libro un po' pesante e drammatico.
Infine, desidero ringraziare Sally Harding, la mia agente, e le persone capaci con cui lavora alla CookeMcDermid. Senza Sally, questo libro non sarebbe mai stato scritto.
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FINE.
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NOTE
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I siti indicati erano attivi al momento della consultazione da parte dell'autore.
1. Solenicyn, A.I. (2017). Arcipelago Gulag. Milano: Mondadori.
2. Se ti incuriosisce la vita delle aragoste e vuoi saperne di pi, ecco un buon punto di partenza: Corson, T. (2005). The secret life of lobsters: how fishermen and scientists are unraveling the mysteries of our favorite crustacean. New York: Harper Perennial.
3. Schjelderup-Ebbe, T. (1935). Social behavior of birds. Clark University Press. Tratto da: http://psycnet.apa.org/psycinfo/1935-19907-007; si veda anche Price, J. S., Sloman, L. (1987). Depression as yielding behavior: An animal model based on Schjelderup-Ebbe's pecking order. Ethology and Sociobiology, 8, 85-98.
4. Sapolsky, R. M. (2004). Social status and health in humans and other animals. Annual Review of Anthropology, 33, 393-418.
5. Rutishauser, R. L., Basu, A. C., Cromarty, S. I., Kravitz, E. A. (2004). Long-term consequences of agonistic interactions between socially naive juvenile American lobsters (Homarus americanus). The Biological Bulletin, 207, 183-7.
6. Kravitz, E.A. (2000). Serotonin and aggression: insights gained from a lobster model system and speculations on the role of amine neurons in a complex behavior. Journal of Comparative Physiology, 186, 221-238.
7. Huber, R., Kravitz, E. A. (1995). A quantitative analysis of agonistic behavior in juvenile American lobsters (Homarus americanus L.). Brain, Behavior and Evolution, 46, 72-83.
8. Yeh S-R, Fricke RA, Edwards DH (1996) The effect of social experience on serotonergic modulation of the escape circuit of crayfish. Science, 271, 366-369.
9. Huber, R., Smith, K., Delago, A., Isaksson, K., Kravitz, E. A. (1997). Serotonin and aggressive motivation in crustaceans: altering the decision to retreat. Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, 94, 5939-42.
10. Antonsen, B. L., Paul, D. H. (1997). Serotonin and octopamine elicit stereotypical agonistic behaviors in the squat lobster Munida quadrispina (Anomura, Galatheidae). Journal of Comparative Physiology A: Sensory, Neural, and Behavioral Physiology, 181, 501-510.
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12. Fenner, T., Levene, M., Loizou, G. (2010). Predicting the long tail of book sales: Unearthing the power-law exponent. Physica A: Statistical Mechanics and Its Applications, 389, 2416-2421.
13. De Solla Price, D. J. (1967). Sociologia della creativit scientifica. Milano: Bompiani.
14. Come teorizzato da Wolff, J.O., Peterson, J.A. (1998). An offspring-defense hypothesis for territoriality in female mammals. Ethology, Ecology & Evolution, 10, 227-239; generalizzato in riferimento ai crostacei da Figler, M.H., Blank, G.S., Peek, H.V.S (2001). Maternal territoriality as an offspring defense strategy in red swamp crayfish (Procambarus clarkii, Girard). Aggressive Behavior, 27, 391-403.
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16. Bracken-Grissom, H. D., Ahyong, S. T., Wilkinson, R. D., Feldmann, R. M., Schweitzer, C. E., Breinholt, J. W., Crandall, K. A. (2014). The Emergence of Lobsters: Phylogenetic relationships, morphological evolution and divergence time comparisons of an ancient group. Systematic Biology, 63, 457-479.
17. Una breve presentazione: Ziomkiewicz-Wichary, A. (2016). Serotonin and dominance. In T.K. Shackelford & V.A. Weekes-Shackelford (Eds.). Encyclopedia of evolutionary psychological science, DOI 10.1007/978-3-319-16999-6_1440-1. Tratto da: https://www.researchgate.net/publication/310586509_Serotonin_and_Dominance.
18. Janicke, T., Hderer, I. K., Lajeunesse, M. J., Anthes, N. (2016). Darwinian sex roles confirmed across the animal kingdom. Science Advances, 2, e1500983. Tratto da: http://advances.sciencemag.org/content/2/2/e1500983.
19. Steenland, K., Hu, S., Walker, J. (2004). All-cause and cause-specific mortality by socioeconomic status among employed persons in 27 US states, 1984-1997. American Journal of Public Health, 94, 1037-1042.
20. Crockett, M. J., Clark, L., Tabibnia, G., Lieberman, M. D., Robbins, T. W. (2008). Serotonin modulates behavioral reactions to unfairness. Science, 320, 1739.
21. McEwen, B. (2000). Allostasis and allostatic load implications for neuropsychopharmacology. Neuropsychopharmacology, 22, 108-124.
22. Salzer, H. M. (1966). Relative hypoglycemia as a cause of neuropsychiatric illness. Journal of the National Medical Association, 58, 12-17.
23. Peterson J.B., Pihl, R.O., Gianoulakis, C., Conrod, P., Finn, P.R., Stewart, S.H., LeMarquand, D.G. Bruce, K.R. (1996). Ethanol-induced change in cardiac and endogenous opiate function and risk for alcoholism. Alcoholism: Clinical & Experimental Research, 20, 1542-1552.
24. Pynoos, R. S., Steinberg, A. M., Piacentini, J. C. (1999). A developmental psychopathology model of childhood traumatic stress and intersection with anxiety disorders. Biological Psychiatry, 46, 1542-1554.
25. Olweus, D. (2007). Bullismo a scuola. Ragazzi oppressi, ragazzi che opprimono. Firenze: Giunti Editore.
26. Ibid.
27. Janoff-Bulman, R. (1992). Shattered assumptions: Towards a new psychology of trauma. New York: The Free Press.
28. Weisfeld, G. E., Beresford, J. M. (1982). Erectness of posture as an indicator of dominance or success in humans. Motivation and Emotion, 6, 113-131.
29. Kleinke, C. L., Peterson, T. R., Rutledge, T. R. (1998). Effects of Self-Generated Facial Expressions on Mood. Journal of Personality and Social Psychology, 74, 272-279.
30. Tamblyn, R., Tewodros, E., Huang, A., Winslade, N., Doran, P. (2014). The incidence and determinants of primary nonadherence with prescribed medication in primary care: a cohort study. Annals of Internal Medicine, 160, 441-450.
31. Ho delineato questo argomento pi in dettaglio in Peterson, J.B. (1999). Maps of meaning: The architecture of belief. New York: Routledge.
32. Van Strien, J.W., Franken, I.H.A., Huijding, J. (2014). Testing the snake-detection hypothesis: larger early posterior negativity in humans to pictures of snakes than to pictures of other reptiles, spiders and slugs. Frontiers in Human Neuroscience, 8, 691-697. Per una discussione pi generale, si veda Ledoux, J. (1998). The emotional brain: The mysterious underpinnings of emotional life. New York: Simon & Schuster.
33. Per la trattazione di questo argomento, si veda Gibson, J.J. (2015). L'approccio ecologico alla percezione visiva. Milano: Fabbri. Si veda anche Floel, A., Ellger, T., Breitenstein, C., Knecht, S. (2003). Language perception activates the hand motor cortex: implications for motor theories of speech perception. European Journal of Neuroscience, 18, 704-708, per un'argomentazione della relazione tra parola e azione. Per un esame pi generale della relazione tra azione e percezione, si veda Pulvermller, F., Moseley, R.L., Egorova, N., Shebani, Z., Boulenger, V. (2014). Motor cognition-motor semantics: Action perception theory of cognition and communication. Neuropsychologia, 55, 71-84.
34. Flel, A., Ellger, T., Breitenstein, C., Knecht, S. (2003). Language perception activates the hand motor cortex: implications for motor theories of speech perception. European Journal of Neuroscience, 18, 704-708; Fadiga, L., Craighero, L., Olivier, E. (2005). Human motor cortex excitability during the perception of others' action. Current Opinions in Neurobiology, 15, 213-218; Palmer, C.E., Bunday, K.L., Davare, M., Kilner, J.M. (2016). A causal role for primary motor cortex in perception of observed actions. Journal of Cognitive Neuroscience, 28, 2021-2029.
35. Barrett, J.L. (2004). Why would anyone believe in God? Lanham, MD: Altamira Press.
36. Per una buona trattazione dell'argomento, si veda Barrett, J.L., Johnson, A.H. (2003). The role of control in attributing intentional agency to inanimate objects. Journal of Cognition and Culture, 3, 208-217.
37. A questo proposito, raccomando molto caldamente il libro del collega e studente pi brillante di C.G. Jung, Neumann, E. (2007). La grande madre. Fenomenologia delle configurazioni femminili dell'inconscio. Roma: Astrolabio Ubaldini.
38. https://www.dol.gov/wb/stats/occ_gender_share_em_1020_txt.htm.
39. Muller, M.N., Kalhenberg, S.M., Thompson, M.E. & Wrangham, R.W. (2007). Male coercion and the costs of promiscuous mating for female chimpanzees. Proceedings of the Royal Society (B), 274, 1009-1014.
40. Per molte e interessanti statistiche ricavate dal sito per appuntamenti OkCupid, si veda Rudder, C. (2015). Dataclysm: Love, sex, race & identity. New York: Broadway Books. In siti di questo tipo una piccolissima parte di iscritti riceve la gran parte delle richieste di contatto (ecco un altro esempio della distribuzione paretiana).
41. Wilder, J.A., Mobasher, Z., Hammer, M.F. (2004). Genetic evidence for unequal effective population sizes of human females and males. Molecular Biology and Evolution, 21, 2047-2057.
42. Miller, G. (2002). Uomini, donne e code di pavone. La selezione sessuale e l'evoluzione della natura umana. Torino: Einaudi.
43. Pettis, J. B. (2010). Androgyny BT. In D. A. Leeming, K. Madden, S. Marlan (A cura di). Encyclopedia of psychology and religion (pp. 35-36). Boston, MA: Springer US.
44. Goldberg, E. (2003). The executive brain: Frontal lobes and the civilized mind. New York: Oxford University Press.
45. Per una trattazione completa, si veda Campbell, D.T., Fiske, D.W. (1959). Convergent and discriminant validation by the multitrait-multimethod matrix. Psychological Bulletin, 56, 81-105. Una simile idea  stata sviluppata in Wilson, E.O. (1998). Consilience: The unity of knowledge. New York: Knopf.  anche il motivo per cui abbiamo cinque sensi: cos possiamo pentangolarci nel mondo, con modalit di percezione qualitativamente distinte che operano contemporaneamente e si controllano tra loro.
46. Headland, T. N., Greene, H. W. (2011). Hunter-gatherers and other primates as prey, predators, and competitors of snakes. Proceedings of the National Academy of Sciences USA, 108, 1470-1474.
47. Keeley, L. H. (1996). War before civilization: The myth of the peaceful savage. New York: Oxford University Press.
48. A poco a poco compresi che la linea che separa il bene dal male non passa attraverso gli Stati, n tra le classi, n tra i partiti politici - ma attraverso il cuore di ognuno - e attraverso tutti i cuori umani. Nel corso della vita questa linea si sposta. Al nostro interno, oscilla negli anni. E anche nei cuori sopraffatti dal male, si conserva una piccola testa di ponte del bene. E anche nel migliore di tutti i cuori, rimane... un piccolo angolo di male non estirpato. Da allora sono arrivato a comprendere la verit di tutte le religioni del mondo: lottano con il male che  all'interno di un essere umano (dentro ogni essere umano).  impossibile estirpare dal mondo il male nella sua interezza, ma si pu comprimerlo all'interno di ogni persona. Solenicyn, A.I. Arcipelago Gulag.
49. La miglior indagine che conosca su questo argomento  stata condotta nel brillante documentario sulla vita del fumettista underground Robert Crumb, intitolato Crumb, diretto da Terry Zwigoff (1995), realizzato da Sony Pictures Classic. Questo documentario ti dir pi di quanto vorresti sapere sul risentimento, l'inganno, l'arroganza, l'odio per l'umanit, la vergogna sessuale, la madre divoratrice e il padre tirannico.
50. Bill, V.T. (1986). Chekhov: The silent voice of freedom. Allied Books, Ltd.
51. Costa, P.T., Teracciano, A., McCrae, R.R. (2001). Gender differences in personality traits across cultures: robust and surprising findings. Journal of Personality and Social Psychology, 81, 322-331.
52. Isbell, L. (2011). The fruit, the tree and the serpent: why we see so well. Cambridge, MA: Harvard University Press; si veda anche Hayakawa, S., Kawai, N., Masataka, N., Luebker, A., Tomaiuolo, F., Caramazza, A. (2011). The influence of color on snake detection in visual search in human children. Scientific Reports, 1, 1-4.
53. La Madonna con bambino (1480) di Geertgen tot Sint Jans (1465-1495) ce ne fornisce un notevole esempio, in cui Maria, il Cristo bambino e il serpente sono sovrapposti, a strati, su uno sfondo di strumenti musicali medievali (e il Cristo bambino interpreta il ruolo di direttore d'orchestra).
54. Osorio, D., Smith, A.C., Vorobyev, M., Buchanan-Smieth, H.M. (2004). Detection of fruit and the selection of primate visual pigments for color vision. The American Naturalist, 164, 696-708.
55. Macrae, N. (1992). John von Neumann: the scientific genius who pioneered the modern computer, game theory, nuclear deterrence, and much more. New York: Pantheon Books.
56. Wittman, A. B., Wall, L. L. (2007). The evolutionary origins of obstructed labor: bipedalism, encephalization, and the human obstetric dilemma. Obstetrical & Gynecological Survey, 62, 739-748.
57. Ci sono anche altre spiegazioni: Dunsworth, H. M., Warrener, A. G., Deacon, T., Ellison, P. T., Pontzer, H. (2012). Metabolic hypothesis for human altriciality. Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, 109, 15212-15216.
58. Heidel, A. (1963). The Babylonian Genesis: The story of the creation. Chicago: University of Chicago Press.
59. Salisbury, J. E. (1997). Perpetua's passion: The death and memory of a young Roman woman. New York: Routledge.
60. Pinker, S. (2011). The better angels of our nature: why violence has declined. New York: Viking Books.
61. Nietzsche, F.W., Kaufmann, W.A. (1982). The portable Nietzsche. New York: Penguin Classics.
62. Peterson, J.B. (1999). Maps of meaning: The architecture of belief. New York: Routledge, p. 264.
63. Miller, G. (3 novembre 2016). Could pot help solve the U.S. opioid epidemic? Science. Tratto da: http://www.sciencemag.org/news/2016/11/could-pot-help-solve-us-opioid-epidemic.
64. Barrick, M. R., Stewart, G. L., Neubert, M. J., Mount, M. K. (1998). Relating member ability and personality to work-team processes and team effectiveness. Journal of Applied Psychology, 83, 377-391; per un effetto simile sui bambini, si veda Dishion, T. J., McCord, J., Poulin, F. (1999). When interventions harm: Peer groups and problem behavior. American Psychologist, 54, 755-764.
65. McCord, J., McCord, W. (1959). A follow-up report on the Cambridge-Somerville youth study. Annals of the American Academy of Political and Social Science, 32, 89-96.
66. Si veda https://www.youtube.com/watch?v=jQvvmT3ab80 (tratto da MoneyBART: Episodio 3, Stagione 23 dei Simpson).
67. Rogers ha delineato sei condizioni necessarie perch si verifichi una modificazione costruttiva della personalit. Il secondo di questi  lo stato di incongruenza del paziente, che , grosso modo, la consapevolezza che qualcosa  sbagliato e deve cambiare. Si veda Rogers, C. R. (1957). The necessary and sufficient conditions of therapeutic personality change. Journal of Consulting Psychology, 21, 95-103.
68. Poffenberger, A.T. (1930). The development of men of science. Journal of Social Psychology, 1, 31-47.
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70. I termini errore ed errare derivano dal latino errare, che significa andare qua e l senza direzione o meta certa e, per estensione, perdere la via, sbagliare. Si veda: http://www.treccani.it/vocabolario/errare/.
71. Si veda Gibson, J. J. (2015). Un approccio ecologico alla percezione visiva. Milano: Fabbri.
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82. Per una breve ma discreta spiegazione della teoria, si veda: https://www.britannica.com/art/noble-savage.
83. L'argomento  esaminato con cura in Roberts, B. W., Mroczek, D. (2008). Personality trait change in adulthood. Current Directions in Psychological Science, 17, 31-35.
84. Per una discussione approfondita, empiricamente fondata e attendibile su tali argomenti, si veda Olweus, D. (2007). Bullismo a scuola: ragazzi oppressi, ragazzi che opprimono. Firenze: Giunti Editore.
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110. Ibid.
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113. Le parole di Eric Harris: https://schoolshooters.info/sites/default/files/harris_journal_1.3.pdf.
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118. Si veda la traduzione in lingua inglese dell'Apologia di Socrate di Senofonte, sezione 23, tratto da: http://www.perseus.tufts.edu/hopper/text?doc=Perseus%3Atext%3A1999.01.0170%3Atext%3DApol.%3Asection%3D23a.
119. Ibid., sezione 2.
120. Ibid., sezione 3.
121. Ibid., sezione 8.
122. Ibid., sezione 4.
123. Ibid., sezione 12.
124. Ibid., sezione 13.
125. Ibid., sezione 14.
126. Ibid., sezione 7.
127. Ibid.
128. Ibid., sezione 8.
129. Ibid.
130. Ibid., sezione 33.
131. Goethe, J.W. (1862). Faust. Firenze: Le Monnier. Per una traduzione italiana pi recente si veda: Amoretti, G. V. (A cura di) (2014). Faust e Urfaust. Milano: Feltrinelli.
132. Commenti molto utili e interessanti ai passi della Bibbia sono disponibili sul sito, in lingua inglese: http://biblehub.com/commentaries e su questo versetto in particolare, si veda http://biblehub.com/commentaries/genesis/4-7.htm.
133. E donde, fuori/Che dal solo Satan, dal sole autore/Di tutti i mali, s profonda e nera/Nequizia uscir potea? D'infettar tutta/L'umana stirpe in sua radice e ad onta/Del Creator sovrano, inferno e terra/Mescer insiem? Milton, J. (2016). Il paradiso perduto. Milano: Mondadori.
134. Jung, C.G. (1997). Aion: ricerche sul simbolismo del S. Torino: Bollati Boringhieri.
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137. Si veda Harpur, T. (2004). The pagan Christ: recovering the lost light. Thomas Allen Publishers. L'argomento  trattato anche in: Peterson, J.B. (1999). Maps of meaning: The architecture of belief. New York: Routledge.
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139. Jung, C.G. (1969). Aion: ricerche sul simbolismo del S. Torino: Bollati Boringhieri.
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141. Efesini 2:8-9, per esempio (nella versione Cei): Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede; e ci non viene da voi, ma  dono di Dio; n viene dalle opere, perch nessuno possa vantarsene. Un concetto simile  espresso in Romani 9,15-16: User misericordia con chi vorr, e avr piet di chi vorr averla. Quindi non dipende dalla volont n dagli sforzi dell'uomo, ma da Dio che usa misericordia.
142. Nietzsche, F.W. & Kaufmann, W.A. (1982). The portable Nietzsche. New York: Penguin Classics.
143. Nietzsche, F. (2015). La gaia scienza e Idilli di Messina. Milano: Adelphi.
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146. Nietzsche, F. (2014). Al di l del bene e del male. Roma: Newton Compton.
147. Lasciamo che le nostre congetture e le nostre teorie muoiano al nostro posto! Dobbiamo ancora imparare ad uccidere le nostre teorie invece che ucciderci l'un l'altro. Da Popper, K. (2002). Tre saggi sulla mente umana. Roma: Armando Editore.
148. Questo argomento  affrontato in dettaglio in: Peterson, J.B. (1999). Maps of meaning: the architecture of belief. New York: Routledge.
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151. Milton, J. (1667). Il paradiso perduto. Libro primo: 317-322 it.wikisource.org/w/index.php?title=Il_paradiso_perduto/Libro_primo&oldid=1288011 (ultimo accesso aprile 22, 2018).
152. Milton, J. (1667). Il paradiso perduto. Libro primo: 46-58 it.wikisource.org/w/index.php?title=Il_paradiso_perduto/Libro_primo&oldid=1288011 (ultimo accesso aprile 22, 2018).
153. Milton, J. (1667). Il paradiso perduto. Libro primo: 323-324 e 332-334 it.wikisource.org/w/index.php?title=Il_paradiso_perduto/Libro_primo&oldid=1288011 (ultimo accesso aprile 22, 2018).
154. Questo argomento  affrontato in dettaglio in: Peterson, J.B. (1999). Maps of meaning: The architecture of belief. New York: Routledge.
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171. The Earth has cancer, and the cancer is man. Mesarovic, M.D. e Pestel, E. (1974). Mankind at the turning point. New York: Dutton, p. 1. L'idea fu proposta inizialmente da Gregg, A. (1955). A medical aspect of the population problem. Science, 121, 681-682, p. 681 e successivamente sviluppata da Hern, W.M. (1993). Has the human species become a cancer on the planet? A theoretical view of population growth as a sign of pathology. Current World Leaders, 36, 1089-1124. Dal Club di Roma, King A. e Schneider, B. (1991). The first global revolution. New York: Pantheon Books, p. 75: Il nemico comune dell'umanit  l'uomo. Cercando un nuovo nemico che ci unisse, ci siamo imbattuti nell'inquinamento, nella minaccia del riscaldamento globale, nella scarsit di risorse idriche, nella carestia e simili. Tutti questi pericoli sono causati dall'intervento umano ed  solo cambiando comportamento e atteggiamento che potremo risolverli.
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179. Non sono il solo a pensarla cos. Si veda, per esempio, Hymowitz, K.S. (2012). Manning up: How the rise of women has turned men into boys. New York: Basic Books.
180. Si veda: http://www.pewresearch.org/fact-tank/2012/04/26/young-men-and-women-differ-on-the-importance-of-a-successful-marriage/.
181. Si veda: http://www.pewresearch.org/data-trend/society-and-demographics/marriage/.
182. Questo argomento  stato ampiamente trattato dalla stampa generalista: si vedano https://www.thestar.com/life/2011/02/25/women_lawyers_leaving_in_droves.html; http://www.cbc.ca/news/canada/women-criminal-law-1.3476637; http://www.huffingtonpost.ca/andrea-lekushoff/female-lawyers-canada_b_5000415.html.
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186. Una buona trattazione di questi tristi argomenti in Suh, G.W., Fabricious, W.V., Parke, R.D., Cookston, J.T., Braver, S.L. e Saenz, D.S. Effects of the interparental relationship on adolescents' emotional security and adjustment: The important role of fathers. Developmental Psychology, 52, 1666-1678.
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193. Per la posizione dell'OCSE su questo argomento, si veda Closing the gender gap: Sweden, che passa in rassegna le statistiche secondo cui che le ragazze hanno risultati migliori dei ragazzi per quanto riguarda l'istruzione e che le donne sono fortemente sovrarappresentate nel settore dell'assistenza sanitaria e quindi sminuisce l'attuale posizione di vantaggio degli uomini nel settore informatico. Tratto da https://www.oecd.org/sweden/Closing%20the%20Gender%20Gap%20-%20Sweden%20FINAL.pdf.
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195. Trattato in in Peterson, J.B. & Shane, M. (2004). The functional neuroanatomy and psychopharmacology of predatory and defensive aggression. In J. McCord (a cura di). Beyond empiricism: Institutions and intentions in the study of crime. (Advances in Criminological Theory, Vol. 13) (pp. 107-146). Piscataway, NJ: Transaction Books; si veda anche Peterson, J.B. e Flanders, J. (2005). Play and the regulation of aggression. In Tremblay, R.E., Hartup, W.H. e Archer, J. (a cura di). Developmental origins of aggression. (Capitolo 12; pp. 133-157). New York: Guilford Press.
196. Come trattato in Tremblay, R. E., Nagin, D. S., Sguin, J. R., et al. (2004). Physical aggression during early childhood: trajectories and predictors. Pediatrics, 114, 43-50.
197. Heimberg, R. G., Montgomery, D., Madsen, C. H., e Heimberg, J. S. (1977). Assertion training: A review of the literature. Behavior Therapy, 8, 953-971; Boisvert, J.-M., Beaudry, M., e Bittar, J. (1985). Assertiveness training and human communication processes. Journal of Contemporary Psychotherapy, 15, 58-73.
198. Trull, T. J., e Widiger, T. A. (2013). Dimensional models of personality: The five-factor model and the DSM-5. Dialogues in Clinical Neuroscience, 15, 135-46; Vickers, K.E., Peterson, J.B., Hornig, C.D., Pihl, R.O., Sguin, J. & Tremblay, R.E. (1996). Fighting as a function of personality and neuropsychological measures. Annals of the New York Academy of Sciences. 794, 411-412.
199. Bachofen, J.J. (1993). Oriente e occidente: storia e miti del matriarcato. Ferrara: Gallio editori.
200. Gimbutas, M. (1991). The civilization of the goddess. San Francisco: Harper.
201. Stone, M. (2011). Quando Dio era una donna. Roma: Venexia.
202. Eller, C. (2000). The myth of matriarchal prehistory: Why an invented past won't give women a future. Boston: Beacon Press.
203. Neumann, E. (1978). Storia delle origini della coscienza. Roma: Astrolabio Ubaldini.
204. Neumann, E. (1981). La grande madre. Fenomenologia delle configurazioni femminili dell'inconscio. Roma: Astrolabio Ubaldini.
205. Si veda, per esempio, Adler, A. (2002). Theoretical part I-III: The accentuated fiction as guiding idea in the neurosis. In H.T. Stein (a cura di). The collected works of Alfred Adler volume 1: The neurotic character: Fundamentals of individual psychology and psychotherapy (pp. 41-85). Bellingham, WA: Alfred Adler Institute of Northern Washington, p. 71.
206. Moffitt, T.E., Caspi, A., Rutter, M. e Silva, P.A. (2001). Sex differences in antisocial behavior: Conduct disorder, delinquency, and violence in the Dunedin Longitudinal Study. London: Cambridge University Press.
207. Buunk, B.P., Dijkstra, P., Fetchenhauer, D. e Kenrick, D.T. (2002). Age and gender differences in mate selection criteria for various involvement levels. Personal Relationships, 9, 271-278.
208. Lorenz, K. (1943). Die angeborenen Formen moeglicher Erfahrung. Ethology, 5, 235-409.
209. Tajfel, H. (1970). Experiments in intergroup discrimination. Nature, 223, 96-102.
210. Tratto da Dostoevskij, F. (2014). I fratelli Karamazov. Torino: Einaudi Editore.
211. Non  la capacit di cuocere a microonde un burrito cos caldo che perfino Lui stesso non riuscirebbe a mangiarlo (come chiede Homer in L'erba di Homer [episodio 16, stagione 13, I Simpson]).
212. Lao-Tzu (2017). Il libro del Tao. Tao-Teh-Ching. Roma: Newton Compton Editori.
213. Dostoevskij, F. (2017). Memorie dal sottosuolo. Milano: Mondadori.
215. Dikotter, F. (2010). Mao's great famine. London: Bloomsbury.
216. Si veda Peterson, J.B. (2006). Peacemaking among higher-order primates. In Fitzduff, M., Stout, C.E. (a cura di). The psychology of resolving global conflicts: From war to peace. In Volume III, Interventions (pp. 33-40). New York: Praeger. Tratto da: https://www.researchgate.net/publication/235336060_Peacemaking_among_higher-order_primates.
217. Si veda Allen, L. (2011). Trust versus mistrust (Erikson's infant stages). In S. Goldstein, J. A. Naglieri (a cura di). Encyclopedia of child behavior and development (pp. 1509-1510). Boston, MA: Springer US.
218. Lao-Tzu (2017). Il libro del Tao. Tao-Teh-Ching. Roma: Newton Compton Editori.
219. Prendi, per esempio, il grande e coraggioso Boyan Slaat. Questo giovane uomo olandese, poco pi che ventenne, ha sviluppato una tecnologia che potrebbe fare esattamente questo, e con profitto, ed essere impiegata in tutti gli oceani del mondo.  un vero ambientalista: Si veda https://www.theoceancleanup.com/.
220. Yeats, W.B. (2015). Verso Bisanzio. Venezia: Marsilio.
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FINE.